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Una strategia nazionale mira a integrare la medicina di precisione nel Servizio Sanitario Nazionale. Un piano dedicato al Mezzogiorno supporterà sette regioni, potenziando infrastrutture e collegando centri d'eccellenza agli ospedali locali.

Piano per il Mezzogiorno e la sanità digitale

È stato presentato un piano nazionale per la medicina di precisione. Questo progetto include un'iniziativa mirata per il Sud Italia. L'obiettivo è rafforzare le infrastrutture sanitarie. Si punta a creare collegamenti tra i centri di eccellenza e gli ospedali sul territorio. Questo percorso è delineato nel libro bianco "Heal Italia 2036". La presentazione è avvenuta alla Camera dei Deputati. La Fondazione Heal Italia ha promosso l'evento.

Il piano per il Mezzogiorno coinvolge diverse regioni. Queste includono Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Campania e Abruzzo. La proposta mira a incentivare la telemedicina. Favorisce anche la condivisione delle competenze mediche. Permette alle strutture sanitarie periferiche di accedere a protocolli avanzati. Questi protocolli riguardano prevenzione e cura delle malattie.

Obiettivi per ridurre i divari sanitari

Tra gli obiettivi principali vi è la riduzione della mobilità sanitaria passiva. Si vuole accorciare i tempi necessari per la diagnostica avanzata. Un altro scopo è diffondere le reti cliniche specializzate. Si mira a garantire standard omogenei di cura. Questo è particolarmente importante nelle aree meno servite del paese. La direttrice generale della Fondazione, Laura Leonardis, ha sottolineato un punto cruciale. Ha affermato: «Non una politica separata, ma uno strumento per evitare che le nuove tecnologie amplino i divari già esistenti».

Il piano per il Sud si inserisce in una strategia nazionale più ampia. Il libro bianco suggerisce una regia stabile per questo progetto. Tale regia dovrebbe coinvolgere ministeri chiave. Dovrebbero partecipare anche le Regioni, il mondo della ricerca, la sanità e l'industria. L'obiettivo è coordinare le diverse iniziative. Si dovranno definire priorità e standard comuni per tutta la nazione. Un altro aspetto fondamentale è favorire l'interoperabilità dei dati sanitari. Si intende anche sostenere l'adozione di nuove tecnologie nel Servizio Sanitario Nazionale.

Strumenti e roadmap per l'innovazione sanitaria

Il documento propone diversi strumenti concreti. Tra questi, un'infrastruttura interoperabile per dati clinici. Questa infrastruttura gestirà anche dati genomici e real-world. È prevista la creazione di una banca di immagini istopatologiche digitali. Verranno realizzati progetti pilota negli ospedali. Si punta anche a rafforzare il trasferimento tecnologico. Il documento delinea una roadmap dettagliata per il periodo 2027-2030. Questa roadmap prevede la definizione della governance e degli standard. Successivamente, avvierà una rete dimostratrice. Integrerà i percorsi di cura nel Servizio Sanitario. Infine, estenderà i modelli validati su scala nazionale.

Heal Italia è un polo importante. È nato grazie alle risorse del Pnrr. Riunisce oltre cento soggetti. Questi includono università, Irccs, ospedali e imprese del settore. La Fondazione si propone di mettere a disposizione infrastrutture avanzate. Offrirà centri digitali dedicati alla medicina di precisione. Verranno create anche le "Officine". Questi luoghi serviranno da raccordo. Collegheranno i bisogni dei territori con la ricerca scientifica e l'applicazione clinica.

La presentazione alla Camera è stata ospitata dal vicepresidente Giorgio Mulè. Nel suo intervento, Mulè ha definito il libro bianco un contributo significativo. Non è solo un testo per il dibattito scientifico e sanitario. È un documento che richiede responsabilità dalla politica. Sottolinea la capacità delle istituzioni di accompagnare il processo di innovazione tecnologica. La medicina di precisione promette un futuro più personalizzato per la cura dei pazienti.