Katharina Miroslawa rivive il suo coinvolgimento nell'omicidio di Carlo Mazza a Parma nel 1986. La trasmissione Belve Crime esplora il caso, intervistando anche Roberto Savi e Rina Bussone.
Katharina Miroslawa: "Colpevole perfetta" per denaro
«Mi dipinsero come la colpevole perfetta. Una donna senza scrupoli, capace di uccidere per denaro. Se fossi stata una tranquilla casalinga, nessuno si sarebbe interessato a me. Ma poiché lavoravo in un locale notturno, sono diventata automaticamente una donna disonesta?» Queste le parole di Katharina Miroslawa, rilasciate a quarant'anni dall'omicidio dell'industriale Carlo Mazza. L'evento tragico si verificò nel centro storico di Parma, tra l'8 e il 9 febbraio 1986.
La sua confessione arriva in occasione di una nuova puntata di Belve Crime. Il programma televisivo riprende la sua programmazione martedì 5 maggio alle 21:20 su Rai2. L'ex ballerina di nightclub, un tempo molto ammirata nella città emiliana, fu condannata a oltre vent'anni di reclusione. La sentenza la riconobbe colpevole di aver ucciso il suo amante. La donna agì con la complicità del fratello e del marito.
I giudici, nella loro decisione definitiva, individuarono il movente principale nell'incasso di una polizza vita. Il valore della polizza ammontava a un miliardo di lire. Carlo Mazza aveva stipulato questa assicurazione a favore di Katharina Miroslawa. La donna, all'epoca giovanissima, lavorava in un night club di Modena. L'industriale si era perdutamente innamorato di lei.
Dubbi e tensioni durante l'intervista
Il confronto televisivo non è stato privo di momenti carichi di tensione. Questi si sono verificati soprattutto quando Miroslawa ha tentato di sostenere la sua versione dei fatti. Ha citato alcuni elementi che, a suo dire, sarebbero stati trascurati dai giudici durante il processo. Tra questi, l'acquisto di un paio di costumi da bagno in Germania.
Secondo la donna, questi acquisti avrebbero dovuto dimostrare la sua intenzione di tornare in Italia da Carlo Mazza. L'obiettivo era trascorrere una vacanza in un luogo caldo. «Quel costume da bagno – ha dichiarato Miroslawa – poteva essere una prova concreta della mia volontà di partire. Se si leggono attentamente le sentenze, si evince che io esisto in qualche modo perché ero beneficiaria dell'assicurazione.»
La conduttrice Francesca Fagnani ha replicato con fermezza: «No, lei esiste perché c'è un movente». La risposta della donna è stata immediata: «Questa è la verità, quel costume da bagno. Dice molto di più di tutti questi processi!». La Fagnani, visibilmente sorpresa, ha concluso con un «Insomma...».
Altre storie di cronaca nera a Belve Crime
La nuova edizione di Belve Crime, ideata e condotta da Francesca Fagnani e prodotta da Fremantle, presenterà anche altre interviste significative. Tra gli ospiti figurano Roberto Savi, intervistato direttamente dal carcere di Bollate, e Rina Bussone. La storia di ciascun ospite sarà introdotta da Elisa True Crime. La youtuber e podcaster avrà il compito di presentare il protagonista della puntata e la sua vicenda personale.
Il programma è scritto da Alessandro Garramone e Giuseppe Bentivegna. La consulenza è affidata a Giovanni Bianconi, Andrea Ossino e Giuliano Foschini. La collaborazione per la scrittura è di Chiara Capuani. La regia della trasmissione è curata da Mauro Stancati. La trasmissione promette di approfondire casi di cronaca nera complessi, offrendo nuove prospettive e testimonianze dirette.