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Adolescenti nei guai per vandalismi notturni

Monopoli, 8 settembre 2026 – Due giovani residenti a Monopoli, un quindicenne e un diciassettenne, sono stati deferiti all'autorità giudiziaria. Le accuse riguardano numerosi episodi di danneggiamento.

L'indagine, condotta dai Carabinieri della locale Stazione, è scaturita dalla denuncia di un cittadino di Monopoli. L'uomo, un 64enne residente nel centro storico, aveva segnalato ripetuti atti di vandalismo notturni.

Secondo quanto denunciato, ignoti colpivano con violenza la porta d'ingresso della sua abitazione. I gesti erano attribuiti a gruppi di adolescenti che agivano nell'oscurità.

Le indagini e l'identificazione dei sospettati

I militari dell'Arma hanno avviato un'approfondita attività investigativa. Fondamentale è stata l'analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona.

Le telecamere hanno permesso di riprendere i due minori in azione. Sono stati identificati con certezza mentre colpivano la porta d'ingresso con calci. In un'occasione, è stato lanciato un vaso contro l'uscio, provocando danni.

Gli episodi documentati sono stati almeno due per ciascun giovane. I Carabinieri hanno raccolto elementi che li hanno portati a ritenere i due adolescenti responsabili dei vandalismi.

Motivazioni futili dietro gli atti vandalici

Le ragioni che avrebbero spinto i due minorenni a compiere tali atti appaiono al momento legate a dinamiche di gruppo tipiche dell'adolescenza. Le motivazioni sono state definite «futili» dagli inquirenti.

Non emergono, allo stato attuale delle indagini, moventi più complessi o legati a specifiche finalità. La condotta sembra rientrare in un contesto di bravate adolescenziali.

Il procedimento penale è ancora nella fase delle indagini preliminari. La competenza è della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari.

Presunzione di innocenza e rispetto della privacy

Si ricorda che i due giovani sono indagati e non condannati. La fase attuale è quella delle indagini preliminari, e ogni elemento raccolto è provvisorio.

La legge italiana tutela la presunzione di innocenza. Le persone sottoposte a indagini sono considerate innocenti fino a sentenza definitiva.

È importante evitare la diffusione di informazioni che possano ledere la reputazione dei minori coinvolti. La giustizia procederà secondo le normative vigenti.

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