Torre Milano: processo per abusi edilizi, accuse di favori
Abusi edilizi a Milano: il caso Torre Milano
Il tribunale di Milano è al centro di un processo che getta ombre sull'urbanistica cittadina, con la Procura che contesta gravi irregolarità nella realizzazione della Torre Milano, grattacielo sorto in via Stresa. L'accusa principale riguarda un presunto abuso edilizio, con la costruzione che sarebbe stata mascherata da una ristrutturazione, ma definita un “atto illegittimo”.
La pubblica accusa sostiene che la realizzazione dell'edificio non abbia tenuto in minima considerazione l'interesse pubblico. Al contrario, la scelta architettonica sarebbe stata dettata unicamente dalla volontà di favorire l'imprenditore committente, senza alcun beneficio per la collettività, anzi, arrecando un danno al territorio.
Il ruolo dei dirigenti comunali e le deroghe alle norme
A sostenere queste tesi è la pm Marina Petruzzella, che nella sua requisitoria ha evidenziato come una determina dirigenziale firmata nel 2018 da ex dirigenti comunali, tra cui Giovanni Oggioni (già arrestato in passato in un filone collegato) e Franco Zinna, abbia introdotto una pericolosa prassi. Questa pratica avrebbe consentito deroghe generalizzate alle norme morfologiche, causando significativi guasti urbanistici.
La pm ha anche puntato il dito contro il calcolo degli oneri di urbanizzazione, ovvero le somme che gli imprenditori dovrebbero versare al Comune per le nuove costruzioni. Secondo l'accusa, questi oneri sarebbero stati sistematicamente calcolati al ribasso, rappresentando un ulteriore danno per la pubblica amministrazione e la collettività.
La Commissione Paesaggio sotto accusa
Un altro punto cruciale del procedimento riguarda il ruolo della Commissione paesaggio. La pm Petruzzella ha descritto come, attraverso un'azione definita “triplo salto mortale”, la commissione avrebbe modificato le proprie valutazioni iniziali per esprimere un parere positivo sull'intervento edilizio della Torre Milano. Questo cambio di rotta, secondo l'accusa, sarebbe stato funzionale a legittimare un progetto palesemente in contrasto con le normative vigenti.
La Procura ha inoltre richiamato diverse sentenze, sia della Cassazione che di tribunali amministrativi, che confermerebbero la linea investigativa seguita. Viene contestata l'introduzione di procedure alternative, come la Scia con atto d'obbligo, utilizzata dai dirigenti comunali per bypassare i necessari piani attuativi, in violazione della legge.
Otto imputati nel processo per abuso edilizio
Il processo vede complessivamente otto persone imputate. Tra queste, oltre ai già citati ex dirigenti comunali, figurano altre figure coinvolte a vario titolo nella realizzazione del controverso grattacielo. L'inchiesta, che si inserisce in un contesto più ampio di indagini sull'urbanistica milanese, mira a fare chiarezza su presunti favoritismi e sulla gestione opaca di permessi e autorizzazioni edilizie.