Femminicidio a Macherio: imputato chiede giustizia riparativa
Omicidio e stalking: inizia il processo a Monza
Si è aperto davanti alla Corte di Assise di Monza il processo a carico di Alexander Vilcherres Quilla, 34 anni, imputato per l'omicidio volontario aggravato e atti persecutori nei confronti dell'ex compagna, Geraldine Nuñez Sanchez Yadana. L'uomo è accusato di aver ucciso la donna, madre dei suoi due figli, lo scorso luglio a Macherio.
La richiesta avanzata dall'imputato, detenuto, è quella di essere ammesso al percorso di giustizia riparativa. Questo strumento mira a responsabilizzare l'autore del reato e a ricostruire i legami sociali attraverso incontri con le vittime, gestiti da mediatori esperti. L'esito positivo di tale percorso potrebbe essere valutato dal giudice in fase di determinazione della pena.
La fuga dal Perù e la tragica fine a Macherio
Geraldine Nuñez Sanchez Yadana, 33 anni, era fuggita dal Perù con i suoi due figli per trovare rifugio in Brianza, presso i familiari. La donna aveva deciso di allontanarsi dall'ex compagno a causa di maltrattamenti e violenze subite regolarmente. La sua fuga, tuttavia, non è bastata a garantirle la sicurezza.
Alexander Vilcherres Quilla ha raggiunto la donna a Macherio, dove lei lavorava come badante per mantenere sé stessa e i figli. L'uomo, secondo quanto emerso, viveva di espedienti e piccoli furti, con l'intento di convincere Geraldine a tornare con lui.
Il femminicidio e la confessione
La sera dell'omicidio, i figli della coppia hanno dato l'allarme non vedendo rientrare la madre. Le indagini dei carabinieri hanno portato all'arresto di Vilcherres Quilla mentre tentava la fuga. Durante l'interrogatorio di convalida del fermo, l'uomo ha confessato il delitto, affermando di aver agito per amore: «Non volevo ucciderla, la amavo».
L'omicidio è avvenuto a mani nude, con strangolamento. Successivamente, l'imputato avrebbe postato sul profilo della vittima un selfie con la didascalia «Verdadero amor», il «vero amore», un gesto che ha ulteriormente aggravato la sua posizione.
Costituzione di parte civile e prossimi passi
Alla Corte di Assise di Monza si sono costituiti parte civile i due figli della vittima, la madre Juana e lo zio Andres, assistiti dagli avvocati Serena Trope ed Ernesto Sarno. I figli, il maggiore dei quali raggiungerà la maggiore età a giugno, chiedono un risarcimento dei danni.
Per la gravità delle accuse, Alexander Vilcherres Quilla non ha potuto beneficiare di riti alternativi che avrebbero potuto comportare una riduzione della pena. Il processo proseguirà ad aprile, quando verrà esaminata la richiesta di ammissione alla giustizia riparativa.
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