Cronaca

Montanaso: No al fotovoltaico nella cava, esposto a Regione e Ministero

19 marzo 2026, 04:33 5 min di lettura
Montanaso: No al fotovoltaico nella cava, esposto a Regione e Ministero Immagine da Wikimedia Commons Montanaso lombardo
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Il consigliere comunale Domenico Ossino di Montanaso Lombardo ha presentato esposti a Regione Lombardia e al Ministero dell'Ambiente contro un impianto fotovoltaico nell'ex Cava Belgiardino. L'area, secondo Ossino, era destinata a recupero naturalistico e fruitivo, non a un sito industriale.

Impianto fotovoltaico: Ossino contesta il progetto

Un nuovo fronte di scontro si è aperto a Montanaso Lombardo. Riguarda un progetto per un impianto fotovoltaico flottante. L'area interessata è l'ex Cava Belgiardino. Il consigliere comunale Domenico Ossino è in prima linea. Rappresenta il movimento civico “Ama il Tuo Paese”.

Ossino ha annunciato azioni formali. L'obiettivo è bloccare l'iter autorizzativo. L'intervento prevede una potenza di circa 10 megawatt all'ora. Il consigliere ha depositato esposti specifici. Le destinazioni sono la Provincia di Lodi, Regione Lombardia e il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase). Chiede un riesame completo del progetto.

Parallelamente, è stata inviata una diffida. Il destinatario è il Parco Adda Sud. Questo ente è chiamato in causa per presunte criticità. Riguardano la valutazione ambientale dell'intervento. Ossino solleva dubbi sulla trasparenza del procedimento. Critica il mancato coinvolgimento dei cittadini.

Area naturalistica: la denuncia del consigliere

Il consigliere Domenico Ossino esprime forte disappunto. «È inaccettabile che i cittadini vengano ascoltati solo al momento del voto», dichiara. Poi vengono esclusi dalle decisioni che incidono sul territorio. Ossino parla di «una gestione poco trasparente del procedimento». La sua critica si concentra sul processo decisionale.

Sottolinea il mancato coinvolgimento della cittadinanza. Anche le realtà locali non sono state interpellate. Questo è un punto centrale delle sue contestazioni. L'area della cava era destinata ad altro scopo. Secondo Ossino, sarebbe classificata come “ambito di recupero naturalistico e fruitivo”. La trasformazione in sito industriale è vista come inaccettabile.

Questa modifica comporterebbe un cambiamento sostanziale. Riguarda la pianificazione territoriale del comune. Ossino cita il Piano Cave provinciale. Tale piano indica l'area come “ambito di recupero naturalistico e fruitivo”. La realizzazione dell'impianto stravolgerebbe questa destinazione.

Impatto sul territorio: un bene comune da difendere

Il progetto prevede “migliaia di pannelli”. Questi sottrarrebbero alla collettività un'area preziosa. L'impatto si estenderebbe per decenni. Ossino definisce l'area un “bene comune”. Deve essere difeso apertamente. Non nascosto «nelle stanze chiuse» delle decisioni amministrative.

Un altro elemento di criticità è definito un “giallo urbanistico”. Riguarda il Certificato di Destinazione Urbanistica (CDU). Questo documento è stato rilasciato nel 2025. Il CDU indicherebbe l'area come “verde, gioco e sport”. Una classificazione che contrasta nettamente con l'ipotesi di un impianto fotovoltaico.

Il consigliere di minoranza ha presentato un'interrogazione in Municipio. Vuole chiarimenti su questa discordanza. L'obiettivo è ottenere risposte ufficiali. Sulla questione del CDU e sulla sua compatibilità con il progetto energetico.

Appello alla cittadinanza: serve chiarezza

Domenico Ossino lancia un appello. Si rivolge alle associazioni ambientaliste. Invita anche i cittadini a prendere posizione. «Non si può essere ambientalisti a giorni alterni», afferma. Serve coerenza nelle scelte a tutela dell'ambiente. La situazione attuale richiede chiarezza.

L'intervento proposto rischia di cambiare il volto del territorio. La sua realizzazione avrebbe conseguenze significative. Ossino chiede un dibattito pubblico. Vuole che le decisioni siano prese con la massima trasparenza. E con il pieno coinvolgimento della comunità locale. La sua battaglia mira a preservare l'area.

La sua azione legale è un segnale forte. Un tentativo di fermare un progetto. Che secondo lui, va contro gli interessi della collettività. E contro la vocazione naturalistica dell'area. L'ex Cava Belgiardino è al centro di un dibattito acceso. Tra sviluppo energetico e tutela ambientale.

L'esposto alla Provincia di Lodi, Regione Lombardia e Mase mira a sollevare dubbi. Sulla correttezza delle procedure. E sulla compatibilità del progetto con la destinazione d'uso originaria. La diffida al Parco Adda Sud evidenzia criticità ambientali. Che necessitano di approfondimento.

La questione del CDU è cruciale. Se l'area è classificata come “verde, gioco e sport”, l'impianto fotovoltaico appare incongruente. Ossino vuole che questa incongruenza venga chiarita. E che porti alla sospensione del progetto. L'interrogazione in Municipio è un passo formale. Per ottenere risposte ufficiali dall'amministrazione comunale.

Il movimento “Ama il Tuo Paese” si schiera con il consigliere. Sottolinea l'importanza di preservare le aree verdi. E di opporsi a progetti che snaturano il territorio. L'appello agli ambientalisti è un invito all'azione. A non rimanere indifferenti di fronte a decisioni. Che potrebbero avere un impatto duraturo.

La battaglia di Ossino è anche una difesa della democrazia partecipativa. Contro processi decisionali opachi. E lontani dalle esigenze dei cittadini. L'ex Cava Belgiardino diventa simbolo di un conflitto. Tra interessi economici e tutela ambientale. La comunità di Montanaso Lombardo è chiamata a pronunciarsi.

La potenza di 10 megawatt all'ora è significativa. L'impianto fotovoltaico flottante avrebbe un impatto visivo. E ambientale notevole sull'ex cava. La scelta di realizzarlo in un'area destinata al recupero naturalistico. Solleva interrogativi etici e ambientali.

La vicenda ricorda altre battaglie simili. In diverse parti d'Italia. Dove progetti energetici si scontrano con la tutela del paesaggio. E con la volontà delle comunità locali. La trasparenza e il coinvolgimento sono elementi chiave. Per garantire che le decisioni siano condivise. E sostenibili nel lungo termine.

L'azione del consigliere Ossino è un monito. Alle amministrazioni locali e regionali. Sulla necessità di ascoltare i cittadini. E di rispettare le vocazioni territoriali. Prima di autorizzare interventi di grande portata. La tutela del “bene comune” deve essere prioritaria.

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