Quattro individui sono stati arrestati per una serie di oltre trenta furti commessi tra Lombardia e Veneto. La banda utilizzava veicoli potenti, targhe false e disturbatori di frequenza per le proprie azioni criminali.
Arresti per furti in Lombardia e Veneto
La Polizia di Stato ha eseguito quattro fermi. Le persone coinvolte sono accusate di numerosi reati. Questi includono furti in abitazioni, farmacie, bar e pizzerie. Sono anche imputati di ricettazione, compresa quella di armi da fuoco.
Gli arresti sono avvenuti in diverse località. Le operazioni si sono svolte tra Milano, Monza e Vercelli. La notizia è stata diffusa dalla Questura di Milano.
Indagini e modus operandi della banda
Le indagini sono state condotte dalla Squadra Mobile. Hanno visto la partecipazione del Commissariato Greco-Turro. L'attività investigativa ha permesso di ricostruire le azioni del gruppo. Queste si sono concentrate tra la fine del 2025 e la prima metà del 2026.
Le province interessate dalle attività criminali sono state diverse. Sia in Lombardia che in Veneto. Sono stati contestati oltre trenta colpi. La banda agiva con metodi sofisticati.
Tecniche avanzate per eludere i controlli
Secondo le accuse, il gruppo utilizzava autovetture di grossa cilindrata. Queste vetture erano dotate di targhe contraffatte. In alternativa, venivano impiegate targhe rubate. Questo serviva a ostacolare i controlli delle forze dell'ordine.
Tra gli accorgimenti adottati, vi era la disattivazione dei telefoni cellulari. Questo avveniva durante le azioni criminose. L'obiettivo era evitare intercettazioni.
La banda impiegava anche strumenti specifici. Questi servivano per l'effrazione di serrature e porte. Inoltre, utilizzavano inibitori di frequenza, noti come jammer. Questi dispositivi disturbavano le comunicazioni elettroniche.
I soggetti arrestati
Le quattro persone fermate sono due cittadini albanesi. Hanno rispettivamente 30 e 36 anni. Ci sono poi due cittadini italiani. Hanno 47 e 56 anni.
Sono ritenuti responsabili a vario titolo dei reati contestati. Le indagini proseguono per accertare eventuali complici. Si sta anche cercando di recuperare la refurtiva.
Estensione dei reati e aree colpite
L'operazione ha messo fine a un'attività criminale prolungata. I furti hanno interessato diverse tipologie di esercizi commerciali. Anche abitazioni private sono state prese di mira.
Le province coinvolte coprono un'ampia area geografica. La presenza di attività criminali in più regioni evidenzia la pericolosità del gruppo. Le forze dell'ordine hanno lavorato in coordinamento.
L'uso di jammer rappresenta un elemento di particolare allarme. Indica una preparazione e una capacità tecnologica avanzata. Questo rende più difficile l'identificazione e la cattura dei responsabili.
La Polizia di Stato ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra diverse unità investigative. Questo ha permesso di raccogliere prove decisive. Le indagini hanno permesso di ricostruire la catena di comando e operatività della banda.
Si attendono ulteriori sviluppi. Potrebbero emergere nuovi dettagli sul modus operandi. Anche sulla possibile destinazione della merce rubata. La lotta contro la criminalità organizzata continua.