Ivan Curti è stato condannato a 9 mesi con pena sospesa per la morte di Daniele Caraccio, operaio deceduto in un cantiere a Sala Comacina. Gli altri imputati sono stati assolti.
Condanna per morte sul lavoro a Sala Comacina
È giunta una condanna a nove mesi di reclusione. La pena è sospesa. Riguarda Ivan Curti, 51 anni. È il presidente del consiglio di amministrazione di una ditta edile. L'operaio deceduto era un suo dipendente. La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico di Como. L'uomo condannato era imputato per la morte di Daniele Caraccio. L'operaio aveva 55 anni. Fu trovato senza vita in un cantiere. L'incidente avvenne il 9 maggio 2023. La notizia è stata diffusa ieri. La ditta edile è la Curti Impresa edile di San Siro. L'operaio ne era dipendente. La condanna è per omicidio colposo.
Il giudice ha assolto altri imputati. Non sono stati ritenuti responsabili. Si tratta di un consigliere e del coordinatore per la progettazione. Anche per l'esecuzione dei lavori. Non sono stati ravvisati rilievi per l'impresa edile Curti. Questo in relazione alla legge 231. La legge riguarda la responsabilità amministrativa. Non sono state riscontrate violazioni. Riguardano le normative sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Non sono stati ritenuti inadeguati i modelli organizzativi. Questi modelli servono a prevenire gli infortuni. Nel frattempo, le parti civili sono state risarcite.
La tragica caduta nel cantiere
Daniele Caraccio fu trovato privo di vita. Era all'interno di una stanza in cemento. Il cantiere si trovava lungo la Regina Vecchia. Stava costruendo una palazzina. L'operaio lavorava da solo al momento dell'incidente. L'autopsia ha chiarito le cause del decesso. Una frattura cervicale ha determinato la morte. È avvenuta sul colpo. L'uomo è precipitato all'interno della struttura. Era in cemento armato. Stava lavorando a questa struttura. Si trovava in una sorta di stanza. Le pareti erano in cemento armato. Alte circa tre metri. Una parete era puntellata. Serviva a contenere la roccia. Impediva cedimenti. Proteggeva chi lavorava all'interno. La ricostruzione indica che Caraccio è caduto. Si trovava quasi certamente sul bordo superiore. Da lì spuntavano i ferri dell'armatura.
Le indagini e il processo
Durante il processo sono state ascoltate diverse persone. Sono intervenuti i carabinieri. Hanno spiegato la situazione del cantiere. Anche il personale di Ats Insubria ha testimoniato. Avevano effettuato il primo sopralluogo. Hanno descritto le condizioni di lavoro dell'operaio. È stato ascoltato anche un consulente della difesa. Sono state acquisite le relazioni tecniche. Queste erano state depositate durante le indagini. Le indagini erano state disposte dal sostituto procuratore Simone Pizzotti. L'operaio deceduto, Daniele Caraccio, risiedeva a Montemezzo. La sua morte ha scosso la comunità locale. L'incidente ha sollevato interrogativi sulla sicurezza nei cantieri.
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