La Torre Velasca, celebre esempio di architettura brutalista a Milano, è stata recentemente restaurata. L'edificio storico ora offre nuovi spazi commerciali e residenziali, mantenendo il suo fascino originale.
La storia della Torre Velasca
La Torre Velasca rappresenta un'importante testimonianza dell'architettura del secondo dopoguerra. Fu progettata dal gruppo di architetti BBPR. La sua inaugurazione segnò un momento significativo per la città. L'edificio è considerato un'icona del brutalismo italiano. La sua forma distintiva evoca elementi dell'antica Milano.
La sagoma a fungo non è solo estetica. Ha una chiara funzione pratica. La parte inferiore ospita gli uffici. La parte superiore, il "cappello", contiene gli alloggi. Questa divisione risponde a esigenze strutturali e di spazio. La torre si ergeva come un punto di riferimento nello skyline milanese. Mirava a ricostruire un senso di identità urbana.
Negli anni della ricostruzione, Milano perdeva i suoi simboli. Campanili e chiese erano punti di riferimento persi. La Torre Velasca cercò di restituire una silhouette riconoscibile. Si inseriva nel contesto urbano dialogando con edifici storici. Tra questi, il Duomo gotico e la torre del Filarete al Castello Sforzesco.
Il restyling conservativo e le novità
Il recente restyling ha puntato su un recupero conservativo. Ogni dettaglio è stato attentamente considerato. I pavimenti in PVC e le manopole dei rubinetti sono stati preservati. Anche i porta saponette sono stati mantenuti. Questo approccio è stato approvato dalla Soprintendenza. L'edificio è vincolato dal 2011 per il suo valore storico-artistico.
Gli interni presentano colori dominanti come il bianco e il marrone. Le ampie vetrate in stile industriale separano gli ambienti. Creano un'atmosfera che richiama il passato. Alla reception, un vecchio schedario ricorda la storia dell'edificio. I divanetti evocano l'epoca del boom economico milanese.
La Torre Velasca ha avuto una vita ricca di eventi. Ha ospitato personaggi famosi. Il comico Gino Bramieri vi abitò. È stata anche set cinematografico. Film come "Il vedovo" di Dino Risi e "Milano calibro 9" di Fernando Di Leo la videro protagonista. Più recentemente, la serie TV "1992" l'ha riportata alla ribalta.
La nuova vita commerciale e gastronomica
La proprietà della torre è cambiata nel tempo. Da Allianz passò a Fondiaria Sai, poi a Unipol. Nel 2020, il colosso americano Hines l'ha acquisita. L'investimento globale è stato di 230 milioni di euro. Lo studio di architettura Asti ha curato la ristrutturazione. Il restyling è stato completato a maggio dell'anno scorso.
La torre è ora un polo di attrazione. Attira un turismo architettonico internazionale. È diventata una delle icone più fotografate sui social media. La novità principale riguarda l'offerta commerciale e gastronomica. Il piano terra è concepito come un nuovo salotto urbano.
A breve aprirà la pasticceria San Carlo. Si estenderà su 300 metri quadrati. Offrirà colazioni, pranzi leggeri e aperitivi. Al primo piano troverà spazio Sushisamba. Questo format globale è già presente in città come Londra e Las Vegas. Ad aprile è prevista l'inaugurazione di MIA Milano. Sarà un ristorante panoramico al 18° piano. Proporrà cucina milanese e italiana.
Domande frequenti sulla Torre Velasca
Chi ha progettato la Torre Velasca?
Quali sono le novità commerciali all'interno della Torre Velasca?