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Settantasei università italiane si uniscono per commemorare Giulio Regeni a dieci anni dalla sua morte. L'iniziativa, che coinvolge 15.000 persone, mira a promuovere la libertà di ricerca e i diritti fondamentali attraverso incontri e proiezioni.

Iniziative universitarie per la libertà di ricerca

Un'importante mobilitazione accademica vede protagoniste 76 università in tutta Italia. L'obiettivo è ricordare Giulio Regeni, a dieci anni dalla sua tragica scomparsa. L'iniziativa, denominata "Le Università per Giulio Regeni", si propone di sensibilizzare su temi cruciali come la libertà di studio e di ricerca. Questi valori sono stati al centro della vita e del lavoro di Giulio Regeni.

Il progetto prevede un ciclo di eventi che si svolgeranno tra aprile e maggio 2026. Ogni ateneo organizzerà una giornata specifica dedicata a queste tematiche. Si rifletterà sulle conseguenze della limitazione dei diritti fondamentali. Questo aspetto riguarda sia l'ambito accademico che quello sociale più ampio. L'iniziativa è promossa dalla senatrice a vita e docente Elena Cattaneo.

La presentazione ufficiale si è tenuta presso il Senato della Repubblica, nella Sala "Caduti di Nassirya". La senatrice Cattaneo ha sottolineato l'importanza del coraggio della famiglia Regeni. Ha evidenziato come la figura di Giulio continui a vivere attraverso questo movimento di persone. Un movimento che riconosce il valore della libertà, difesa da Giulio come studioso.

Il documentario e il sostegno della famiglia

Il fulcro di molti eventi sarà la proiezione del documentario "Giulio Regeni - Tutto il male del mondo". Questo film è una produzione di Fandango e Ganesh Produzioni. Prima della conferenza stampa al Senato, il documentario è stato proiettato nell'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. La proiezione ha offerto uno sguardo sulla figura di Giulio come ricercatore appassionato.

Alla conferenza stampa hanno partecipato figure chiave. Erano presenti i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni. C'era anche l'avvocata della famiglia, Alessandra Ballerini. Hanno preso la parola rappresentanti delle istituzioni, come Riccardo Ricciardi (M5S). Erano presenti anche i registi e produttori del documentario: Simone Manetti, Emanuele Cava, Matteo Billi, Domenico Procacci (Fandango) e Mario Mazzarotto (Ganesh Produzioni).

Hanno espresso il loro sostegno anche i rettori Gianluigi Greco (Università della Calabria) e Menico Rizzi (Università del Piemonte Orientale). I genitori di Giulio hanno dichiarato di essere onorati e grati per l'iniziativa. Hanno sottolineato come il documentario metta in luce sia la figura di Giulio che la violazione dei diritti subita. Hanno ricordato la necessità di proteggere sempre professori, studenti e dottorandi.

Un movimento per la memoria e i diritti

L'iniziativa "Le Università per Giulio Regeni" conta di raggiungere un pubblico vasto. Si stima il coinvolgimento di oltre 15.000 persone. Tra queste, studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini. Il primo evento si terrà il 13 aprile presso l'Università Statale di Milano. L'hashtag scelto per la diffusione sui social media è #UniversitàperGiulio.

Questa mobilitazione rappresenta un forte segnale di unità nel mondo accademico italiano. Dimostra un impegno concreto nel mantenere viva la memoria di Giulio Regeni. Sottolinea l'importanza di difendere i principi di libertà di ricerca e di espressione. La collaborazione tra atenei, istituzioni e produttori culturali mira a generare una riflessione profonda. Si vuole promuovere una cultura del rispetto dei diritti umani.

L'iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS. La collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni ne garantisce la realizzazione. L'evento a dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni assume un significato particolare. Vuole essere un monito contro ogni forma di repressione del pensiero e della ricerca scientifica. Un modo per affermare che la conoscenza e la libertà non possono essere messe a tacere.

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