La questione del pedaggio della Corda Molle rimane in sospeso. La Provincia di Brescia non ha fornito risposte concrete né stanziato fondi nella recente variazione di bilancio. I consiglieri di minoranza chiedono chiarezza.
Nessun fondo per la Corda Molle
La promessa di una soluzione per il pedaggio della Corda Molle non trova spazio nella variazione di bilancio. Le risorse necessarie per scontare il costo ai pendolari della Ospitaletto-Montichiari non sono state incluse. L'aggiornamento del Dup 2026-2028, votato ieri, non contiene stanziamenti specifici.
Il consigliere di minoranza Andrea Curcio ha sollevato il problema in Consiglio provinciale. Non sono arrivate risposte esaurienti riguardo la copertura finanziaria. Si ignora l'ammontare dei fondi necessari e la provenienza degli stessi.
Curcio ha espresso preoccupazione per possibili fondi governativi destinati ad altri scopi. Potrebbero essere legati all'emendamento sul Tpl, a sostegno della Mille Miglia. L'incertezza sui finanziamenti è alta.
Richiesta di accesso agli atti
Seguendo l'esempio del sindaco di Montichiari, Marco Togni, Andrea Curcio intende richiedere l'accesso agli atti. L'obiettivo è ottenere dati sui flussi di traffico. Si vuole anche visionare l'aggiornamento del Piano economico finanziario. Questo è stato presentato da Autovia Padana.
La richiesta mira a fare chiarezza sulla situazione. I dati serviranno a comprendere meglio la viabilità e i costi legati alla Corda Molle. Si attende una risposta formale per poter consultare la documentazione.
Bilancio provinciale e criticità
Durante la seduta consiliare, è stata approvata la variazione di bilancio. Il 2025 si è chiuso con un avanzo di oltre 221 milioni di euro. Sono stati accantonati circa 153 milioni per mancati introiti da sanzioni stradali.
Un punto critico è stato lo slittamento di un pacchetto da 14 milioni per l'edilizia scolastica. Il consigliere Fabio Capra ha definito la situazione «grave». Ha sottolineato l'urgenza di trovare una soluzione.
Centro Padane Engineering sotto esame
Al centro del dibattito anche l'adesione all'aumento di capitale di Centro Padane Engineering. Si tratta di una società in house per servizi tecnici di ingegneria. La ricapitalizzazione ammonta a 1,1 milioni di euro.
La Provincia di Brescia coprirà 545.270 euro. L'iniezione di risorse è necessaria a causa del deterioramento della situazione societaria. La società ha chiuso in negativo gli ultimi due esercizi.
Il piano di rilancio si basa su 60 commesse dalle Province di Brescia e Cremona. Il valore complessivo è di 7,3 milioni di euro. L'equilibrio economico è previsto entro il 2028.
Andrea Curcio ha definito l'operazione uno «spreco di denaro pubblico». Diletta Scaglia l'ha giudicata «spregiudicata, senza prospettive solide». Il presidente Emanuele Moraschini ha replicato, affermando che la società ha ora prospettive concrete di efficienza.
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