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Due comuni della Basilicata, Palazzo San Gervasio e Chiaromonte, competono per il prestigioso titolo di Capitale Italiana del Libro 2027. Le loro candidature puntano sulla lettura come motore di inclusione e innovazione.

Due comuni lucani in corsa per il titolo

Il Ministero della Cultura ha ricevuto ben 31 candidature per il titolo di Capitale Italiana del Libro 2027. Tra queste, spiccano due proposte provenienti dalla regione Basilicata. La prima candidatura è presentata da Palazzo San Gervasio, che guida un'aggregazione di ben 15 Comuni. Il progetto si intitola «Terre Libere. Antologia di un popolo che (r)esiste con la lettura».

La seconda proposta lucana arriva da Chiaromonte, con un progetto denominato «Le trame di Calliope». Entrambe le iniziative mettono il libro e la lettura al centro delle loro strategie. L'obiettivo è promuovere l'inclusione sociale, stimolare l'innovazione e incoraggiare la partecipazione attiva dei cittadini.

Progetti ambiziosi per la valorizzazione della lettura

I Comuni partecipanti hanno elaborato e inviato dossier molto dettagliati. Questi documenti contengono piani articolati e strategie precise. Mirano a valorizzare il libro e la lettura come strumenti fondamentali per la crescita culturale. Vogliono anche rafforzare la coesione sociale all'interno delle comunità. La lettura diventa così un pilastro per lo sviluppo del territorio.

La selezione dei progetti finalisti sarà affidata a una commissione speciale. Questa commissione sarà composta da cinque esperti indipendenti. Essi vantano una comprovata competenza nei settori della cultura e dell'editoria. I membri saranno nominati direttamente dal Ministero della Cultura. La commissione individuerà fino a un massimo di 10 progetti finalisti.

La decisione finale entro fine luglio

I Comuni i cui progetti saranno selezionati come finalisti avranno l'opportunità di presentare pubblicamente i loro dossier. La decisione finale riguardo alla città designata Capitale Italiana del Libro 2027 è attesa entro il prossimo 31 luglio. Sarà trasmessa al Ministro della Cultura, Giuli, una proposta ufficiale.

La città vincitrice riceverà un importante contributo economico. Il finanziamento potrà arrivare fino a 500 mila euro. Queste risorse saranno destinate alla realizzazione delle attività previste nel dossier presentato. L'iniziativa mira a sostenere progetti concreti e innovativi legati al mondo del libro.

I comuni coinvolti nella candidatura di Palazzo San Gervasio

La candidatura di Palazzo San Gervasio è particolarmente significativa per l'ampio numero di enti coinvolti. Oltre al comune capofila, partecipano attivamente Acerenza, Banzi, Cancellara, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Lavello, Maschito, Melfi, Montemilone, Oppido Lucano, Potenza, San Chirico Nuovo, Tolve e Venosa. Questa vasta rete di collaborazione dimostra un forte impegno collettivo.

L'aggregazione di questi comuni lucani rafforza la proposta. Dimostra una visione condivisa per la promozione della lettura su larga scala. Il titolo di Capitale Italiana del Libro porterebbe un grande prestigio e opportunità di sviluppo per l'intero territorio.

Chiaromonte e la sua visione letteraria

Anche la candidatura di Chiaromonte, con il suo progetto «Le trame di Calliope», si presenta con una visione ben definita. La lettura viene intesa come un filo conduttore che lega storie, persone e culture. Il nome stesso del progetto evoca la musa della poesia epica, suggerendo un legame profondo con la narrazione e la tradizione.

La scelta di candidarsi a Capitale Italiana del Libro sottolinea l'importanza che la comunità di Chiaromonte attribuisce alla cultura. La lettura è vista come uno strumento essenziale per la crescita individuale e collettiva. L'obiettivo è creare un impatto duraturo attraverso iniziative letterarie.

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