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L'Ospedale di Baggiovara a Modena si conferma polo d'eccellenza nella gestione delle dislipidemie, offrendo diagnosi avanzate e accesso a terapie innovative. La struttura è all'avanguardia nella ricerca sull'iperlipoproteinemia(a), un fattore di rischio cardiovascolare emergente.

Medicina interna di Baggiovara leader nelle dislipidemie

L'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena vanta un centro di riferimento. La Struttura di Medicina Interna Metabolica Nutrizionale dell'Ospedale Civile di Baggiovara guida la diagnosi. Il prof. Paolo Ventura dirige questa unità specializzata. Essa si occupa di un'ampia gamma di disturbi metabolici. Le dislipidemie rappresentano una sfida clinica significativa. Questi disordini alterano i livelli di lipidi nel sangue. Colesterolo e trigliceridi elevati sono comuni. Tali condizioni aumentano il rischio cardiovascolare. Sono una causa primaria di morte in occidente. La prevenzione e il trattamento sono cruciali.

La struttura modenese segue migliaia di pazienti ogni anno. Offre cure per diverse tipologie di dislipidemie. Fa parte del network LIPIGEN. Questo network si dedica alle dislipidemie genetiche. È una rete della Società Italiana per lo Studio dell'Aterosclerosi (SISA). A sua volta, SISA è integrata nella rete europea EAS. Questo posiziona Modena al centro della ricerca europea. L'approccio è sia clinico che molecolare. La collaborazione internazionale garantisce standard elevati. L'obiettivo è migliorare la vita dei pazienti affetti.

Focus sull'iperlipoproteinemia(a) e terapie innovative

Una particolare attenzione è rivolta all'iperlipoproteinemia(a). Questo disordine metabolico eleva i livelli di Lp(a). La Lp(a) è una particella simile al colesterolo LDL. È un fattore di rischio indipendente per malattie cardiovascolari. Anche la stenosi valvolare aortica è correlata. La ricerca scientifica sta approfondendo questo legame. L'Ospedale di Baggiovara è in prima linea in questa indagine. Sono in corso due sperimentazioni cliniche di fase 3. Queste ricerche testano farmaci innovativi. Potrebbero cambiare radicalmente il trattamento di questa patologia. L'obiettivo è offrire nuove speranze ai pazienti.

Il prof. Paolo Ventura sottolinea la natura delle dislipidemie. Possono essere primarie, legate alla genetica. Oppure secondarie, causate da stili di vita scorretti. Farmaci, diabete, o problemi a fegato e reni contribuiscono. L'iperlipoproteinemia(a) è spesso ereditaria. Può rimanere asintomatica per anni. I danni vascolari si manifestano tardivamente. Infarti e ictus sono conseguenze possibili. La genetica gioca un ruolo preponderante. Oltre il 90% dei valori di Lp(a) è ereditario. Circa il 20-30% della popolazione ha livelli elevati. Questo aumenta il rischio di eventi cardiovascolari. L'aumento del rischio è proporzionale ai livelli di Lp(a).

Il prof. Fabio Nascimbeni, medico della struttura, evidenzia una criticità. Attualmente, non esistono farmaci approvati specifici per ridurre la Lp(a). Il trattamento attuale si concentra sullo stile di vita. Dieta equilibrata e attività fisica sono fondamentali. Si interviene sugli altri fattori di rischio. Farmaci ipolipemizzanti come statine e inibitori di PCSK9 sono usati. Mirano a ridurre il colesterolo LDL. In casi gravi, si ricorre all'aferesi lipoproteica. Questa procedura rimuove le lipoproteine dannose dal sangue. Nuovi farmaci sono in fase di studio avanzato. Promettono di ridurre significativamente i livelli di Lp(a).

Ricerca clinica all'avanguardia a Baggiovara

Il centro di Modena partecipa attivamente a trial multicentrici internazionali. Questi studi di fase 3 valutano molecole promettenti. L'obiettivo è dimostrare la riduzione degli eventi cardiovascolari. Il farmaco lepodisiran è un esempio. È un siRNA a somministrazione semestrale. Può ridurre la Lp(a) di oltre il 90%. Un altro farmaco in studio è il muvalaplin. È una piccola molecola orale. Mira a ridurre i livelli di Lp(a) fino al 70%. L'accesso a questi studi offre un'opportunità unica ai pazienti. Permette di accedere a terapie non ancora disponibili. La partecipazione a questi trial è un onore per il centro.

La Struttura di Medicina Interna Metabolica Nutrizionale dell'Ospedale di Baggiovara è un punto di riferimento. Gli ambulatori sono gestiti dal Prof. Fabio Nascimbeni. Vi collaborano la Prof.ssa Francesca Carubbi e la Dr.ssa Simonetta Lugari. Ogni anno, migliaia di pazienti ricevono assistenza. Si trattano dislipidemie familiari, epatopatie metaboliche e malattie rare. L'assistenza copre tutte le fasi. Dalla diagnosi al follow-up, con un approccio multi-sistemico. Questo garantisce il monitoraggio dei risultati. Previene le complicanze e assicura trattamenti moderni. Il team è multidisciplinare. Include professionisti dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria e esterni. La collaborazione con centri d'eccellenza nazionali ed internazionali è costante. La ricerca clinica è un pilastro fondamentale dell'attività.

La medicina interna a Modena si distingue per l'innovazione. L'impegno nella ricerca sulle dislipidemie è notevole. L'ospedale di Baggiovara offre un modello di cura integrato. La combinazione di expertise clinica e ricerca all'avanguardia. Questo approccio mira a migliorare la prognosi dei pazienti. Le malattie metaboliche rappresentano una sfida crescente. La risposta di Modena è all'altezza delle aspettative. L'accesso a terapie sperimentali è un valore aggiunto. La comunità scientifica riconosce l'importanza di questi studi. I risultati potrebbero avere un impatto globale. La lotta contro le malattie cardiovascolari passa anche da qui.

L'importanza della diagnosi precoce non può essere sottovalutata. Soprattutto per le dislipidemie genetiche. La Lp(a) elevata, ad esempio, è spesso silente. Identificarla precocemente è fondamentale. Permette di implementare strategie preventive. La medicina di precisione gioca un ruolo chiave. L'analisi genetica può identificare predisposizioni. Questo consente interventi mirati. La collaborazione tra medici, ricercatori e pazienti è essenziale. Il centro di Baggiovara promuove attivamente questa sinergia. L'obiettivo è un futuro con meno malattie cardiovascolari. La ricerca continua a fornire risposte concrete. Modena si conferma un faro in questo campo.

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