La Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi commemora il 33° anniversario della scomparsa del Venerabile Don Tonino Bello con una solenne messa. La celebrazione si terrà stasera nella Cattedrale di Molfetta.
Commemorazione del Venerabile Don Tonino Bello
La figura del Venerabile Antonio Bello continua a ispirare la comunità ecclesiale. A trentatré anni dalla sua ascensione al cielo, la sua eredità spirituale viene celebrata. Si terrà questa sera, lunedì 20 aprile, alle ore 19:30. L'evento avrà luogo presso la Cattedrale di Molfetta. Sarà una solenne celebrazione eucaristica per ricordarlo.
La liturgia sarà presieduta da una figura di spicco. Sarà Mons. Francesco Savino a guidare la funzione. Egli è Vescovo di Cassano all’Jonio. Inoltre, ricopre la carica di Vicepresidente della CEI. La sua presenza sottolinea l'importanza dell'evento.
L'eredità di un pastore autentico
Don Tonino Bello è stato un pastore indimenticabile. Ha guidato la Diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi fino al 1993. È considerato una delle personalità più genuine della Chiesa italiana. La sua opera si colloca nel secondo Novecento. Amava definirsi un pastore “col grembiule”.
La sua azione pastorale poneva al centro la vita vissuta. Non le sole parole, ma l'esempio concreto. Il Vangelo era incarnato nei gesti quotidiani. L'annuncio seguiva la testimonianza. La sua vicinanza era rivolta agli ultimi. Si impegnò attivamente per la pace. La sua fede si misurava nella relazione con gli altri.
Un messaggio che risuona ancora oggi
La voce di Don Tonino Bello risuona ancora oggi con chiarezza. La sua influenza si estende anche alla Chiesa universale. Recentemente, Papa Leone XIV ha citato una sua invocazione. Si tratta dell'invocazione a Maria, donna del terzo giorno. Questa citazione è avvenuta durante l'omelia della Domenica delle Palme.
Già in passato, Papa Francesco aveva reso omaggio alla sua memoria. Il 20 aprile 2018, si era recato a pregare sulla sua tomba. La tomba si trova ad Alessano. Inoltre, aveva visitato la diocesi che Don Tonino aveva servito. La sua visita a Molfetta evidenziava la profonda stima per il suo operato. La mitezza profetica del suo ministero è ancora un esempio.
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