Un'indagine ha svelato presunti legami tra il clan dei Casalesi, politici locali e l'affidamento di appalti per la gestione dei rifiuti. Figure di spicco, non indagate, avrebbero favorito una società specifica.
Clan Casalesi e società di rifiuti
L'inchiesta ha portato alla luce presunti legami tra il clan dei Casalesi e la società Isvec. Quest'ultima si sarebbe aggiudicata un importante appalto per la raccolta dei rifiuti nel comune di Mondragone. Gli inquirenti ipotizzano che fondi riconducibili al clan siano stati impiegati nell'azienda. Si parla di un investimento di circa 200mila euro. Questo denaro sarebbe stato veicolato tramite Filippo Capaldo. Egli è nipote del boss Michele Zagaria. L'operazione sarebbe avvenuta attraverso un socio d'affari, Alfonso Ottimo. L'obiettivo era ottenere profitti in modo non tracciabile.
La DDA di Napoli sta approfondendo questi aspetti. L'indagine ha portato all'arresto di 23 persone. Queste sono accusate di attività illecite legate al gruppo Zagaria. La società Isvec è di proprietà dell'imprenditore Ivano Balestriere. Quest'ultimo è finito agli arresti domiciliari.
Il ruolo di Giovanni Zannini e Virgilio Pacifico
Tra i nomi emersi dall'indagine figurano quelli di Giovanni Zannini e dell'ex sindaco di Mondragone Virgilio Pacifico. Attualmente, nessuno dei due risulta tra gli indagati. Tuttavia, le ricostruzioni degli inquirenti li indicano come figure che avrebbero agevolato la Isvec. L'azienda avrebbe così ottenuto l'appalto per la gestione dei rifiuti a Mondragone. Zannini è consigliere regionale di Forza Italia. È stato esiliato dalla Campania per un'indagine sulla corruzione. La Procura di Santa Maria Capua Vetere sta conducendo tale indagine.
L'ipotesi è che Zannini e Pacifico abbiano esercitato la loro influenza. Questo avrebbe favorito l'aggiudicazione dell'appalto alla Isvec. L'ex primo cittadino Pacifico, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto un ruolo diretto nell'affidamento del servizio. La sua amministrazione avrebbe gestito la situazione in modo da favorire l'azienda di Balestriere.
Franco Lombardi, lo 'sherpa' del clan
Per ottenere appalti e gestire gli affari illeciti, il clan si avvaleva di un rappresentante speciale. Si tratta di Franco Lombardi, 53 anni, residente a Caserta. Quest'ultimo è stato arrestato e posto in carcere. Gli inquirenti lo definiscono lo 'sherpa' di Capaldo. Il suo compito era duplice. Da un lato, veicolava messaggi tra gli affiliati. Dall'altro, si sarebbe infiltrato nella pubblica amministrazione. Questo avveniva tramite relazioni collusive con esponenti politici. I comuni interessati sarebbero stati diversi nel casertano. Tra questi, Mondragone, Santa Maria Capua Vetere e Casapulla.
Lombardi avrebbe agito come intermediario. Collegava gli interessi del clan con funzionari pubblici e politici. La sua attività era mirata a garantire l'aggiudicazione di appalti e servizi. La sua figura è centrale per comprendere le dinamiche tra criminalità organizzata e potere locale. La sua capacità di infiltrarsi e creare legami è stata fondamentale per il clan.
I contatti tra Zannini e Lombardi
Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno rivelato i contatti tra Giovanni Zannini e Franco Lombardi. Questi scambi risalgono al 2019. Lombardi si offrì di veicolare voti per Zannini in vista delle elezioni regionali del 2020. «Sono tutto per te, già te lo dico», avrebbe detto Lombardi. Zannini avrebbe accolto con favore la proposta. La sua richiesta era di ottenere almeno 100 voti a Santa Maria Capua Vetere. Lombardi si impegnò a superare tale soglia, affermando: «Se non pigliamo trecentocinquanta voti a Santa Maria, significa che il mio nome va sotto i piedi».
Questi dialoghi suggeriscono un accordo politico-elettorale. Lombardi prometteva supporto elettorale in cambio di favori. L'influenza di Lombardi si estendeva anche al settore degli appalti. La sua capacità di mobilitare voti era legata alla sua rete di contatti.
L'incontro in auto e l'affidamento del servizio
Dopo numerosi scambi di messaggi, Zannini e Lombardi si incontrarono. L'incontro avvenne in auto nell'agosto 2019, a Mondragone. Durante la conversazione, Zannini espresse preoccupazione per il degrado igienico-ambientale. Attribuì la causa a presunte inadempienze della Senesi. Quest'ultima era l'azienda che gestiva la raccolta rifiuti fino all'estate 2019. Poco dopo questo incontro, Lombardi convocò Ivano Balestriere. Gli disse: «Dobbiamo fare una situazione qua, dobbiamo parlare subito».
Poche ore dopo, la Isvec presentò una richiesta di iscrizione all'albo dei fornitori del Comune di Mondragone. L'azienda si dichiarò disponibile a iniziare il servizio di igiene urbana immediatamente. La rapidità con cui si mossero le cose è sospetta. L'incontro tra Zannini e Lombardi sembra aver innescato una serie di eventi.
L'affidamento d'urgenza a Isvec
Il 7 agosto 2019, appena due giorni dopo l'incontro tra Zannini e Lombardi, il sindaco Virgilio Pacifico firmò un'ordinanza. Il provvedimento affidò in via d'urgenza il servizio di igiene urbana alla Isvec. La motivazione addotta fu una situazione emergenziale. Si citarono carenze nell'operato della Senesi. Secondo il Giudice per le Indagini Preliminari, questa procedura fu una forzatura. La Isvec non avrebbe posseduto i requisiti necessari per svolgere il servizio. Nonostante ciò, tra il 7 agosto 2019 e il marzo 2020, la Isvec fatturò circa 1,9 milioni di euro per il servizio.
L'affidamento rapido e in emergenza solleva dubbi sulla regolarità della procedura. Le indagini mirano a chiarire se vi siano state pressioni o accordi illeciti dietro questa decisione. La somma fatturata indica l'importanza economica dell'appalto.
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