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Il Modena Belcanto Festival presenta 'Ma l'amor mio non muore!', film muto del 1913 con Lyda Borelli. La proiezione sarà accompagnata da musiche originali eseguite dal vivo.

Cinema muto rivive a Modena con capolavoro del 1913

Il progetto dedicato al cinema muto del Modena Belcanto Festival giunge al suo terzo appuntamento. Viene proiettato il film 'Ma l'amor mio non muore!'. L'opera cinematografica risale al 1913. La regia è di Mario Caserini. La pellicola vede la partecipazione di Lyda Borelli.

L'evento si terrà mercoledì 30 settembre. L'orario di inizio è fissato per le 21:00. La proiezione avrà luogo nella sala Truffaut di Modena. Sarà mostrata una copia del film attentamente restaurata. La Cineteca di Bologna ha curato il restauro. L'accompagnamento musicale sarà eseguito dal vivo. La nuova partitura è stata composta da Daniele Furlati. La commissione è giunta direttamente dal Festival.

Musica dal vivo per un'esperienza cinematografica unica

L'esecuzione musicale è affidata all'Ensemble della Filarmonica del Teatro Comunale di Modena. La voce solista sarà quella del mezzosoprano Anna Trotta. La scelta di questo specifico film non è casuale. 'Ma l'amor mio non muore!' rappresenta un punto di riferimento per il cinema italiano del 1913. Segna inoltre la prima esperienza sul grande schermo per Lyda Borelli. L'attrice era già una figura di spicco del teatro.

Nel film, Mario Caserini affidò a Borelli il ruolo di Elsa Holbein. Elsa è una cantante. La sua storia è intrisa di amore, tradimento, separazione e morte. Il successo ottenuto dalla pellicola fu notevole. Contribuì in modo significativo all'affermazione del genere 'diva-film'. Lyda Borelli divenne uno dei volti più iconici del cinema italiano degli anni Dieci. Il suo impatto fu tale da coniare il termine 'borellismo'.

La partitura di Furlati: un dialogo tra immagine e suono

Per la nuova composizione musicale, Daniele Furlati ha lavorato a stretto contatto con la copia restaurata nel 2013. Il restauro è opera di Mariann Lewinsky. Inizialmente, si era ipotizzata una riorchestrazione dei brani lirici e sinfonici già presenti nell'edizione restaurata. Tuttavia, il compositore ha optato per un approccio differente. Ha scelto di costruire la partitura attraverso nuove improvvisazioni. Queste improvvisazioni sono state guidate dalle immagini del film. Ha progressivamente individuato temi e nuclei musicali distintivi.

La voce di Anna Trotta non sarà limitata alle sole scene in cui Elsa canta sullo schermo. Furlati ha deciso di integrare il suo canto in altri momenti narrativi. Per fare ciò, ha utilizzato testi selezionati. Questi testi sono ispirati alla cultura letteraria del primo Novecento. Tra questi figurano versi tratti dal 'Cantico dei Cantici'. È stata impiegata una traduzione francese risalente all'inizio del secolo. Sono incluse anche le rime della 'Rondinella pellegrina' di Tommaso Grossi.

Il titolo stesso del film trova spazio all'interno della partitura. 'Ma l'amor mio non muore!' richiama un verso cruciale. Si tratta dell'ultimo verso pronunciato da Manon. Questo avviene nell'opera 'Manon Lescaut' di Giacomo Puccini. Il riferimento è citato esplicitamente nella nuova composizione musicale. L'evento promette un'immersione completa nell'arte del cinema muto, arricchita dalla potenza evocativa della musica dal vivo.