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Nuove analisi richieste sul reggiseno trovato accanto al teschio di Daniela Ruggi. La difesa del fratello spera di chiarire le circostanze del ritrovamento e della scomparsa.

Indagini sul reperto del reggiseno

Non sono emerse tracce di sangue sulla coppa di reggiseno rinvenuta. Le condizioni del reperto erano troppo degradate. Non è stato possibile estrarre alcun campione di Dna certo. Questo è quanto emerso dai primi accertamenti. Il ritrovamento è avvenuto in un edificio abbandonato. Si tratta della Torre di Pignone, situata a Vitriola di Montefiorino. La zona si trova sull'Appennino modenese. Accanto al reggiseno è stato trovato un teschio. Le analisi hanno confermato che apparteneva a Daniela Ruggi. La donna aveva 32 anni. La sua scomparsa risale al 2024. Le circostanze rimangono ancora poco chiare.

Richiesta di approfondimenti investigativi

Gli esiti degli accertamenti irripetibili sono stati resi noti il 18 marzo. Questi esami erano stati disposti dalla Procura di Modena. Sono stati eseguiti dal Ris di Parma. L'avvocata Deborah De Cicco assiste il fratello di Daniela, Alberto Ruggi. La legale ha presentato una nuova istanza. La richiesta riguarda ulteriori approfondimenti investigativi. La notizia è stata anticipata dal Resto del Carlino di Modena. L'avvocata ha partecipato agli accertamenti. Ha agito in rappresentanza del suo assistito. Alberto Ruggi è considerato parte offesa nel procedimento. Insieme alla legale era presente anche la consulente genetica Marina Baldi.

Dubbi sulla scissione del reperto

L'avvocata De Cicco ha notato subito delle particolarità. Già a un primo esame visivo, il reperto le è sembrato insolito. Si trattava di una singola coppa di reggiseno. Nonostante fosse coperta di terra, appariva ben definita. Era nettamente separata dall'altra coppa. Quest'ultima non è mai stata ritrovata. Per questo motivo, la legale ha ritenuto necessario sottoporre dei quesiti al Procuratore. Ha chiesto ulteriori approfondimenti investigativi. In particolare, desidera un'analisi merceologica del reperto. L'obiettivo è capire la causa della separazione delle due coppe. Si vuole accertare se sia avvenuta per strappo, taglio o altra ragione. L'avvocato De Cicco ha spiegato questi punti. Ha sottolineato la sua richiesta di chiarimenti.

Collaborazione per la ricerca della verità

Su suggerimento del consulente della difesa, il criminologo Armando Palmegiani, sono state avanzate altre richieste. Si è chiesto di indagare sulla possibile origine commerciale del reggiseno. Si vuole capire dove questo capo d'abbigliamento possa essere stato venduto. L'obiettivo della difesa è chiaro. L'avvocata De Cicco ha dichiarato: "Il nostro fine è quello di collaborare con la Procura". Agisce in rappresentanza di un familiare della vittima. Vuole contribuire attivamente alla ricerca della verità. L'istanza è stata formalizzata nei giorni scorsi. La legale confida in una risposta rapida da parte della Procura. Spera inoltre di ottenere l'autorizzazione a partecipare agli scavi. Questi scavi sono previsti all'interno del casolare. Si attende l'inizio dei lavori per poter contribuire.

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