Un uomo di 43 anni è stato arrestato a Mirano dopo anni di maltrattamenti sulla compagna. Le violenze includevano aggressioni fisiche, verbali e minacce. L'intervento dei carabinieri ha portato alla luce la situazione.
Maltrattamenti continui sulla compagna
I Carabinieri di Mirano, in provincia di Venezia, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare. L'uomo, un 43enne, è accusato di gravi maltrattamenti. Le violenze si sono protratte per circa sei anni. La donna ha subito aggressioni fisiche e verbali. Ha anche ricevuto minacce di morte. L'uomo l'ha umiliata e insultata ripetutamente. Le percosse erano frequenti. Questo è quanto emerso dalle indagini.
L'intervento dei carabinieri e la denuncia
Le indagini sono iniziate all'inizio di ottobre. I militari sono intervenuti presso l'abitazione della coppia. Una lite ha attirato l'attenzione delle forze dell'ordine. La donna, fino a quel momento, non aveva trovato il coraggio di denunciare. Ai Carabinieri ha raccontato tutto. Ha riferito di essere stata aggredita dal compagno. L'aggressione è avvenuta davanti alla figlia minore. Dal 2020, la donna è vittima di continui maltrattamenti. Le violenze hanno assunto forme diverse. Si sono manifestate con percosse e ingiurie. Le umiliazioni erano all'ordine del giorno.
Aggressioni fisiche e minacce
L'uomo ha usato metodi violenti. In diverse occasioni, ha aggredito la compagna. Le ha lanciato il cellulare in testa. L'ha afferrata saldamente per i polsi. Le ha sputato addosso. L'ha colpita con calci. Queste azioni dimostrano la gravità dei maltrattamenti. La donna ha vissuto in un clima di terrore. La sua situazione è stata finalmente portata alla luce. La denuncia è stata fondamentale.
L'arresto e il carcere
A seguito delle indagini, il 43enne è stato arrestato. È stato condotto nel carcere di Santa Maria Maggiore. La struttura si trova a Venezia. L'uomo è ora a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. Le accuse sono pesanti. I maltrattamenti sono stati documentati. Le testimonianze hanno confermato la versione della donna. La misura cautelare in carcere è stata ritenuta necessaria. Questo per evitare ulteriori pericoli. La giustizia farà il suo corso.
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