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L'Università di Modena e Reggio Emilia ottiene un finanziamento europeo di oltre 9 milioni di euro per due progetti di ricerca avanzata. I fondi supporteranno dottorati sull'Intelligenza Artificiale sicura e sul calcolo neuromorfico, con collaborazioni internazionali.

Unimore protagonista nella ricerca europea

L'Università di Modena e Reggio Emilia si distingue nel panorama della ricerca europea. La Commissione Europea ha selezionato due progetti dell'ateneo tramite il bando Marie Skłodowska-Curie Actions (MSCA) Doctoral Networks 2025. L'investimento totale supera i nove milioni di euro. Questi fondi finanzieranno programmi di dottorato altamente innovativi.

L'obiettivo principale è formare professionisti con competenze avanzate. Saranno potenziate le loro capacità attraverso collaborazioni tra università e imprese in tutta Europa. Il professor Franco Zambonelli, Vicerettore di Unimore, sottolinea l'importanza di questo risultato. «Questi progetti riflettono il valore della ricerca dei nostri docenti», ha affermato.

«I finanziamenti sono destinati a formare nuovi dottori di ricerca», ha aggiunto Zambonelli. «Saranno professionisti in grado di portare innovazione in settori strategici. Questo avverrà sia a livello locale che europeo».

Progetto ELLE: Intelligenza Artificiale sicura

Il primo progetto premiato da Bruxelles si chiama ELLE (European Doctoral Network on Secure and Safe Artificial Intelligence in the Age of Foundation Models). Unimore partecipa come partner scientifico di rilievo. La guida è affidata al professor Lorenzo Baraldi del Dipartimento di Ingegneria "Enzo Ferrari".

Il programma riceverà circa quattro milioni e mezzo di euro. Avrà una durata di 48 mesi. Formerà quindici dottorandi. L'intento è creare scienziati capaci di rafforzare la leadership europea nell'IA. Si punta a sviluppare tecnologie all'avanguardia, sicure e affidabili.

L'alleanza internazionale include centri di eccellenza da Germania, Finlandia, Regno Unito, Spagna e Francia. Partecipano anche le Università di Cagliari, Genova e Pisa. Il professor Baraldi spiega la complessità della sfida. «Affronteremo le sfide scientifiche e tecniche che ostacolano l'implementazione di modelli di IA conformi all'IA Act dell'UE», ha dichiarato.

Questo si traduce nella necessità di garantire robustezza tecnica. Saranno affrontati anche la protezione della privacy e la trasparenza. L'adattamento continuo dei modelli algoritmici è cruciale. Questo è particolarmente vero in compiti critici con flussi di dati variabili.

MORPHEOS: imitare il cervello umano

Il secondo progetto di successo per Unimore è MORPHEOS (neuroMorphic fluidic circuits Enabled by artificial iOn channelS). L'ateneo modenese coordina interamente questo progetto. La direzione è del professor Denis Garoli del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria.

Il consorzio beneficerà di un finanziamento di 4,7 milioni di euro. Formerà altri quindici dottorandi. Lavoreranno su una tecnologia ibrida a nanopori. Questa innovazione si inserisce nel campo dell'informatica neuromorfica iontronica. L'obiettivo è imitare il funzionamento del cervello umano.

Unimore guiderà un team di nove università leader a livello mondiale. Tra queste figurano l'Università di Cambridge, Delft, La Sapienza di Roma. Sono inclusi anche centri di ricerca svizzeri e francesi. Partecipano inoltre l'azienda olandese Portal Biotech e l'italiana Elements srl.

Il professor Garoli evidenzia le potenziali ricadute tecnologiche. «La rivoluzione dell'intelligenza artificiale richiede maggiore efficienza energetica», ha affermato. «Il calcolo neuromorfico promette potenza di calcolo a basso costo energetico».

Il cervello umano elabora e memorizza informazioni in modo integrato. Utilizza vettori di informazione come ioni e neurotrasmettitori. Questo approccio offre prestazioni superiori rispetto alle attuali architetture elettroniche.

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