Cronaca

Appalti illeciti: +872% a Milano, Colopi: "Stupisce l'indifferenza"

18 marzo 2026, 05:51 5 min di lettura
Appalti illeciti: +872% a Milano, Colopi: "Stupisce l'indifferenza" Immagine generata con AI Monza
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A Milano si registra un allarmante aumento degli appalti illeciti, con un incremento dell'872%. Il dirigente dell'Ispettorato del Lavoro, Carlo Colopi, esprime stupore per l'indifferenza generale di fronte a tali fenomeni, pur sottolineando i primi risultati positivi delle indagini.

Appalti illeciti: boom di irregolarità nel 2025

L'anno passato ha visto un'impennata dei lavoratori impiegati in esternalizzazioni illecite. Si parla di appalti definiti "non genuini".

I dati provengono dall'Ispettorato del Lavoro di Milano. La competenza si estende anche alla provincia di Monza-Brianza.

Il dirigente Carlo Colopi ha presentato cifre significative. Queste indicano un'intensificazione dei controlli sulla filiera degli appalti.

Nel solo 2025, sono emersi 2875 lavoratori coinvolti in queste pratiche scorrette. Questo rappresenta un aumento del 437,38% rispetto all'anno precedente.

Se si considerano le giornate di illecito, le violazioni totali nel 2025 raggiungono quota 443.200. L'incremento è dell'872,29%.

Questi numeri delineano un quadro preoccupante. La catena degli appalti in tutti i settori è sotto la lente d'ingrandimento.

Lo strumento del controllo giudiziario è ora applicato a società come Dama e Aspesi. Queste sono solo le ultime di una lunga serie.

I settori coinvolti spaziano dalla moda alla logistica, e molti altri ancora.

La domanda sorge spontanea: questo strumento sta funzionando efficacemente?

La risposta di Colopi è cautamente positiva. Oltre ai casi emersi, molte aziende stanno agendo autonomamente.

Queste imprese cercano di evitare rischi legali. Stanno attivamente "ripulendo" la propria filiera.

Avviano anche interlocuzioni informali con la Procura della Repubblica.

Il problema principale risiede negli appalti "chilometrici". In questi casi, il committente sembra chiudere un occhio.

Le ragioni di questa chiusura sono molteplici. Si va dal disinteresse all'indifferenza.

Spesso, la convenienza economica gioca un ruolo determinante.

Indifferenza nel settore moda: un paradosso

Nonostante i protocolli per la legalità nella moda, alcune grandi aziende continuano a ignorare le condizioni lavorative.

Carlo Colopi esprime sorpresa per questa situazione. Sottolinea come la regolarizzazione sarebbe vantaggiosa.

Le aziende dovrebbero mettersi in regola per evitare danni d'immagine. Questi danni possono estendersi ben oltre i confini nazionali.

Colopi si stupisce che alcune realtà non comprendano l'importanza del rispetto delle norme. Soprattutto in un settore che genera profitti elevatissimi.

Questi margini permetterebbero di garantire condizioni dignitose. Permetterebbero anche una vigilanza adeguata.

Il dirigente usa un'analogia: le aziende potrebbero continuare a "mangiare l'aragosta". Non sarebbero costrette a "nutrirsi a pane e acqua".

Ha avuto modo di parlare con ispettori scossi. Hanno riscontrato condizioni di lavoro "indecenti" in alcuni laboratori.

Queste testimonianze dirette evidenziano la gravità del problema.

L'indifferenza, quindi, non è solo una questione di numeri. Riguarda la dignità umana.

Le aziende che operano nel settore della moda hanno una grande responsabilità.

Questa responsabilità non è solo economica, ma anche sociale.

Il mancato rispetto delle norme crea un precedente negativo. Incentiva ulteriori irregolarità.

La reputazione di un'azienda è un bene prezioso. Non dovrebbe essere messa a rischio per risparmi illeciti.

Le autorità continuano a monitorare la situazione. L'obiettivo è garantire un mercato più equo.

Food delivery: nuove indagini e sfide aperte

Il settore del food delivery presenta sfide simili. Le condizioni lavorative dei rider sono sotto esame.

L'indagine del 2021 aveva già acceso i riflettori. Ora, il controllo giudiziario su Glovo e Deliveroo riapre la questione.

Ciò indica che le condizioni non sono migliorate significativamente.

Nel frattempo, Uber Eats ha lasciato l'Italia. Questo dopo aver perso un contenzioso con l'Ispettorato.

L'aspetto più critico riguarda il versamento dei contributi. Se i rider sono inquadrati come parasubordinati, i costi sono enormi.

La regolarizzazione è una strada percorribile. Just Eat ne è un esempio.

Tuttavia, anche in quel caso, persistono criticità da affrontare.

La materia è estremamente complessa. Esiste una direttiva europea in merito.

L'Italia, in questo contesto, è già considerata avanti.

Le leggi necessarie per la regolarizzazione esistono. La loro applicazione è fondamentale.

Carlo Colopi sottolinea l'importanza di applicare le norme esistenti.

Non si tratta di creare nuove leggi, ma di far rispettare quelle attuali.

La questione dei rider è emblematica. Mostra come l'innovazione tecnologica possa creare nuove forme di lavoro.

Queste nuove forme richiedono un adeguamento normativo e un controllo costante.

La tutela dei lavoratori deve essere prioritaria.

Le piattaforme digitali hanno un ruolo cruciale in questo processo.

La collaborazione tra istituzioni, aziende e lavoratori è essenziale.

Solo così si potrà garantire un futuro sostenibile per il food delivery.

Milano: fabbisogno di manodopera e filiera degli appalti

Milano è una città con un forte bisogno di manodopera. Settori come l'edilizia e la logistica ne sono un chiaro esempio.

Parallelamente, esiste un problema significativo legato alla filiera degli appalti.

Per questo motivo, i controlli vengono intensificati in tutta la metropoli.

Le esternalizzazioni illecite si manifestano in contesti diversificati. Si trovano anche in un semplice bar.

In un bar, è stato riscontrato personale reclutato tramite una piattaforma online.

Nei cantieri di Santa Giulia, in vista delle Olimpiadi, operavano circa 100 imprese diverse.

Questo dato illustra la complessità nel monitorare tutte le realtà coinvolte.

Esiste un vero e proprio "esercito di migranti sfruttati". Questo è un aspetto drammatico.

Grazie ad accordi specifici, si sta offrendo supporto. Collaborano il servizio di protezione delle vittime della tratta del Comune di Milano e diverse associazioni.

Si aiuta chi denuncia a ottenere il permesso di soggiorno.

Questo approccio integrato mira a proteggere i soggetti più vulnerabili.

Garantire la dignità e i diritti dei lavoratori migranti è un imperativo etico e sociale.

La città di Milano affronta sfide complesse. La gestione della manodopera e la legalità negli appalti sono prioritarie.

L'intensificazione dei controlli è una risposta necessaria.

La collaborazione tra enti pubblici e privati è fondamentale.

Solo un impegno congiunto potrà portare a risultati duraturi.

La lotta all'indifferenza e allo sfruttamento continua.

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