Cronaca

Violenza economica: 7,7 milioni di italiani vittime

17 marzo 2026, 18:30 6 min di lettura
Violenza economica: 7,7 milioni di italiani vittime Immagine generata con AI Milano
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Una ricerca condotta da Gruppo Sella e Università Cattolica rivela che 7,7 milioni di italiani, pari al 15% della popolazione adulta, hanno sperimentato forme di violenza economica. Il fenomeno colpisce maggiormente fasce vulnerabili della popolazione, evidenziando la necessità di maggiore educazione finanziaria e supporto.

Violenza economica: un fenomeno sommerso colpisce milioni

In Italia, un numero allarmante di persone, pari a 7,7 milioni, ha dichiarato di aver subito episodi di violenza economica. Questo dato rappresenta il 15% della popolazione maggiorenne del Paese. La violenza economica si manifesta in diverse forme, spesso subdole, che minano l'autonomia e il benessere delle vittime. La ricerca, promossa dal Gruppo Sella in collaborazione con l'Università Cattolica del Sacro Cuore, mira a portare alla luce questo fenomeno ancora poco riconosciuto e a quantificarne la portata.

I risultati evidenziano come alcune categorie di persone siano maggiormente esposte a questo tipo di abuso. Tra queste, spiccano i disoccupati, con un'incidenza del 24%. Anche la fascia d'età compresa tra i 35 e i 44 anni risulta particolarmente vulnerabile, registrando un 22% di casi. Le persone con un reddito personale e familiare limitato non sono immuni, con un tasso del 20%. Infine, chi si trova in condizioni di single, separato o vedovo registra un 19% di esperienze di violenza economica.

Questi dati, raccolti dall'ANSA, sottolineano la pervasività del problema e la sua capacità di colpire trasversalmente la società italiana. La violenza economica non conosce confini di genere o classe sociale, ma tende a concentrarsi su chi già affronta difficoltà economiche o si trova in situazioni di fragilità relazionale. L'indagine è stata condotta a Milano, sede dell'Università Cattolica, e i risultati sono stati resi noti il 17 marzo 2026.

Le dinamiche della violenza economica: partner e famiglia

La ricerca ha indagato anche le relazioni in cui si manifesta prevalentemente la violenza economica. I risultati indicano che, nella maggior parte dei casi, gli autori sono i partner o gli ex partner. Ben il 54% delle vittime dichiara di aver subito questo tipo di abuso all'interno di relazioni sentimentali, attuali o passate. Questo dato è particolarmente preoccupante, poiché evidenzia come la sfera intima possa diventare teatro di gravi forme di prevaricazione.

Tuttavia, il fenomeno non si limita alle relazioni di coppia. Nel 35% dei casi, le forme di violenza economica vengono perpetrate all'interno dei rapporti tra genitori e figli. Questo aspetto rivela dinamiche familiari complesse e potenzialmente dannose, dove il controllo o lo sfruttamento delle risorse economiche possono generare sofferenza e dipendenza. L'Università Cattolica, attraverso i suoi studi, cerca di fare luce su queste dinamiche.

La ricerca ha identificato tre modalità principali attraverso cui la violenza economica si concretizza. La prima è il controllo economico, che limita l'accesso e la gestione delle risorse finanziarie. La seconda è il sabotaggio economico, che ostacola attivamente le opportunità di lavoro o di formazione della vittima, compromettendone il futuro. La terza modalità è lo sfruttamento economico, che si traduce nell'appropriazione indebita delle risorse e dei beni della vittima, spesso a suo totale discapito.

Educazione finanziaria: il baluardo contro l'abuso economico

Quando l'analisi della violenza economica si sposta dalle dichiarazioni consapevoli ai comportamenti osservabili, la percentuale di persone a rischio sale significativamente, raggiungendo il 22%. Questo dato suggerisce che molte persone potrebbero non riconoscere pienamente di essere vittime di abuso economico, o potrebbero non avere gli strumenti per identificarlo. La percezione di minore competenza nella gestione delle finanze è un fattore determinante.

Infatti, le persone che si sentono meno sicure nella gestione del proprio denaro risultano essere vittime di violenza economica nel 27% dei casi, una percentuale nettamente superiore rispetto al 15% della popolazione generale. Questo dato rafforza l'idea che la mancanza di educazione finanziaria sia uno dei principali fattori di vulnerabilità. La conoscenza e la padronanza degli strumenti finanziari possono fungere da scudo protettivo contro manipolazioni e abusi.

In quest'ottica, l'educazione finanziaria emerge come il principale fattore di protezione contro la violenza economica. Promuovere la consapevolezza, fornire strumenti pratici e semplificare l'accesso a informazioni chiare sono passi fondamentali per contrastare questo fenomeno. Il Gruppo Sella, attraverso iniziative come questa ricerca, sottolinea l'importanza di investire in questo campo.

Appelli per un cambiamento culturale e supporto concreto

Marco Landi, director del Gruppo Sella, ha sottolineato l'urgenza di intervenire. Ha affermato: «È essenziale sostenere attività di sensibilizzazione, rafforzare e semplificare l'accesso alle reti di supporto». Questo appello evidenzia la necessità di un approccio multidimensionale che combini informazione, prevenzione e assistenza concreta per le vittime. Le reti di supporto, siano esse istituzionali o del terzo settore, giocano un ruolo cruciale.

Dello stesso avviso è Edoardo Lozza, professore ordinario di Psicologia Economica presso l'Università Cattolica. Secondo Lozza, «risulta prioritario promuovere un cambiamento culturale per contrastare stereotipi e pregiudizi di genere». Spesso, la violenza economica è legata a dinamiche di potere e controllo che affondano le radici in una cultura patriarcale. Superare questi stereotipi è fondamentale per creare una società più equa e sicura per tutti.

La ricerca condotta dall'Università Cattolica e dal Gruppo Sella, pubblicata dall'ANSA, non è solo un'istantanea di un problema, ma un invito all'azione. È necessario un impegno congiunto da parte delle istituzioni, delle organizzazioni finanziarie, del mondo accademico e della società civile per affrontare la violenza economica. Solo attraverso una maggiore consapevolezza e interventi mirati sarà possibile proteggere i milioni di italiani che ne sono vittime e costruire un futuro più equo.

Il contesto geografico di riferimento per questa ricerca è l'Italia, con un focus particolare su Milano, sede dell'Università Cattolica. La data di pubblicazione dei risultati è il 17 marzo 2026. L'indagine si inserisce in un filone di studi che analizzano le nuove forme di vulnerabilità sociale ed economica nel Paese. La violenza economica, pur essendo meno visibile di altre forme di abuso, ha conseguenze devastanti sulla vita delle persone, compromettendo la loro indipendenza e il loro benessere psicofisico.

L'analisi dei dati raccolti dall'ANSA evidenzia anche la correlazione tra violenza economica e altre forme di disagio. Le vittime spesso riportano sentimenti di vergogna, isolamento e depressione. La difficoltà nel gestire le proprie finanze, acuita dalla violenza subita, può portare a un circolo vizioso di dipendenza e precarietà. La ricerca promossa dall'Università Cattolica e dal Gruppo Sella mira a fornire gli strumenti conoscitivi per spezzare questo ciclo.

La diffusione di queste informazioni è fondamentale per sensibilizzare l'opinione pubblica e stimolare interventi legislativi e sociali. L'educazione finanziaria, come sottolineato dal professor Edoardo Lozza, non è solo una questione di competenze tecniche, ma anche di empowerment personale e di emancipazione. Investire in programmi di alfabetizzazione finanziaria, soprattutto nelle scuole e per le fasce più vulnerabili della popolazione, rappresenta una strategia di prevenzione efficace e a lungo termine.

Il Gruppo Sella, con il suo impegno in questa ricerca, dimostra una sensibilità verso le problematiche sociali emergenti. La collaborazione con un'istituzione accademica prestigiosa come l'Università Cattolica del Sacro Cuore garantisce la solidità scientifica dei dati e l'autorevolezza delle conclusioni. L'ANSA, come agenzia di stampa nazionale, svolge un ruolo cruciale nel diffondere queste importanti notizie a un pubblico vasto.

In sintesi, i 7,7 milioni di italiani che hanno subito violenza economica rappresentano una realtà preoccupante che richiede attenzione immediata. La ricerca condotta a Milano fornisce un quadro dettagliato del fenomeno, indicando partner e familiari come principali autori e il controllo, sabotaggio e sfruttamento come modalità ricorrenti. L'educazione finanziaria e un cambiamento culturale sono le chiavi per contrastare efficacemente questo abuso.

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