Tram deragliato a Milano: avvocato esclude malore
Deragliamento tram: la tesi dell'avvocato
L'avvocato Stefano Benvenuto, legale di una delle persone rimaste ferite, ha espresso dubbi sulla causa del deragliamento del tram avvenuto lo scorso 27 febbraio a Milano. Benvenuto esclude che un malore del conducente possa aver provocato l'incidente, nel quale hanno perso la vita due persone.
Le dichiarazioni si basano sul parere di un consulente nominato dalla parte civile e su studi scientifici. L'avvocato ritiene che il tempo intercorso tra il presunto infortunio del tranviere e la perdita di controllo del mezzo sia troppo lungo per giustificare un malore.
Analisi medica e scientifica
Secondo l'avvocato Benvenuto, una sincope vasovagale, ovvero una breve perdita di coscienza, si risolve in pochi minuti e i sintomi si manifestano quasi immediatamente dopo lo stimolo. Nel caso specifico, il conducente avrebbe riferito di aver perso il controllo del mezzo dopo aver subito un colpo all'alluce mentre caricava una sedia a rotelle, ma il malore si sarebbe manifestato solo diversi minuti dopo.
La letteratura scientifica concorda nel definire la sincope vasovagale come un evento di breve durata, che si risolve spontaneamente in pochi minuti. L'avvocato sottolinea come questo lasso di tempo non sia compatibile con la dinamica descritta dal tranviere.
Indagini in corso e prove
Per accertare le cause del deragliamento, sono state acquisite le cartelle cliniche del tranviere e sequestrate le sue scarpe. L'obiettivo è verificare la presenza di segni compatibili con l'urto contro la sedia a rotelle e analizzare eventuali lesioni.
Il difensore del tranviere ha dichiarato che il suo assistito è scosso e sta male, incapace di rivedere le immagini dell'incidente. Le indagini proseguono con l'analisi delle registrazioni delle telecamere di bordo e esterne del tram, un mezzo di ultima generazione, per ricostruire con precisione la dinamica dell'evento.