Claudio Clini presenterà il suo nuovo libro "Le stanze del duce" a Palermo il 2 aprile 2026. L'opera esplora intrighi e potere durante il fascismo, con un'ambientazione noir storica.
Presentazione libro "Le stanze del duce" a Palermo
La libreria Feltrinelli di Palermo ospiterà un evento letterario di rilievo. Verrà presentato il nuovo romanzo di Claudio Clini, intitolato «Le stanze del duce». L'appuntamento è fissato per giovedì 2 aprile 2026, alle ore 18:00. La sede dell'incontro sarà in via Cavour, 133.
L'autore, noto anche come medico e docente universitario, si avventura nel genere del noir storico. Il suo libro, pubblicato da Marlin editore, promette di svelare intrighi e segreti inconfessabili. L'ambientazione è quella del ventennio fascista, un periodo denso di giochi di potere.
Intrecci noir tra Bologna fascista e segreti
«Le stanze del duce» è ambientato nella Bologna del periodo fascista. La narrazione si immerge nelle attività della polizia segreta. Vengono esplorati progetti volti all'eliminazione di coloro considerati deviati. Il libro si propone come un'immersione nel lato oscuro dell'animo umano.
La prosa utilizzata da Clini è descritta come «chirurgica». Mira a raccontare «la verità più disturbante: la rappresentazione del male che si traveste da bene», secondo il critico Filippo La Porta. Il romanzo unisce tensione e colpi di scena tipici del genere noir con la struttura del romanzo storico.
La sfida per l'autore, come sottolineato da La Porta, è creare un buon giallo che vada oltre il semplice intrattenimento. Deve mantenere il patto con i lettori del genere narrativo, affrontando al contempo un'interrogazione morale.
Il medico Rodàn Donadi tra scienza, amore e omicidi
Al centro della vicenda narrata c'è la figura di Rodàn Donadi. È un giovane medico ospedaliero. La sua razionalità scientifica si scontra con le ombre della storia. Clini descrive il protagonista come «alla ricerca ossessiva di un amore inviolabile a cui non vuole rinunciare».
Il romanzo affronta cinque omicidi seriali. Questi vengono interpretati come una tragica rappresentazione di un potere estremo. Tale potere si maschera da giustizia, ma in realtà si abbandona all'orrore. Solo uno sguardo «divergente di un folle» potrà riconoscerlo, suggerisce l'autore.
Rodàn Donadi intrattiene una relazione con Felicia, moglie del suo primario, il professor Anselmi. La narrazione prende avvio da un'autopsia su una donna, Elvira Attolini, apparentemente suicida. Rodàn nutre crescenti dubbi sull'esito del suo referto.
Indagini, misteri e un quadro storico desolante
Un incontro con la paziente Maria introduce un ulteriore elemento di mistero. Maria è certa che la sua domestica, Elvira, sia stata assassinata. Intende indagare per ottenere giustizia.
Il racconto si arricchisce di numerosi personaggi. Tra questi figurano Eleonora e Nicola, fratelli di Elvira. Ci sono anche il camerata Achille Saporiti, il neurologo Morpurgo, il medico del brefotrofio Guglielmi e il commissario Guelfi.
Oltre all'intreccio principale, il libro offre un quadro storico e umano desolante. Mostra come l'orrore possa manifestarsi senza fine. Una possibile via di fuga o di comprensione sembra emergere dalla figura di Arcangelo.
Arcangelo è un ricoverato in manicomio. Viene paragonato al «fool shakespeariano». Il suo sguardo inaspettato interagisce con Rodàn, rivelando ciò che agli altri sfugge.
Il commento di Filippo La Porta e il profilo dell'autore
Il critico Filippo La Porta definisce il romanzo «un noir storico teso e incalzante». Ne sottolinea l'ambientazione nel ventennio fascista e l'immersione nel lato oscuro degli esseri umani. Evidenzia come la verità più disturbante sia la rappresentazione del male che si maschera da bene.
Sul piano privato, la sete di giustizia nasce da un desiderio nascosto di potere. Sul piano pubblico, un regime che promette ordine sociale cela corruzione e delirio di onnipotenza. Alla radice del male, e dei totalitarismi del '900, vi è una «hybris» che intende purificare il mondo, eliminando il «virus» senza accettare l'impurità della realtà.
Claudio Clini, nato a Latina, risiede a Montecchio Emilia (RE). Ha ricoperto ruoli direttivi in importanti ospedali a Roma e Napoli. È stato anche consulente scientifico per tribunali e referente di progetti internazionali. Attualmente presiede l'associazione no profit Salute, Ambiente, Genoma (SAGEN).
Oltre a numerose pubblicazioni scientifiche, Clini è autore di altri romanzi noir: «Delitto invisibile», «Il fotografo di via degli orfani», «La Natura di Jò Napoli», «Il filo rosso», «I misteri di Skìon» e «La conversione».