A Modena è attivo un progetto sperimentale che porta le trasfusioni di sangue direttamente sul luogo dell'emergenza. Questa iniziativa del 118 mira a salvare vite riducendo i tempi di intervento critico.
Nuovo protocollo per le emergenze emorragiche
La città di Modena si distingue per un'innovazione nel campo del soccorso sanitario. È stato avviato un progetto pilota chiamato 'Blood on Board'. Questo protocollo prevede la disponibilità immediata di sangue a bordo delle automediche. L'obiettivo è consentire ai sanitari di intervenire tempestivamente sui pazienti che subiscono gravi emorragie. La rapidità d'azione è fondamentale in queste situazioni critiche. L'intervento precoce può fare la differenza tra la vita e la morte. Il personale sanitario potrà così iniziare il trattamento sul posto. Questo ridurrà significativamente il tempo di attesa prima di raggiungere il pronto soccorso.
Il progetto è già operativo in Emilia-Romagna. Viene utilizzato sugli elisoccorsi di Bologna, Ravenna e Parma. Tuttavia, l'iniziativa modenese rappresenta una novità assoluta. È il primo caso nella regione, e probabilmente in Italia, ad essere implementato su un mezzo di soccorso avanzato terrestre. L'automedica dedicata a questo progetto è in servizio nella città di Modena dall'inizio del 2026. Il trasporto di sacche di sangue direttamente sul luogo dell'incidente, come un grave incidente stradale, è ora una realtà. Questo sistema è stato progettato per essere rapido ed estremamente efficace. Permette di agire ancor prima che il paziente arrivi in ospedale.
Espansione del progetto nel territorio modenese
Dopo questa prima fase sperimentale a Modena, l'intenzione è di estendere l'iniziativa. Si punta a coprire l'intera provincia. Questo rientra in un più ampio piano di riforma del Sistema di Emergenza-Urgenza provinciale. Il progetto si integra anche con iniziative legate al 'Progetto Montagna'. Questo percorso è stato condiviso con tutti i sindaci della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. L'obiettivo è creare una rete di soccorso sempre più capillare e performante. La collaborazione tra le diverse realtà territoriali è considerata essenziale per il successo di queste innovazioni. La sanità modenese dimostra così una forte vocazione alla sperimentazione e all'adozione di nuove tecnologie.
La presentazione ufficiale del progetto 'Blood on Board' si è tenuta nella mattinata di venerdì 27 marzo. All'evento hanno partecipato figure chiave del sistema sanitario regionale e locale. Erano presenti il Coordinatore della rete regionale 118, Antonio Pastori. Hanno presenziato anche le Direzioni Generali dell'Azienda USL, dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e dell'Ospedale di Sassuolo Spa. Non sono mancate le autorità cittadine. Tra gli intervenuti, il direttore del Servizio Immuno-trasfusionale AOU, Giovanni Battista Ceccherelli. Presente anche il responsabile medico del 118, Marcello Baraldi. Hanno portato la loro testimonianza le presidenti dell'Associazione 'Beppe nel cuore', Isabella Faenza, e di Avis Modena, Milena Storione. Erano inoltre presenti rappresentanti dell'associazionismo del soccorso e numerosi professionisti del 118. La loro presenza ha sottolineato l'importanza dell'evento e la collaborazione tra i diversi attori coinvolti.
Collaborazione tra sanità pubblica e associazionismo
Questo importante risultato è frutto di una stretta sinergia. Ha visto collaborare attivamente il Servizio di Emergenza Territoriale 118 dell'Azienda USL di Modena con il Servizio Immuno-trasfusionale dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena. Le due entità hanno lavorato in modo unitario. Hanno definito insieme il modello clinico-organizzativo. Tutto ciò è avvenuto nel pieno rispetto delle normative vigenti e dei requisiti di accreditamento. La collaborazione è stata fondamentale per garantire la sicurezza e l'efficacia del protocollo. Un contributo determinante alla partenza della sperimentazione è arrivato dall'Associazione 'Giuseppe Loschi Beppe nel cuore'. Questa associazione ha donato un presidio essenziale: un dispositivo per riscaldare il sangue. Questo elemento è cruciale per garantire la corretta esecuzione della trasfusione in condizioni di emergenza. La donazione sottolinea il ruolo vitale del volontariato e delle associazioni nel supportare l'innovazione sanitaria.
Il progetto 'Blood on Board' nasce con un obiettivo chiaro: rafforzare la rete dell'emergenza-urgenza. Prevede l'impiego precoce di emoderivati. Questo avverrà in situazioni clinicamente selezionate, nella fase pre-ospedaliera dell'assistenza. La gestione tempestiva dello shock emorragico è uno degli aspetti più critici nella catena di soccorso. Numerosi studi scientifici confermano che l'emorragia non controllata è una delle principali cause di morte evitabile. Questo dato è valido sia nella fase pre-ospedaliera che nelle prime ore di ricovero. Riguarda in particolare i pazienti con traumi maggiori. Ma anche altre condizioni critiche come emorragie ostetrico-ginecologiche, gastrointestinali e vascolari. Il progetto si inserisce quindi in un'evoluzione dei modelli di assistenza. Si basa sui principi più avanzati di rianimazione. Questi pongono al centro il controllo precoce dell'emorragia e la prevenzione del danno secondario. Traduce le evidenze scientifiche in un modello organizzativo avanzato. Questo modello è sicuro e tracciabile. L'obiettivo è garantire una risposta sempre più integrata, tempestiva e appropriata lungo tutto il percorso di cura. Dal territorio fino all'ospedale.
Le dichiarazioni dei protagonisti
I Direttori Generali delle Aziende Sanitarie modenesi, Mattia Altini e Luca Baldino, hanno espresso grande soddisfazione. Hanno dichiarato: «Si conferma ancora una volta la forza della rete modenese dell’emergenza‑urgenza. Questo progetto è il risultato di un lavoro congiunto, quotidiano e strutturato. Coinvolge professionisti delle Aziende sanitarie in un modello integrato di collaborazione al servizio della comunità. Rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione di un percorso tempo‑dipendente sempre più efficace. Nasce dalla capacità del nostro sistema di affrontare insieme le sfide più complesse. Ringraziamo tutti i professionisti coinvolti, il sistema regionale dell’emergenza, le associazioni del volontariato e i donatori che hanno sostenuto l’avvio di questa innovazione. Proseguiamo con convinzione nel rafforzare una rete che unisce territorio e ospedale. Mettiamo al centro la sicurezza delle persone, la continuità delle cure e la capacità di rispondere in modo unitario e tempestivo ai bisogni emergenti della cittadinanza».
Isabella Faenza, presidente dell’Associazione Giuseppe Loschi, ha aggiunto: «L’Associazione Giuseppe Loschi è particolarmente orgogliosa di aver sostenuto questo importante e innovativo progetto. Consentirà di intervenire in modo ancora più tempestivo ed efficace già a bordo dei mezzi di soccorso del 118. Fin dalla sua nascita, la nostra associazione si pone l’obiettivo di donare strumenti indispensabili. Strumenti capaci di supportare il lavoro dei soccorritori e di migliorare la qualità delle cure fin dalle primissime fasi dell’emergenza. Con il progetto 'Blood on Board' rafforziamo concretamente questo impegno. Contribuiamo a salvare vite umane attraverso soluzioni all’avanguardia. Ringraziamo il nostro consigliere Nicola Ronchi che ci ha proposto di supportare questa donazione. Siamo molto felici di essere parte di questa iniziativa per rafforzare la risposta sanitaria sul territorio modenese».