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I lavori per il bacino di laminazione sull'Astico tra Sandrigo e Breganze sono finalmente iniziati dopo dieci anni di attesa. L'opera mira a migliorare la sicurezza idraulica e prevede la gestione di 5 milioni di metri cubi d'acqua.

Avvio cantiere bacino idraulico Astico

Sono cominciati i lavori per la realizzazione del bacino di laminazione sull’Astico. Quest'opera attesa da oltre un decennio ha affrontato numerose controversie e rinvii. La Regione l'ha fortemente voluta per garantire la sicurezza idraulica del territorio. Tuttavia, i Comuni di Sandrigo, Breganze e Montecchio Precalcino, insieme ai comitati ambientalisti, avevano espresso preoccupazioni. Le loro istanze riguardavano i potenziali impatti ambientali e territoriali dell'intervento.

Dettagli del progetto e costi

Il progetto prevede la creazione di un invaso a monte. Una seconda cassa di espansione è pianificata più a sud. L'area interessata si estende per 360 mila metri quadrati nel territorio di Breganze, vicino a Sandrigo. In caso di emergenza, potrà raccogliere fino a 5 milioni di metri cubi d'acqua dal torrente. Il costo totale dell'opera supera i 60 milioni di euro. I fondi provengono da risorse regionali, statali e comunitarie. La conclusione dei lavori è prevista per maggio 2029.

L'intervento include la creazione dell'invaso a sinistra dell'alveo. Sarà realizzato su aree di cava dismesse. Si procederà alla risistemazione del piano campagna. Saranno costruite arginature e manufatti idraulici regolabili. Verranno scavati circa 2 milioni di metri cubi di terre e limi. Circa 1,2 milioni di metri cubi saranno riutilizzati per la costruzione e l'impermeabilizzazione del bacino. Il piano prevede anche la riconfigurazione della rete irrigua. Sarà messa in sicurezza l'ex discarica di inerti a sud-est. Questa verrà sigillata in un “sarcofago” per prevenire infiltrazioni.

Opera strategica per la Regione

L'assessora regionale all'ambiente, Elisa Venturini, ha definito l'opera «fondamentale per la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini». Ha sottolineato che l'intervento mira a ridurre il rischio idraulico. Trasforma criticità pregresse in opportunità, recuperando cave dismesse. Queste aree verranno restituite a una funzione ambientale strategica. Il riuso di ex aree estrattive per bacini di laminazione è considerato un modello virtuoso. Riduce il consumo di suolo e valorizza spazi già compromessi.

Il progetto è stato oggetto di un ricorso dei tre Comuni al Tribunale superiore delle acque pubbliche di Roma. Nel 2024, la Regione ha aggiornato lo studio di impatto ambientale. Successivamente, due aziende escluse dall'appalto hanno impugnato il bando al Tar. Il ricorso è stato respinto a febbraio 2026.

Posizione dei Comuni e futuro monitoraggio

La sindaca di Sandrigo, Marica Rigon, ha ricordato che l'opera è imponente e considerata cruciale dalla Regione. Per i Comuni, ha sempre rappresentato un tema di estrema attenzione per le possibili ricadute. Fin dall'inizio, Sandrigo, Breganze e Montecchio Precalcino hanno sollevato obiezioni. Le preoccupazioni riguardavano la morfologia del suolo, i dislivelli e la vicinanza di siti sensibili come l'ex-discarica. La sindaca ha affermato che la Regione ha recepito le osservazioni. Sono stati apportati miglioramenti significativi. L'apertura attuale del cantiere riguarda opere preliminari. L'avvio dei lavori per l'invaso sarà condiviso con le amministrazioni comunali. Sarà istituita una cabina di regia per monitorare ogni fase. Questo garantirà il rispetto degli accordi. I Comuni vigileranno affinché l'infrastruttura sia sicura per tutti.

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