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Un progetto scolastico unisce Modena e Napoli, rievocando la solidarietà del dopoguerra. Studenti si scambiano esperienze e creano un film, ispirati ai "treni della felicità".

Modena e Napoli: un gemellaggio tra passato e futuro

Un'iniziativa di grande valore umano e culturale ha preso il via tra Modena e Napoli. Il progetto, intitolato "Il treno dei desideri", mira a rafforzare il legame tra gli studenti delle due città. L'obiettivo è far conoscere e rivivere un capitolo importante della storia italiana. Si tratta di un'esperienza che va oltre la semplice gita scolastica. È un viaggio nella memoria collettiva.

Questo gemellaggio coinvolge gli alunni dell'Istituto comprensivo De Amicis – Baracca di Napoli. Li vede protagonisti insieme agli studenti delle scuole San Carlo di Modena. L'incontro si svolgerà da giovedì 26 a sabato 28 marzo. I giovani modenesi saranno ospiti dei loro coetanei napoletani. L'esperienza prevede uno scambio culturale intenso. Sarà anche un'occasione per la produzione di materiale cinematografico.

Il percorso didattico trae ispirazione dai cosiddetti "treni della felicità". Questi convogli hanno segnato un'epoca di grande solidarietà. Tra il 1945 e il 1947, una rete di aiuti si attivò. Fu promossa dal Partito Comunista Italiano. Le donne dell'Udi (Unione Donne Italiane) ebbero un ruolo cruciale. Migliaia di bambini dal Sud Italia trovarono accoglienza. Furono ospitati tra Modena, Reggio Emilia e Bologna. Questi piccoli erano costretti a lavorare per sopravvivere. Non avevano la possibilità di studiare. L'accoglienza durò mesi, talvolta anni. Oltre 70mila bambini furono salvati dalla miseria.

Oggi, a distanza di circa ottant'anni, quel gesto viene reinterpretato. Il progetto inverte simbolicamente il flusso. Sono ora i ragazzi napoletani ad accogliere i loro coetanei modenesi. Questa seconda fase del progetto, iniziata l'anno scorso, è stata presentata ufficialmente. La conferenza stampa si è tenuta martedì 24 marzo. Erano presenti importanti figure istituzionali.

Le istituzioni celebrano la memoria e la solidarietà

Alla presentazione hanno partecipato il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti. C'era anche l'assessora alle Politiche educative, Federica Venturelli. Presente la dirigente dell'Istituto comprensivo 9, Silvia Zetti. Da Napoli sono intervenuti in collegamento. Tra questi, Diego Belliazzi, dirigente dell'Istituto comprensivo De Amicis – Baracca. Sono intervenute anche le assessore all'Istruzione e alle Politiche giovanili del Comune di Napoli, Maura Striano e Chiara Marciani. Presente anche il regista Francesco Domenico D'Auria.

Il sindaco Massimo Mezzetti ha citato Luciana Viviani. Era una partigiana napoletana e una delle prime deputate italiane. Lei organizzò attivamente i "treni dei bambini". Le sue parole riecheggiano l'importanza della memoria: «Questo Paese ha bisogno di ricordarsi di aver fatto delle cose bellissime». Il sindaco ha sottolineato la coincidenza con l'ottantesimo anniversario del voto alle donne. Ha definito il viaggio «un dono reciproco».

Il viaggio sui binari della curiosità e della conoscenza unisce nord e sud. Ricorda le «cose bellissime» accadute grazie ai "treni carichi di bambini e di speranza". Questi gesti contribuirono a unire un Paese devastato dalla guerra. I bambini lasciavano famiglie povere. Trovavano ospitalità presso famiglie che, pur avendo poco, erano disposte a condividere. Un esempio di solidarietà che oggi appare difficile da replicare. La società del benessere sembra più ripiegata su se stessa. Tuttavia, esistono ancora esempi di generosità. Il volontariato modenese ne è una testimonianza. Modena è stata riconosciuta Capitale italiana del volontariato.

Guardare al futuro spesso richiede di riscoprire il passato. Il recupero della memoria di fatti importanti è fondamentale. Questi giovani studenti si sono già conosciuti a distanza. Ora avranno modo di confrontarsi. Metteranno in comune le loro esperienze e il lavoro svolto sulla memoria. Sarà una tappa cruciale per la loro crescita. L'iniziativa è frutto della collaborazione tra scuola e istituzioni. Il sindaco ha espresso profondo orgoglio.

L'assessora Federica Venturelli ha evidenziato l'importanza di far conoscere un pezzo di storia spesso dimenticato. Questo fa parte dell'identità nazionale. Il Paese rinacque dopo la guerra anche grazie a questi gesti di solidarietà territoriale. La storia dei "treni della felicità" nacque dall'intuizione delle donne dell'Udi. Capirono che l'Italia poteva risorgere solo dando un futuro ai bambini. Li tolsero dalla povertà e dalle privazioni.

Le città che accolsero questi bambini non erano ricche. Erano anni difficili del dopoguerra. Eppure, le famiglie e le persone scelsero di condividere il poco che avevano. Questi eventi hanno reso l'Italia più unita e solidale. Sono fatti da non dimenticare mai. L'assessora ha ribadito l'impegno dell'amministrazione comunale nel sostenere queste iniziative.

Il cinema come strumento di educazione e cittadinanza

Al viaggio partecipano 27 alunne e alunni. Frequentano le classi prime della scuola secondaria di primo grado San Carlo. Erano già stati protagonisti del progetto l'anno precedente. Allora frequentavano la scuola primaria Cittadella. Il percorso è iniziato nel 2025. Ha previsto attività di preparazione, studio e confronto. Ora si conclude con l'incontro tra le due realtà scolastiche.

Il progetto è finanziato da un bando ministeriale. Si tratta del bando "Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione". È promosso dai Ministeri dell'Istruzione e del Merito e della Cultura. L'iniziativa è nata su impulso dell'Istituto partenopeo. L'istituto si trova nei Quartieri Spagnoli di Napoli. È un contesto urbano complesso. Affronta fragilità sociali e dispersione scolastica. Il progetto si propone come occasione educativa. Mira a rafforzare relazioni, motivazione e partecipazione. Utilizza la memoria come leva principale.

Il cinema è centrale in questo percorso. Viene impiegato come strumento educativo e di cittadinanza attiva. Gli studenti hanno letto il libro "Il treno dei bambini" di Viola Ardone. Hanno visto l'omonimo film diretto da Cristina Comencini. Dopo queste attività, gli studenti di Modena e Napoli hanno avviato un dialogo a distanza. Questo ha portato alla creazione del gemellaggio. Ora stanno progettando un mediometraggio.

La realizzazione del film è prevista proprio durante l'incontro dei prossimi giorni. Il prodotto cinematografico sarà ideato e realizzato direttamente dagli studenti. Avranno il supporto di professionisti del settore. Il mediometraggio racconterà l'incontro tra le due città. Intreccerà la memoria storica con i vissuti contemporanei. Utilizzerà immagini, suoni e testimonianze per narrare questa esperienza.

La fonte di queste informazioni è ModenaToday, che ha documentato la presentazione del progetto. L'articolo originale è stato pubblicato il 24 marzo 2026. L'iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la scuola possa promuovere valori fondamentali. La solidarietà, la memoria storica e la creatività cinematografica si fondono. Creano un'opportunità di crescita unica per i giovani.

Questo progetto non è solo un'attività didattica. È un ponte tra generazioni e territori. Dimostra come il passato possa ispirare il presente. Offre spunti di riflessione sulla società attuale. La collaborazione tra Modena e Napoli è un modello da seguire. Mostra la forza dell'unione e della condivisione. Il "Treno dei Desideri" porta con sé speranza e un messaggio di unità nazionale.

L'impegno delle istituzioni e delle scuole è fondamentale. Permette di realizzare progetti di tale portata. La partecipazione degli studenti è il cuore pulsante dell'iniziativa. La loro curiosità e il loro entusiasmo sono il motore del successo. Il mediometraggio che realizzeranno sarà una testimonianza tangibile di questo scambio. Un racconto autentico delle loro emozioni e scoperte.

La storia dei "treni della felicità" è un monito. Ci ricorda che anche nei momenti più bui, la solidarietà può fare la differenza. Il progetto "Il treno dei desideri" porta avanti questa eredità. La trasforma in un'esperienza viva e partecipata per le nuove generazioni. Un modo per costruire un futuro più consapevole e unito.

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