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È venuto a mancare Monsignor Dino Pistolato, figura di spicco della chiesa veneziana e parroco di Gambarare di Mira. La sua scomparsa, avvenuta a 68 anni, lascia un vuoto nella comunità per il suo instancabile impegno sociale e spirituale.

Figura Centrale della Chiesa Veneziana

La comunità ecclesiale di Venezia è in lutto. Monsignor Dino Pistolato, noto affettuosamente come Don Dino, è deceduto nella serata di martedì 24 marzo 2026. Aveva appena 68 anni. La notizia della sua scomparsa ha destato profonda tristezza tra i fedeli e quanti hanno avuto modo di conoscere il suo operato.

Don Dino era ricoverato da alcuni giorni presso l'ospedale di Mirano. La sua salute, evidentemente precaria, non gli ha permesso di superare questo momento difficile. La sua figura è stata per decenni un punto di riferimento fondamentale per la vita religiosa e sociale della diocesi veneziana.

Nato il 6 agosto 1957, Don Dino proveniva da Zelarino. La sua vocazione sacerdotale lo ha portato a dedicare l'intera vita al servizio degli altri. La sua ordinazione sacerdotale avvenne il 27 giugno 1981. Fu l'allora patriarca Marco Cè a conferirgli il sacramento nella suggestiva cornice della basilica della Salute.

Il suo percorso ministeriale è iniziato con incarichi importanti nelle parrocchie. Ha svolto il ruolo di vicario parrocchiale prima a Carpenedo e successivamente a Santa Rita di Mestre. In queste comunità ha mosso i primi passi del suo apostolato, dimostrando fin da subito grande dedizione e sensibilità pastorale.

La sua opera non si è limitata alla cura delle anime. Don Dino ha sempre dimostrato una forte attenzione verso i più bisognosi e le fasce più deboli della società. Questo lo ha portato a ricoprire ruoli di primaria importanza nel settore caritativo e sociale della diocesi.

Un Lungo Impegno nel Sociale e nella Caritas

A partire dal 1987, Don Dino ha assunto la responsabilità della Comunità Emmaus presso Santa Maria del Mare. Ha guidato questa importante realtà per ben 27 anni, fino al 2014. Un impegno prolungato che testimonia la sua profonda dedizione verso chi necessitava di sostegno e accoglienza.

Parallelamente, nel 1988, è diventato viceresponsabile della Caritas diocesana. La sua competenza e il suo impegno sono stati riconosciuti con la nomina a direttore nel 1992. Ha guidato la Caritas per ben vent'anni, un periodo significativo che ha visto un'espansione e un consolidamento delle attività assistenziali e di promozione sociale.

Il suo lavoro instancabile nel campo della solidarietà non si è fermato qui. Dal 1999 al 2019, per un ventennio, ha diretto l'ufficio diocesano per le migrazioni. Un incarico cruciale in un'epoca di crescenti flussi migratori, dove ha lavorato per garantire accoglienza e integrazione.

Dal 2008 al 2024, Don Dino ha guidato l'ufficio diocesano per la pastorale della Salute. Questo ruolo sottolinea la sua attenzione verso la cura dei malati e il supporto alle famiglie in momenti di fragilità. Ha sempre cercato di portare conforto e speranza attraverso la fede e l'azione concreta.

La sua disponibilità lo ha visto coinvolto in numerose altre realtà. È stato responsabile di diverse comunità e strutture caritative, tra cui “Il Gabbiano” e “Betlemme”. Ha inoltre partecipato attivamente a fondazioni, consigli d’amministrazione e vari organismi diocesani, dimostrando una visione a 360 gradi delle necessità della chiesa e della società.

Ruoli di Vertice e Visione Innovativa

L'impegno di Don Dino ha raggiunto livelli apicali all'interno della struttura diocesana. Dal 2007 al 2013, ha ricoperto la carica di delegato patriarcale per l’azione caritativa, coordinando le iniziative di solidarietà a livello patriarcale.

Nel 2012, ha ricevuto la nomina di delegato patriarcale per gli affari economici, dimostrando la fiducia riposta in lui per la gestione delle risorse finanziarie della diocesi. Successivamente, dal 2013 al 2018, è stato vicario episcopale e direttore degli uffici amministrativi, assumendo anche il ruolo di moderator curiae.

Questi incarichi di alta responsabilità evidenziano la sua capacità manageriale e la sua profonda conoscenza delle dinamiche ecclesiastiche e amministrative. Ha sempre operato con trasparenza e rigore, mettendo al primo posto il bene della comunità.

Nel settembre 2018, Don Dino è diventato parroco di Gambarare, una comunità che ha guidato con passione e dedizione fino ai suoi ultimi giorni. Dal 2019 al 2025 ha ricoperto anche il ruolo di provicario foraneo di Gambarare, contribuendo alla gestione pastorale di un'area più vasta.

Dal 2021, presiedeva il consiglio di amministrazione dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, un ulteriore segno della stima e della fiducia che la chiesa veneziana riponeva in lui. La sua visione era sempre proiettata verso il futuro, cercando soluzioni innovative per le sfide del clero.

Il Ricordo delle Istituzioni e dei Colleghi

La notizia della scomparsa di Don Dino Pistolato ha suscitato cordoglio anche in ambito civile. Il consigliere comunale Gianfranco Bettin lo ha ricordato con parole di profonda stima: «È stato una figura centrale della chiesa veneziana e dell’intera nostra città dagli anni ottanta del secolo scorso».

Bettin ha sottolineato il suo ruolo di «fautore di attività sociali molto poco assistenziali che sapevano aiutare, nel modo più consapevole e concreto, innumerevoli persone». Ha evidenziato la proficua collaborazione avuta con Don Dino in diversi ruoli istituzionali, riconoscendo il suo «ruolo chiave in settore cruciali della comunità».

«Era moderno, nella visione che aveva dei servizi e delle politiche possibili», ha aggiunto il consigliere. Don Dino ha contribuito in maniera determinante a strutturare in modo solido e innovativo le attività sociali della chiesa e il volontariato del territorio, anche attraverso il consorzio sociale intitolato a Gaetano Zorzetto.

Bettin lo ha descritto come «un uomo di passioni e soprattutto di fede, un sacerdote autorevole e cordiale, una persona divertente e indimenticabile».

Anche il segretario del Pd, Andrea Martella, ha espresso il suo dolore: «La scomparsa di Don Dino Pistolato ci addolora profondamente». Ha definito il suo impegno e il suo esempio come «un punto di riferimento essenziale per tutta la nostra comunità».

Martella ha evidenziato la sua «attenzione agli ultimi, al volontariato, al sociale, alle condizioni dei lavoratori» e il suo «lavoro costante di costruzione di ponti, di occasioni di dialogo». Ha concluso affermando che il suo operato è «un patrimonio di Venezia che va preservato e promosso con estrema determinazione».

L'assessore comunale alla Coesione sociale, Simone Venturini, ha ricordato Don Dino come una «figura di grande valore umano e spirituale, un punto di riferimento per tanti cittadini che hanno vissuto momenti di difficoltà».

Venturini ha sottolineato come Don Dino abbia rappresentato «un esempio autentico di vicinanza agli ultimi e di servizio vissuto con discrezione, generosità e profondo senso del dovere». Ha testimoniato ogni giorno «il significato più vero della carità cristiana, mettendosi al servizio degli altri con dedizione e sensibilità».

«La città di Venezia gli deve molto», ha concluso l'assessore. «Oggi lo salutiamo con riconoscenza e commozione, facendo tesoro dell’esempio che ci ha lasciato. Non lo dimenticheremo».

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