Urbanistica: 305 ricorsi al Tar, chiariti i confini edilizi
Ricorsi al Tar: boom edilizia e scuola
Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha registrato un significativo aumento dei contenziosi nel 2025, con un incremento del 50% rispetto all'anno precedente. Questa impennata è in gran parte attribuita a questioni legate al mondo della scuola, in particolare alla gestione dei docenti precari esclusi da specifici bonus formativi.
Nonostante il dato generale, la materia che continua a generare un elevato numero di procedimenti è quella dell'edilizia. Sono stati presentati complessivamente 305 ricorsi in Lombardia, riguardanti dispute tra privati ed enti pubblici. A questi si aggiungono 82 ricorsi relativi a urbanistica, paesaggio e beni culturali.
Contenziosi edilizi e nuove interpretazioni
Il Comune di Milano si trova ad affrontare circa 70 ricorsi al Tar presentati da imprese edili. Queste contestano la più restrittiva interpretazione dei titoli edilizi adottata dall'amministrazione comunale nel 2024, in seguito alle indagini della Procura sulla prassi urbanistica decennale.
Tra le decisioni più rilevanti del Tar nel 2025, una sentenza ha definito con chiarezza i confini tra ristrutturazione edilizia e nuova costruzione. La pronuncia è intervenuta dopo modifiche normative che avevano ampliato la nozione di demolizione e ricostruzione.
Sentenza chiave su ristrutturazione e nuova costruzione
Il caso specifico, avvenuto a Paderno d’Adda (Lecco), ha visto il Tar respingere il ricorso di un'impresa che intendeva costruire una nuova palazzina al posto di una villa da demolire, qualificando l'intervento come ristrutturazione edilizia. Il Tribunale ha chiarito che la normativa, pur mirando a favorire il recupero del patrimonio edilizio, non può legittimare una ristrutturazione scollegata dalle caratteristiche fondamentali dell'edificio originale.
La sentenza ha evidenziato come la superficie lorda e il volume dei nuovi edifici fossero sensibilmente maggiori rispetto all'originale, con un disegno e una sagoma differenti. Questo caso sottolinea l'importanza di rispettare i caratteri distintivi delle costruzioni esistenti.
Adeguamento del Comune di Milano
Una recente sentenza ha confermato la correttezza dell'operato del Comune di Milano nel 2024. L'amministrazione aveva deciso di adeguarsi all'interpretazione dei pubblici ministeri riguardo alle inchieste sull'urbanistica, invitando i costruttori a trasformare le Segnalazioni certificate di inizio attività (SCIA) in permessi a costruire.
Questa mossa ha comportato la necessità di piani attuativi specifici per determinati interventi immobiliari, allineando le pratiche edilizie alle nuove direttive e alle indagini in corso, garantendo maggiore trasparenza e conformità normativa.