Cronaca

Policoro: Comunità Segnala Rischi Naturali e Antropici nel Piano di Protezione Civile

20 marzo 2026, 06:09 5 min di lettura
Policoro: Comunità Segnala Rischi Naturali e Antropici nel Piano di Protezione Civile Immagine generata con AI Montescaglioso
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A Policoro, il progetto 'Sicuri Insieme' ha mappato i rischi naturali e antropici segnalati dai cittadini, focalizzandosi su alluvioni, dissesto idrogeologico e inquinamento. L'obiettivo è migliorare la prevenzione e la gestione delle emergenze.

Policoro: Incontro Pubblico su Rischi e Prevenzione

Il percorso di 'Sicuri Insieme' prosegue attivamente a Policoro. L'iniziativa, promossa da Cittadinanzattiva, riceve finanziamenti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. L'obiettivo primario è accrescere la consapevolezza locale. Si mira a informare le comunità sui pericoli naturali e quelli causati dall'uomo. Una partecipazione attiva e informata è fondamentale. Questo processo supporta i piani di prevenzione e tutela del territorio.

L'incontro territoriale rappresenta un momento cruciale. È un'occasione di restituzione pubblica. I cittadini dialogano con l'Amministrazione comunale. Si discute il Piano di Protezione Civile. Il confronto parte dai contenuti della 'Mappa dei Rischi'. Questa mappa è stata elaborata grazie alle indicazioni raccolte dalla comunità locale. Le segnalazioni dei residenti sono il fulcro dell'analisi.

Rischi Idraulici e Idrogeologici: Le Criticità di Policoro

Nel territorio di Policoro, i rischi naturali più segnalati riguardano l'acqua. Fenomeni idraulici e idrogeologici dominano le preoccupazioni. Questi sono legati alle caratteristiche geomorfologiche della piana del Metapontino. La presenza di numerosi corsi d'acqua accentua la vulnerabilità. La posizione pianeggiante dell'area espone il territorio a frequenti alluvioni. Le esondazioni sono un pericolo concreto. Si verificano soprattutto durante precipitazioni intense e concentrate.

Una delle criticità più rilevanti riguarda l'esondazione del Fosso Valle. Questo rischio si manifesta nel tratto tra Montalbano Jonico e Scanzano Jonico. Episodi passati hanno causato notevoli disagi alla viabilità locale. Incidenti simili sono stati registrati anche per i fiumi Agri e Sinni. Nel lontano 1959, l'esondazione di questi fiumi sommerse l'intera piana del Metapontino. Tragicamente, causò undici vittime nella zona di Madonnella.

Ulteriori elementi di vulnerabilità sono legati al bacino irriguo di Monte Cotugno. Si tratta di una diga in terra battuta. Questa infrastruttura è vitale per l'approvvigionamento idrico dell'area. Secondo i cittadini, un danneggiamento dell'opera è preoccupante. Eventi sismici o criticità strutturali potrebbero avere conseguenze gravi. Il territorio circostante sarebbe esposto a rischi elevati. La fascia ionica lucana soffre storicamente di dissesto idrogeologico.

Diversi centri limitrofi hanno subito eventi franosi di grande entità. Esempi noti includono la frana di Pisticci nel 1688. Un altro evento significativo fu la frana di Montescaglioso nel 2013. Questi episodi storici confermano la fragilità geologica dell'area. La gestione delle acque e la stabilità dei versanti sono prioritarie.

Inquinamento e Rischi Antropici: Le Preoccupazioni della Comunità

Accanto ai rischi naturali, emergono criticità di origine antropica. L'inquinamento dei suoli e delle acque è una preoccupazione diffusa. Queste problematiche sono legate alle attività industriali storiche della zona. Le rilevazioni di ARPA Basilicata confermano la presenza di sostanze contaminanti. Queste sono attribuite alle attività industriali presenti nell'area.

Particolare attenzione è rivolta all'impianto ITREC di Rotondella. Originariamente destinato al ritrattamento del combustibile nucleare esaurito. Sono stati rilevati contaminanti nell'ambiente circostante. Anche la foce del fiume Sinni mostra tracce di inquinamento. Altri fattori di pressione ambientale sono evidenti. La contaminazione dei suoli e delle acque deriva dalle attività industriali della Val Basento. Si aggiunge l'inquinamento da nitrati.

Quest'ultimo è legato alle colture intensive. Queste pratiche agricole caratterizzano l'intera fascia costiera ionica. La gestione sostenibile dell'agricoltura è quindi cruciale. L'impatto delle attività produttive sull'ambiente richiede monitoraggio costante. La comunità chiede maggiore attenzione alla salute del territorio.

Infine, la comunità segnala la frequente presenza di incendi. Questi si verificano lungo la fascia costiera. Interessano anche le aree di pineta. Il Bosco Pantano di Policoro è particolarmente esposto. La vicinanza di questi incendi ai centri abitati è un problema serio. Espone la popolazione a fumi e polveri nocive. La prevenzione degli incendi boschivi è una priorità.

'Sicuri Insieme': Dialogo tra Cittadini e Istituzioni

«Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità sul governo dei rischi che interessano il territorio e sulla gestione delle emergenze», dichiara Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata. L'appuntamento si è tenuto presso la Sala del Consiglio comunale. Hanno partecipato studentesse e studenti dell'Istituto di istruzione superiore Policoro, accompagnati dai loro docenti. Si è sviluppato un confronto ampio e proficuo.

«Ringraziamo sentitamente l'Amministrazione di Policoro per la disponibilità fornita», aggiunge Picciani. «Per la partecipazione attiva e competente messa a disposizione dei lavori della mattinata». La 'Mappa dei Rischi' restituisce un quadro articolato delle vulnerabilità. Queste interessano il territorio di Policoro. Evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione. Il monitoraggio ambientale è essenziale. La conoscenza dei rischi da parte della comunità locale deve aumentare.

L'iniziativa si inserisce in un contesto nazionale preoccupante. La frequenza di eventi estremi è in crescita. Dati del Dipartimento della Protezione Civile, elaborati da Openpolis, lo confermano. Da maggio 2012 a marzo 2023, lo stato di emergenza è stato dichiarato 169 volte. Di queste, 135 dichiarazioni sono riconducibili a eventi idrici o meteorologici estremi. Altri 9 riguardano eventi sismici o vulcanici.

Attraverso 'Sicuri Insieme', Cittadinanzattiva ribadisce un concetto fondamentale. La collaborazione tra cittadini e istituzioni è una risorsa preziosa. Favorisce la sicurezza e la salute collettiva. Raniero Maggini, Responsabile delle Politiche dell'Ambiente e del Territorio di Cittadinanzattiva, sottolinea l'importanza del Piano di Protezione Civile. «Il Piano di Protezione Civile Comunale non è un mero adempimento amministrativo», afferma Maggini. «È, invece, uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte.»

«Occorre che lo si aggiorni incoraggiando la massima partecipazione dei cittadini», prosegue Maggini. «I cittadini debbono farlo proprio, imparare a conoscere le fragilità del territorio nel quale vivono. Devono richiedere di investire nella prevenzione, condividere le misure finalizzate alla gestione delle emergenze.» Convivere con i rischi che gravano sui luoghi in cui viviamo non è un'opzione. È un'esigenza, una priorità per tutti. Decisori, imprese e cittadini devono agire. «Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per saperlo», conclude Maggini.

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