Solo 36 dei 205 comuni bresciani partecipano attivamente al recupero dell'evasione fiscale, generando entrate minime. La provincia, nonostante ciò, si distingue a livello nazionale per gli incassi totali.
Comuni bresciani e lotta all'evasione fiscale
La maggior parte degli enti locali bresciani, ben 169 su 205, non si impegna nella lotta contro l'evasione fiscale. Questo disinteresse deriva dalla scarsa convenienza economica dei premi offerti. Lo sforzo richiesto non giustifica i magri guadagni ottenuti dai comuni.
Il governo aveva conferito ai municipi il potere di agire come investigatori fiscali. Utilizzando le banche dati comunali, è possibile incrociare informazioni con quelle dell'Agenzia delle Entrate. L'obiettivo è individuare discrepanze tra il tenore di vita dichiarato e quello effettivo dei cittadini.
La normativa che autorizza gli enti locali a partecipare agli accertamenti fiscali è il decreto legge 203 del 2005. Inizialmente, i comuni potevano trattenere il 30% del recupero, poi aumentato al 50%. Una recente riforma obbliga oltre 1.100 comuni a rivolgersi ad Amco per crediti non ancora riscossi. Questo processo mira a ottimizzare il recupero delle pendenze, cresciute a livello nazionale fino a 72 miliardi di euro tra il 2019 e il 2024.
Dati preoccupanti sull'evasione fiscale in provincia
Nel 2024, solo 36 comuni della provincia di Brescia hanno contribuito al recupero di tasse e tributi. L'incasso totale per questi enti è stato di soli 215.847 euro. A livello nazionale, la situazione è altrettanto critica: solo 303 comuni su 7.900 hanno inviato segnalazioni qualificate al fisco.
Questo dato, inferiore al 4% del totale, evidenzia una scarsa priorità accordata alla lotta all'evasione. Nonostante le dichiarazioni di intenti, le azioni concrete da parte degli enti locali sono limitate. La lotta all'evasione fiscale sembra non essere una priorità per molti comuni.
Il trend degli incassi derivanti dal recupero è in costante diminuzione. Nel 2015, 43 amministrazioni bresciane avevano recuperato 1.427.000 euro. Nel 2017, la cifra si era avvicinata a 1,2 milioni. L'anno successivo, il dato era sceso a 826.000 euro. Il crollo è proseguito negli anni successivi.
Nel 2020, 27 comuni avevano recuperato solo 446.879 euro. Nel 2022, la cifra era scesa a 342.546 euro, e nel 2023 a 270.423 euro, distribuiti su 29 comuni.
La classifica dei comuni bresciani
Nonostante questi numeri, la provincia di Brescia si conferma tra le più virtuose in Italia per quanto riguarda gli incassi totali. Negli ultimi tre anni, sono stati riscossi 533.606.364 euro. Di questi, 105.680.881 euro sono crediti stralciati, mentre 177.642.695 euro restano ancora da recuperare.
Secondo i dati del Centro Studi Enti Locali, riferiti all'anno fiscale 2024, Montichiari guida la classifica provinciale con 29.599 euro, escludendo il capoluogo Brescia che ha incassato 62.011 euro. Al secondo posto si posiziona Maclodio con 28.731 euro. Coccaglio ottiene il terzo posto con 16.315 euro.
Il comune con il minor recupero è Toscolano, fermo a soli 25 euro. Anche Corte Franca e Isorella registrano cifre irrisorie, con soli 50 euro ciascuno. Performance deludenti anche in centri più grandi come Palazzolo (654 euro), Chiari (195 euro) e Ghedi (82 euro).