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Nel 2026, la provincia di Forlì-Cesena registra un aumento della richiesta media per i mutui, che si avvicina ai 136.000 euro. L'Emilia-Romagna nel suo complesso vede un incremento dell'1% rispetto all'anno precedente.

Mutui, importi medi in crescita a Forlì-Cesena

L'inizio del 2026 ha segnato un trend positivo per il settore dei mutui in Emilia-Romagna. I primi due mesi dell'anno hanno evidenziato un incremento dell'1% nell'importo medio richiesto rispetto allo stesso periodo del 2025. La cifra media ha raggiunto i 141.307 euro a livello regionale, secondo i dati raccolti dall'Osservatorio Facile.it – Mutui.it.

Concentrando l'analisi sulla provincia di Forlì-Cesena, i dati relativi ai primi due mesi del 2026 mostrano una richiesta media per mutui pari a 135.956 euro. Questo valore si posiziona in linea con la media regionale, indicando una vivacità nel mercato immobiliare locale.

L'Osservatorio ha fornito un quadro dettagliato delle richieste a livello provinciale. Bologna si conferma la provincia con l'importo medio più elevato, attestandosi a 154.258 euro. Seguono Rimini con 147.711 euro e Modena con 144.399 euro. Queste cifre suggeriscono una maggiore capacità di spesa o un mercato immobiliare più costoso nelle aree metropolitane e turistiche.

Nella parte bassa della classifica regionale troviamo Reggio Emilia, dove l'importo medio richiesto è stato di 127.921 euro. Subito dopo si posizionano Piacenza con 125.868 euro e Ferrara, che registra la cifra media più bassa della regione, pari a 117.233 euro. Queste differenze possono essere attribuite a vari fattori economici e demografici.

Andamento dell'età e delle surroghe

Un dato interessante riguarda l'età media dei richiedenti mutui. Nel primo bimestre del 2026, questa è scesa a 39 anni, registrando un calo rispetto ai 40 anni medi osservati nei primi due mesi del 2025. Questo lieve ringiovanimento della platea dei mutuatari potrebbe riflettere una maggiore propensione all'acquisto immobiliare da parte delle fasce più giovani della popolazione.

Si osserva anche una diminuzione del valore medio degli immobili che sono oggetto di richiesta di mutuo. Nel periodo gennaio-febbraio 2026, questo valore si è attestato a 203.815 euro, segnando una flessione del 2% rispetto all'anno precedente. Questa tendenza potrebbe indicare un aggiustamento dei prezzi sul mercato immobiliare o una maggiore attenzione alla sostenibilità delle rate da parte degli acquirenti.

Un cambiamento significativo riguarda il peso delle surroghe, ovvero la portabilità del mutuo da una banca all'altra. La quota di surroghe sul totale delle richieste è passata dal 30,5% di un anno fa al 21% nei primi mesi del 2026. Questa diminuzione potrebbe essere legata a un minor vantaggio economico offerto dalle surroghe o a una maggiore stabilità delle condizioni di mercato.

Preferenze sui tassi di interesse

Per quanto concerne le tipologie di tassi di interesse, il tasso fisso continua a essere la scelta prediletta dai residenti in Emilia-Romagna. Tuttavia, si registra un aumento significativo della quota di coloro che optano per un tasso variabile o misto. In dodici mesi, questa percentuale è passata da meno dell'1% a ben il 9% del totale delle richieste.

Questo spostamento verso i tassi variabili o misti potrebbe essere una risposta alle attuali condizioni economiche e alle aspettative sull'andamento dei tassi di interesse. La convenienza iniziale dei tassi variabili, sebbene comporti maggiori rischi legati alla volatilità, attrae una fetta crescente di mutuatari.

Analisi provinciale dettagliata e offerta tassi

Riesaminando le richieste di mutuo raccolte in Emilia-Romagna tra gennaio e febbraio 2026, emergono differenze notevoli tra le varie province. Come già accennato, Bologna guida la classifica con un importo medio di 154.258 euro. Seguono Rimini (147.711 euro) e Modena (144.399 euro). La provincia di Ravenna si posiziona al quarto posto con 140.795 euro.

Scendendo nella graduatoria, troviamo Forlì-Cesena con 135.956 euro, seguita da Parma (134.705 euro). Le province di Reggio Emilia (127.921 euro) e Piacenza (125.868 euro) occupano le posizioni successive. Chiude la classifica regionale Ferrara, con un importo medio di 117.233 euro.

L'aumento della domanda per mutui a tasso variabile è strettamente collegato all'andamento dei tassi stessi. Le simulazioni effettuate da Facile.it indicano che, per un finanziamento di 126.000 euro della durata di 25 anni, il miglior tasso variabile (TAN) disponibile online si attesta al 2,34%. La rata iniziale per questa tipologia di mutuo sarebbe di circa 555 euro.

Per quanto riguarda i tassi fissi, le migliori offerte partono da un TAN del 3,15%, con una rata mensile di 607 euro. Questo significa che, a parità di condizioni, la rata con tasso fisso risulta circa 50 euro più alta rispetto a quella con tasso variabile.

Consigli degli esperti per la scelta del mutuo

Gli esperti di Facile.it sottolineano che non esiste una scelta universalmente migliore tra tasso fisso e variabile. La decisione dovrebbe basarsi attentamente sulle caratteristiche individuali di ciascun mutuatario e sulla sua tolleranza al rischio. Il tasso variabile può offrire un risparmio iniziale, ma in periodi di elevata incertezza economica, questo beneficio potrebbe ridursi o annullarsi.

Viene quindi raccomandato di avvalersi della consulenza di un esperto del settore. Un professionista qualificato può aiutare a valutare le diverse opzioni disponibili e a individuare la soluzione di mutuo più adatta alle esigenze specifiche di ogni cliente, considerando sia i costi immediati che i potenziali rischi futuri. La scelta informata è fondamentale per la sostenibilità finanziaria a lungo termine.

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