Cronaca

Policoro: Comunità Segnala Rischi Naturali e Antropici nel Piano di Protezione Civile

20 marzo 2026, 02:22 4 min di lettura
Policoro: Comunità Segnala Rischi Naturali e Antropici nel Piano di Protezione Civile Immagine generata con AI Montalbano jonico
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A Policoro, il progetto "Sicuri Insieme" promuove la consapevolezza sui rischi naturali e antropici. La comunità ha segnalato criticità idrauliche, idrogeologiche e di inquinamento, contribuendo al Piano di Protezione Civile.

Rischi Idraulici e Idrogeologici a Policoro

Il percorso di "Sicuri Insieme" continua a Policoro. L'iniziativa, promossa da Cittadinanzattiva, mira a rafforzare la consapevolezza locale. L'obiettivo è informare sui pericoli naturali e causati dall'uomo. Favorisce inoltre la partecipazione ai processi di prevenzione.

La tappa territoriale è un momento di restituzione pubblica. Cittadini e Amministrazione comunale si confrontano sul Piano di Protezione Civile. Si parte dalla "Mappa dei Rischi". Questa è stata elaborata con le indicazioni della comunità locale. I pericoli naturali più segnalati riguardano l'acqua.

Le caratteristiche geomorfologiche della piana del Metapontino sono un fattore chiave. La presenza di numerosi corsi d'acqua aumenta la vulnerabilità. La zona è pianeggiante. Questo la espone al rischio di alluvioni ed esondazioni. Fenomeni intensi e concentrati di pioggia sono particolarmente pericolosi.

Una criticità rilevante è l'esondazione del Fosso Valle. Questo riguarda il tratto tra Montalbano Jonico e Scanzano Jonico. In passato, questo evento ha causato notevoli disagi alla viabilità locale. Episodi simili sono legati anche ai fiumi Agri e Sinni.

Nel 1959, questi fiumi esondarono. Occuparono l'intera piana del Metapontino. Causarono undici vittime nella zona di Madonnella. Questi eventi storici evidenziano la persistente vulnerabilità del territorio.

Ulteriori elementi di fragilità sono legati al bacino irriguo di Monte Cotugno. Si tratta di una diga in terra battuta. È un'infrastruttura strategica per l'approvvigionamento idrico dell'area. I cittadini temono conseguenze gravi in caso di sisma o criticità strutturali.

Il territorio della fascia ionica lucana è colpito da dissesto idrogeologico. Eventi franosi di grande entità hanno interessato centri vicini. La frana di Pisticci nel 1688 ne è un esempio. Anche la frana di Montescaglioso nel 2013 è significativa.

Criticità di Origine Antropica e Inquinamento

Accanto ai rischi naturali, emergono criticità di origine antropica. L'inquinamento di suoli e acque è una preoccupazione. Le segnalazioni dei cittadini si basano su dati ufficiali. L'ARPA Basilicata ha rilevato sostanze contaminanti.

Queste sostanze sono attribuite alle attività industriali storiche. L'impianto ITREC di Rotondella è uno dei casi. Era destinato al ritrattamento del combustibile nucleare. Contaminanti sono stati rilevati nell'ambiente circostante. Anche la foce del fiume Sinni è interessata.

Ulteriori fattori di pressione ambientale provengono dalla Val Basento. Le attività industriali lì presenti causano contaminazione. Anche le colture intensive contribuiscono all'inquinamento. L'uso di nitrati è elevato lungo la costa ionica.

La comunità segnala anche la frequenza di incendi. Questi avvengono lungo la fascia costiera e nelle pinete. Il Bosco Pantano di Policoro è particolarmente esposto. La vicinanza ai centri abitati aumenta i rischi per la popolazione. Fumi e polveri sono un pericolo concreto.

Il Ruolo di "Sicuri Insieme" e la Partecipazione Civica

«Con Sicuri Insieme abbiamo aperto un dialogo con la Comunità», dichiara Francesca Picciani, Segretaria Regionale di Cittadinanzattiva Basilicata. Si parla del governo dei rischi e della gestione delle emergenze. L'incontro si è tenuto presso la Sala del Consiglio comunale.

Hanno partecipato studentesse e studenti dell'Istituto di istruzione superiore Policoro. L'Amministrazione di Policoro è stata ringraziata per la disponibilità. La loro partecipazione attiva è stata fondamentale. La "Mappa dei Rischi" offre un quadro articolato delle vulnerabilità.

Si evidenzia la necessità di rafforzare le politiche di prevenzione. Anche il monitoraggio ambientale è cruciale. La conoscenza dei rischi da parte della comunità locale deve aumentare. L'iniziativa si inserisce in un contesto nazionale di eventi estremi.

Dati del Dipartimento della Protezione Civile indicano 169 stati di emergenza da maggio 2012 a marzo 2023. La maggior parte (135) è legata a eventi idrici o meteorologici. 9 riguardano eventi sismici o vulcanici.

Attraverso "Sicuri Insieme", Cittadinanzattiva promuove la collaborazione. Cittadini e istituzioni sono una risorsa per la sicurezza. La salute collettiva ne beneficia.

Raniero Maggini, Responsabile Politiche Ambiente e Territorio di Cittadinanzattiva, sottolinea l'importanza del Piano di Protezione Civile. «Non è un mero adempimento amministrativo», afferma. «È uno strumento che può fare la differenza tra la vita e la morte.»

È necessario aggiornare il piano. Bisogna incoraggiare la partecipazione dei cittadini. Devono conoscere le fragilità del territorio. Devono richiedere investimenti nella prevenzione. Devono condividere le misure per la gestione delle emergenze.

«Riuscire a convivere con i rischi è un'esigenza», conclude Maggini. «Una priorità per chiunque: decisori, imprese, cittadini. Non dobbiamo attendere la prossima emergenza per capirlo.» La collaborazione è la chiave per un futuro più sicuro.

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