Condividi

Le ricerche online di Salim El Koudri, effettuate poco prima dell'omicidio a Modena, includevano frasi come "I will kill" e ricerche sul terrorismo italiano. L'avvocato della vittima chiede che venga contestata l'aggravante del terrorismo.

Ricerca online inquietante pre-attentato

Le indagini rivelano ricerche web effettuate da Salim El Koudri il giorno prima dell'attacco. Queste ricerche riguardavano attentati passati come quelli a Charlie Hebdo nel 2015 e a Manchester nel 2017. Sono state trovate anche ricerche sull'11 settembre 2001.

Sono emerse anche ricerche su addestramenti jihadisti e sul terrore in Michigan. L'avvocato Deborah De Cicco, legale del fratello di Monica, la vittima, definisce questi elementi «inquietanti».

La legale sottolinea che tali ricerche sono indicative delle intenzioni di El Koudri. Le frasi web trovate includevano «i Will kill» e «i am attacking now». Queste ricerche sono considerate preparatorie alla strage compiuta.

Intenzioni omicide e ricerche sulle Brigate Rosse

Le ultime frasi inquietanti sarebbero state digitate da El Koudri il 7 e il 12 maggio 2026. Le indagini hanno portato alla luce anche ricerche specifiche sulle Brigate Rosse. È stata trovata anche la stringa «italian terrorism».

L'avvocato De Cicco depositerà una memoria il 2 ottobre. Per analizzare i dettagli delle ricerche, si avvarrà della consulenza di uno dei massimi esperti italiani di terrorismo islamico. Questo per vagliare ogni elemento e il suo simbolismo.

La legale ritiene fondamentale l'analisi di uno specialista. Ciò è necessario per non trascurare dettagli determinanti. L'obiettivo è contestare e ottenere il riconoscimento dell'aggravante di terrorismo e della premeditazione a carico di El Koudri.

Esclusa la tesi del disturbo psichiatrico

L'avvocato De Cicco esclude la tesi di un disturbo psichiatrico per Salim El Koudri. Secondo la legale, il suo agito deriva piuttosto da uno stato emotivo di logorio e frustrazione. Questo stato non rientrerebbe nella definizione di disturbo psichiatrico.

La difesa intende far valere questa posizione nelle controdeduzioni. L'intento è di inquadrare l'azione dell'omicida non come frutto di malattia mentale. Si punta invece a evidenziare una lucida e preparata intenzione criminale.

L'analisi delle ricerche online e delle frasi digitate da El Koudri rafforza la tesi dell'aggravante terroristica. La complessità delle ricerche suggerisce una pianificazione metodica. Questo contrasta con l'idea di un'azione impulsiva legata a un disturbo psichiatrico.

La strategia legale mira a ottenere il massimo riconoscimento della gravità dei fatti. La contestazione del terrorismo è centrale per la famiglia della vittima. Si vuole assicurare che la giustizia riconosca la piena responsabilità e la natura premeditata dell'atto.