Femminicidio a Macherio: l'imputato chiede giustizia riparativa
Omicidio e stalking: il processo a Monza
Si è aperto davanti alla Corte di Assise di Monza il processo che vede imputato Alexander Vilcherres Quilla, 34 anni, per l'omicidio della sua ex compagna, Geraldine Nuñez Sanchez Yadana. L'uomo è accusato di omicidio volontario aggravato e atti persecutori. La vittima, 33 anni, era fuggita dal Perù con i figli per trovare rifugio in Brianza.
Quilla, di nazionalità peruviana, è detenuto in carcere e rischia l'ergastolo per i reati contestati. L'accusa di omicidio volontario è aggravata dalla relazione affettiva pregressa con la vittima, a cui si aggiunge quella di stalking. La somma di queste accuse potrebbe portare alla pena massima.
La richiesta di giustizia riparativa
Durante la prima udienza del dibattimento, l'imputato ha manifestato la volontà di essere ammesso alla giustizia riparativa. Questo percorso, gestito da mediatori esperti, mira a responsabilizzare l'autore del reato attraverso incontri con le vittime, con l'obiettivo di ricostruire i legami sociali. La sua partecipazione è volontaria.
L'esito positivo di questo percorso potrebbe essere valutato dal giudice come circostanza attenuante o influire sulla determinazione della pena. La Corte esaminerà questa richiesta nella prossima udienza, fissata per aprile. L'imputato non ha potuto accedere a riti alternativi per la gravità delle accuse.
Le parti civili e la confessione
Si sono costituiti parti civili nel processo i due figli della vittima, la madre Juana e lo zio Andres, assistiti dagli avvocati Serena Trope ed Ernesto Sarno, per ottenere il risarcimento dei danni subiti. I figli, rimasti orfani, hanno lanciato l'allarme quando la madre non è rientrata a casa la sera.
Al momento del fermo, avvenuto mentre tentava la fuga e disposto dai carabinieri, Quilla aveva confessato il delitto, affermando: «Non volevo ucciderla, la amavo». La vittima lavorava come badante per mantenere sé stessa e i suoi ragazzi.
Fuga dal Perù e tragica fine
Geraldine Nuñez Sanchez Yadana aveva deciso di lasciare il Perù per sfuggire ai maltrattamenti e alle violenze subite regolarmente dall'ex compagno. Nonostante la fuga, Quilla l'aveva raggiunta a Macherio, dove la donna viveva in un casolare abbandonato. L'uomo, che viveva di espedienti e piccoli furti, cercava di convincerla a tornare con lui.
La donna, madre di due figli di 17 e 13 anni, è stata trovata morta nel luglio precedente. L'imputato aveva poi pubblicato un selfie sul profilo della vittima con la dicitura «Verdadero amor», il vero amore, un gesto che ha ulteriormente aggravato la sua posizione.