Chiesti 6 mesi per corriere che aggredì chitarrista
Processo per aggressione a musicista
La Procura di Monza ha richiesto una pena di sei mesi di reclusione per un corriere, accusato di aver aggredito il noto chitarrista Tommy Massara. L'episodio risale al novembre 2020 e ha coinvolto una presunta disputa legata a una consegna di merce.
L'incidente avrebbe causato al musicista, 57 anni, una lesione alla spalla destra, compromettendo, secondo l'accusa, la sua capacità di suonare la chitarra. Massara, membro della band heavy metal Extrema, vanta collaborazioni anche con artisti di fama internazionale come Vasco Rossi.
Dinamica dell'incidente
Secondo la ricostruzione fornita dal chitarrista, l'alterco sarebbe scaturito da un disguido con una consegna. Dopo un primo tentativo fallito, il corriere si sarebbe presentato nuovamente, mostrando un atteggiamento aggressivo e maleducato nei confronti della compagna di Massara. Quando il musicista è sceso per chiarire la situazione, il corriere avrebbe iniziato a insultarlo.
Massara ha dichiarato di essersi avvicinato al furgone per annotare la targa del mezzo. A quel punto, il corriere avrebbe impedito la sua uscita dal furgone, afferrandolo per il collo. Il chitarrista si sarebbe divincolato, causando la caduta dell'aggressore. Successivamente, Massara si è recato dai carabinieri per denunciare l'accaduto.
Richieste e difese in tribunale
Il pubblico ministero ha sollecitato la condanna del corriere, un 32enne algerino residente a Milano, concedendo le attenuanti generiche. La parte civile, rappresentata da Tommy Massara, ha chiesto un risarcimento danni con una provvisionale di 15.000 euro, quantificando le lesioni permanenti al 6% e sottolineando l'impatto sull'attività professionale del musicista.
La difesa dell'imputato ha invece invocato l'assoluzione, sostenendo che sia stato il chitarrista ad avere un comportamento aggressivo. Il legale ha inoltre contestato la gravità delle lesioni, citando perizie che, a suo dire, dimostrerebbero come Massara abbia continuato a esibirsi in pubblico anche dopo l'episodio, come attestato da foto e video.
Attesa per la sentenza
Il Tribunale di Monza è chiamato ora a decidere sul caso. La sentenza è attesa per il prossimo maggio, quando si conoscerà l'esito del processo per lesioni personali che vede contrapposti il musicista e il dipendente della società di spedizioni.