La rettrice dell'Università Cattolica, Elena Beccalli, propone un modello di "circolarità dei cervelli" per rendere le università europee più competitive. L'obiettivo è attrarre talenti internazionali e contrastare la fuga di cervelli, promuovendo al contempo il benessere studentesco e la solidarietà.
Attrarre talenti per la competitività europea
È fondamentale promuovere una circolazione di cervelli a vantaggio dell'Europa. Avere università capaci di attrarre capitale umano da altri Paesi è cruciale per il futuro del continente. La rettrice dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Elena Beccalli, ha delineato le strategie per invertire la tendenza della fuga di cervelli.
L'istituzione milanese, con i suoi 45.000 studenti distribuiti in cinque sedi italiane, si posiziona tra i maggiori atenei privati no-profit d'Europa. Inoltre, detiene il primato nazionale per la mobilità studentesca, sia in entrata che in uscita. Questo dato, come sottolineato dalla rettrice, dimostra la possibilità concreta di contrastare il fenomeno della dispersione di talenti.
La rettrice Beccalli ha partecipato alla cerimonia di benedizione della prima pietra del Centro Cuore presso il Policlinico Gemelli di Roma. L'opera è dedicata a Papa Francesco.
Piano strategico e nuove iniziative accademiche
Durante il suo intervento, la rettrice ha illustrato il Piano strategico 2026-2028 dell'ateneo. Ha annunciato l'istituzione della Scuola dei Saperi, operativa da settembre 2027. Sarà inoltre potenziata la piattaforma FutureLearn per percorsi post-laurea.
Il Piano Africa dell'università è già attivo con oltre 125 progetti in 40 Paesi del continente. Si punta a rafforzare le collaborazioni tra settore pubblico e privato nella formazione. L'ateneo investirà 3 milioni di euro, con fondi propri, per valorizzare l'attività dei ricercatori.
A maggio si terrà a Zagabria l'assemblea della Federazione europea delle università cattoliche. La rettrice Beccalli presiede questo network, che riunisce 62 atenei. Al centro del dibattito ci saranno sfide attuali come il digitale, l'intelligenza artificiale, la demografia e la fragilità degli studenti.
Benessere studentesco e ruolo di istituzione di pace
«Dopo il Covid notiamo ovunque: abbiamo studenti più fragili, più ansiosi, molto preoccupati delle performance. Dobbiamo prestare attenzione al loro benessere psicologico e attivare meccanismi di resilienza. Hanno bisogno di figure di riferimento», ha evidenziato la rettrice. L'università si impegna a offrire supporto psicologico e a promuovere la resilienza tra gli studenti.
«La nostra università», ha concluso Beccalli, con uno sguardo alle attuali crisi internazionali, «si pone l'obiettivo di essere anche un'istituzione di pace. Si basa sull'approccio del metodo scientifico e su un impegno quotidiano fondato sulla solidarietà». L'ateneo mira a essere un faro di pace, coniugando rigore scientifico e impegno sociale.