Cronaca

Policoro: Sicurezza e Rischi Naturali al Centro del Dibattito

20 marzo 2026, 10:06 6 min di lettura
Policoro: Sicurezza e Rischi Naturali al Centro del Dibattito Immagine generata con AI Montescaglioso
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A Policoro il progetto "Sicuri Insieme" porta alla luce i principali rischi naturali e antropici segnalati dalla comunità. L'iniziativa mira a rafforzare la consapevolezza e la partecipazione civica nella prevenzione.

Policoro: Comunità e Amministrazione Uniscono le Forze

Il percorso di "Sicuri Insieme" prosegue a Policoro. L'iniziativa è promossa da Cittadinanzattiva. È finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'obiettivo è aumentare la consapevolezza locale. Si concentra sui rischi naturali e antropici. Favorisce la partecipazione informata alla prevenzione. La tappa territoriale è un momento cruciale. Offre una restituzione pubblica. Permette il confronto tra cittadini e Amministrazione comunale. Si discute il Piano di Protezione Civile. Si parte dai contenuti della "Mappa dei Rischi". Questa mappa è stata elaborata con le indicazioni della comunità.

La comunità di Policoro ha segnalato diversi rischi. Questi riguardano principalmente fenomeni idraulici e idrogeologici. Le caratteristiche geomorfologiche della piana del Metapontino sono un fattore chiave. La presenza di numerosi corsi d'acqua contribuisce a queste criticità. La posizione pianeggiante del territorio aumenta l'esposizione. Si parla di rischio alluvioni ed esondazioni. Questo è particolarmente vero durante precipitazioni intense. Eventi meteorologici concentrati possono aggravare la situazione.

Rischi Idraulici e Idrogeologici: Criticità Storiche e Attuali

Una delle criticità più rilevanti segnalate riguarda il Fosso Valle. Si teme l'esondazione nel tratto tra Montalbano Jonico e Scanzano Jonico. Questo fenomeno ha già causato disagi significativi alla viabilità locale in passato. Episodi simili sono legati anche ai fiumi Agri e Sinni. Questi corsi d'acqua hanno avuto un impatto storico devastante. Nel 1959, le loro esondazioni hanno occupato l'intera piana del Metapontino. Purtroppo, questo evento causò undici vittime nella zona di Madonnella. La memoria di tali eventi sottolinea la vulnerabilità del territorio.

Ulteriori elementi di vulnerabilità sono connessi al bacino irriguo di Monte Cotugno. Si tratta di una diga in terra battuta. È considerata un'infrastruttura strategica. Fornisce approvvigionamento idrico all'area. Secondo i cittadini, questa diga presenta rischi significativi. In caso di eventi sismici o criticità strutturali, il suo danneggiamento potrebbe avere conseguenze gravi. L'impatto sul territorio circostante sarebbe notevole. La sicurezza di questa infrastruttura è una preoccupazione costante.

La fascia ionica lucana è storicamente interessata da fenomeni di dissesto idrogeologico. Diversi centri limitrofi sono stati colpiti. Esempi significativi includono la frana di Pisticci nel 1688. Altro evento rilevante è stata la frana di Montescaglioso nel 2013. Questi eventi dimostrano la persistenza del rischio frane. La geologia del territorio richiede attenzione costante e monitoraggio.

Criticità Antropiche: Inquinamento e Impatto Industriale

Accanto ai rischi naturali, emergono criticità di origine antropica. Queste sono legate principalmente all'inquinamento. Si segnala l'inquinamento dei suoli e delle acque. Le preoccupazioni della popolazione si basano su dati concreti. Rilevazioni effettuate da ARPA Basilicata hanno evidenziato la presenza di sostanze contaminanti. Queste sono attribuite alle attività industriali storiche nell'area. L'impatto delle industrie del passato è ancora presente.

Tra le criticità più discusse c'è l'impianto ITREC di Rotondella. Originariamente era destinato al ritrattamento del combustibile nucleare esaurito. Nell'ambiente circostante e nella foce del fiume Sinni sono stati rilevati contaminanti. La gestione di questo sito richiede massima attenzione. La bonifica e il monitoraggio sono fondamentali per la salute pubblica. La presenza di tali impianti solleva interrogativi sulla sicurezza a lungo termine.

Ulteriori fattori di pressione ambientale derivano da altre attività industriali. La contaminazione dei suoli e delle acque è riconducibile alle industrie della Val Basento. Anche l'inquinamento da nitrati è una preoccupazione. Questo è legato alle colture intensive. Queste pratiche agricole caratterizzano l'intera fascia costiera ionica. L'agricoltura intensiva richiede una gestione sostenibile per minimizzare l'impatto ambientale. La qualità delle acque e dei suoli è essenziale.

Incendi e Sicurezza Urbana: Un Rischio Vicino ai Cittadini

La comunità di Policoro segnala anche la frequente presenza di incendi. Questi si verificano lungo la fascia costiera. Colpiscono anche le aree di pineta. Un'area particolarmente sensibile è il Bosco Pantano di Policoro. La vicinanza di questi eventi ai centri abitati è fonte di preoccupazione. Espone la popolazione ai fumi e alle polveri generate dagli incendi. La gestione degli incendi boschivi richiede risorse adeguate e prevenzione. La pulizia dei sottoboschi è fondamentale.

La presenza di aree verdi come il Bosco Pantano è preziosa. La loro tutela è importante per l'ecosistema locale. Gli incendi rappresentano una minaccia costante per la biodiversità. La sicurezza dei residenti è prioritaria. Le azioni di prevenzione devono essere rafforzate. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è essenziale in questo senso. La sensibilizzazione sul rischio incendi è un passo importante.

Il Ruolo della Protezione Civile e la Partecipazione Cittadina

Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata, ha commentato l'iniziativa. «Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità sul governo dei rischi che interessano il territorio e sulla gestione delle emergenze», ha dichiarato. L'appuntamento si è svolto presso la Sala del Consiglio comunale. Erano presenti studentesse, studenti e docenti dell'Istituto di istruzione superiore Policoro. Si è sviluppato un confronto ampio e proficuo. La Segretaria ha ringraziato l'Amministrazione di Policoro. Ha lodato la loro disponibilità e partecipazione attiva. La competenza dimostrata è stata preziosa.

La "Mappa dei Rischi" restituisce un quadro articolato delle vulnerabilità. Queste interessano il territorio di Policoro. Evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione. Il monitoraggio ambientale è cruciale. La conoscenza dei rischi da parte della comunità locale deve aumentare. L'iniziativa si inserisce in un contesto nazionale preoccupante. Si assiste a una crescente frequenza di eventi estremi. Dati del Dipartimento della Protezione Civile, elaborati da Openpolis, sono allarmanti. Da maggio 2012 a marzo 2023, lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte. Di queste, 135 sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi. Altri 9 riguardavano eventi sismici o vulcanici. Questo quadro generale sottolinea l'urgenza di agire.

Attraverso "Sicuri Insieme", Cittadinanzattiva ribadisce un concetto fondamentale. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è una risorsa. È essenziale per favorire la sicurezza e la salute collettiva. Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell’Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva, ha sottolineato l'importanza del Piano di Protezione Civile. «Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo», ha affermato. «È, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte».

Maggini ha aggiunto: «Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini. Essi debbono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono. Devono richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze». «Riuscire a convivere con i rischi che gravano sui luoghi che viviamo non è un’opzione, ma un’esigenza, una priorità per chiunque, decisori, imprese, cittadini. Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo».

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