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Modena incrementa la sua rete di sicurezza con 56 defibrillatori automatici esterni (Dae) attivi sul territorio. L'iniziativa del Comune mira a rafforzare la cardioprotezione urbana, con nuove installazioni in luoghi strategici e formazione per i cittadini.

Nuovi Dae per la Sicurezza Urbana a Modena

La città di Modena vanta ora un totale di 56 defibrillatori automatici esterni (Dae). Questi dispositivi salvavita sono parte integrante della rete di cardioprotezione urbana. Il Comune di Modena ha promosso attivamente questa iniziativa. Molte postazioni sono frutto di donazioni da parte di privati e cittadini. Queste donazioni hanno contribuito significativamente all'estensione della copertura.

Un numero considerevole di questi apparecchi, precisamente 32, è stato acquistato e installato di recente. Le nuove postazioni sono operative 24 ore su 24. Sono state posizionate in aree ad alta frequentazione nel centro storico. Altre sono state collocate all'interno di nidi e scuole dell'infanzia comunali. Questa distribuzione strategica garantisce una maggiore accessibilità in caso di emergenza.

Investire nella Prevenzione e nella Sicurezza Cittadina

L'assessore ai Lavori pubblici, Giulio Guerzoni, ha sottolineato l'importanza di questi presidi medici. «Investire in un presidio medico significa andare oltre il semplice adempimento normativo», ha dichiarato. «Significa scegliere di aumentare concretamente il livello di sicurezza e di qualità degli spazi pubblici a disposizione della comunità». La mera presenza di tecnologia non è sufficiente. È fondamentale promuovere una cultura diffusa della prevenzione. La consapevolezza e la formazione sono cruciali.

Percorsi di formazione diretta e indiretta sono essenziali. Questi aiuteranno i cittadini a sentirsi più preparati ad affrontare situazioni di emergenza. L'Amministrazione comunale ha stanziato 110 mila euro. Questo importo copre la posa dei nuovi defibrillatori. Include anche la manutenzione periodica e l'assistenza tecnica. L'obiettivo è garantire il corretto funzionamento di tutti i 58 defibrillatori comunali presenti in città. Oltre all'installazione, viene offerta formazione specifica per l'utilizzo dei Dae.

EmiMed srl: Manutenzione e Formazione per i Dae

L'impresa EmiMed srl di Reggio Emilia si è aggiudicata il servizio. Il contratto ha una durata di tre anni, con possibilità di rinnovo per altri tre. L'azienda è stata selezionata per i suoi requisiti tecnici idonei. La sua competenza assicura la fornitura di un servizio di alta qualità. La manutenzione e l'assistenza tecnica sono fondamentali. Garantiscono che i defibrillatori siano sempre pronti all'uso.

L'arresto cardiaco improvviso rappresenta una delle principali cause di morte. Questo avviene nei Paesi industrializzati. Un intervento rapido è vitale. La probabilità di sopravvivenza diminuisce drasticamente. Si stima una riduzione del 10% per ogni minuto senza defibrillazione. La presenza capillare di defibrillatori è quindi una strategia cruciale. Copre luoghi pubblici, aziende, scuole e impianti sportivi. Tutela la salute pubblica in modo efficace.

Monitoraggio Tecnologico per la Massima Affidabilità

Perché un defibrillatore possa salvare una vita, deve essere sempre funzionante. Deve essere conservato correttamente e disponibile immediatamente. Per questo motivo, l'intera flotta di defibrillatori del Comune è sottoposta a monitoraggio continuo da remoto. Il programma 365+By EmiMed permette un controllo in tempo reale. L'azienda monitora il buon funzionamento degli strumenti. Controlla la presenza o il prelievo del Dae. Verifica lo stato operativo e la temperatura interna. Monitora la scadenza degli elettrodi e delle batterie. Effettua il tracciamento GPS.

I defibrillatori eseguono autotest automatici periodici. Questi test verificano lo stato di operatività. I modelli più recenti controllano anche la presenza e la connessione degli elettrodi. In caso di anomalie, il dispositivo invia segnalazioni immediate. Queste segnalazioni raggiungono i responsabili della manutenzione. Ciò consente un intervento tempestivo per risolvere qualsiasi problema. L'affidabilità tecnologica è un pilastro del progetto.

Distribuzione Strategica dei Nuovi Defibrillatori

I nuovi defibrillatori sono stati installati in conformità con la normativa. Questa prevede l'obbligo di avere lo strumento in ogni struttura pubblica con almeno 15 dipendenti. Sono stati posizionati presso i nidi comunali: Villaggio Giardino, Vaciglio, San Paolo, Pellico, Edison, Cividale, Barchetta, Marcello, Amendola, Forghieri. Sono stati installati anche presso le scuole dell'infanzia comunali: Tamburini, Saliceto Panaro, Modena Est, Anderlini, Villaggio Giardino, Simonazzi, San Damaso, Barchetta.

Ulteriori strumenti sono stati collocati presso sedi comunali strategiche. Tra queste: i Lavori pubblici in strada San Cataldo, gli uffici di via Santi 14, 40 (Anagrafe) e 60. Sono presenti anche al Memo, alla Cra Vignolese. Troviamo i Dae presso il Polo sociale 1 in piazzale Redecocca, il Polo sociale 2 in via Morandi e il Polo sociale 3 in via Viterbo. Altri luoghi includono Palazzo Santa Margherita, il Teatro delle Passioni, il Teatro Storchi e in via Selmi.

Defibrillatori Comunali: Copertura Estesa e Integrata

I defibrillatori di proprietà comunale già presenti sul territorio sono numerosi. Sette sono in dotazione alla Polizia locale, a bordo delle autopattuglie. Uno è situato presso il Comando di via Galilei. Due defibrillatori si trovano in Municipio. Altri sono dislocati in punti nevralgici della città. Tra questi: piazza Matteotti, piazza Mazzini (di fronte alla Sinagoga). Tre sono in strada Pomposiana, presso il capannone della Consulta provinciale del volontariato per la Protezione civile di Modena.

La copertura si estende ulteriormente con dispositivi in piazza Roma, corso Adriano, corso Canalchiaro. Sono presenti anche a Palazzo dei Musei, in largo Porta Sant’Agostino. Due si trovano in via Emilia Centro, uno in viale Amendola e uno in piazza Pomposa. Questa capillare distribuzione testimonia l'impegno di Modena per la sicurezza e la salute dei suoi cittadini. L'obiettivo è ridurre i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco.

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