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La giustizia ha emesso nove condanne fino a tre anni per il disastro colposo legato all'incendio della Torre dei Moro. La Procura ha sottolineato l'affermazione delle responsabilità penali.

Incendio Torre dei Moro: nove condanne per disastro colposo

Sono trascorsi cinque anni dal tragico pomeriggio del 29 agosto 2021. Quel giorno, un devastante incendio avvolse la Torre dei Moro, situata nella periferia sud di Milano, in via Antonini. Le indagini hanno indicato una sigaretta gettata ancora accesa come innesco primario. I pannelli infiammabili del rivestimento esterno hanno rapidamente alimentato le fiamme.

Fortunatamente, il rogo non causò vittime né feriti. Molti residenti erano ancora assenti per le ferie estive. Coloro che erano presenti riuscirono a mettersi in salvo in tempo, accorgendosi della gravità della situazione. La Torre dei Moro si trasformò in una vera e propria torcia, uno spettacolo terrificante per la città.

La sentenza di primo grado è stata pronunciata ieri dalla giudice Amelia Managò, della sesta sezione penale del tribunale di Milano. Nove imputati sono stati condannati per disastro colposo. Le pene inflitte variano da 8 mesi a 3 anni di reclusione. Altri quattro imputati sono stati invece assolti.

Responsabilità penali: produttori e installatori sotto accusa

Le condanne più pesanti, pari a 3 anni, sono state comminate a Teodoro Martinez Lopez. Egli era il legale rappresentante della società spagnola Alucoil, produttrice dei pannelli di rivestimento esterni. La stessa pena è stata inflitta a Francisco Churruca Ybbarra, export manager della medesima azienda.

La pena di 2 anni e 6 mesi è stata comminata a Ettore Zambonini. Rappresentava la società omonima, incaricata dell'installazione delle facciate a vela. Anche Giordano Cantori, responsabile commerciale dei pannelli Larson della Alucoil, ha ricevuto la stessa condanna.

Due anni di reclusione sono stati inflitti a Giampaolo Leoni. Era il responsabile del progetto generale antincendio per conto della società Polo srl. Altrettanti anni per Orio Delpiano, direttore dei lavori per la Moro Costruzioni.

Un anno di carcere è stato comminato a Giampaolo Cremaschi. Ricopriva il ruolo di responsabile dell'ufficio acquisti della Polo e coordinatore della sicurezza. Infine, 1 anno e 6 mesi per Massimo Mastrocinque, direttore tecnico della Zambonini. La pena più lieve, 8 mesi, è stata inflitta a Stefania Grunzweig, amministratrice della Polo srl, responsabile della vendita delle unità immobiliari.

Le motivazioni della sentenza e le richieste della Procura

La Procura aveva inizialmente richiesto 13 condanne, con pene fino a otto anni. Le sentenze odierne riconoscono le responsabilità principali in capo ai produttori dei pannelli, ritenuti altamente infiammabili. Coinvolti anche i commercializzatori e coloro che hanno realizzato le facciate a vela. Queste ultime si sono rivelate una miccia per la rapida propagazione del fuoco.

La Pubblico Ministero Marina Petruzzella ha commentato: «È importante l’affermazione di responsabilità, la pena, poi, ha un rilievo certamente non secondario, ma relativo». Ha sottolineato come le indagini abbiano evidenziato una «assoluta noncuranza della sicurezza e del rispetto della vita degli altri» da parte di tutti gli imputati.

Secondo la ricostruzione accusatoria, gli imputati avrebbero agito unicamente per il «conseguimento del massimo lucro nel minor tempo possibile e con la minor spesa». Questo comportamento è stato definito «cinismo socialmente pericoloso». Le facciate a vela, ha ricordato la PM, erano «organizzate per divenire, al minimo innesco, una torcia a rapida diffusione del fuoco e dei fumi», sfruttando anche il cosiddetto «effetto camino».

Inoltre, la mancanza di «agganci stabili» ha causato la caduta di «una nefasta pioggia di pannelli infiammati di vaste dimensioni». Questo ha aumentato ulteriormente il pericolo per le persone e per l'edificio circostante.

Risarcimenti e assoluzioni

Nei mesi scorsi, gli inquilini e i condomini della Torre dei Moro hanno ricevuto un risarcimento. Tramite un accordo transattivo extragiudiziale, sono stati versati centinaia di migliaia di euro. Le parti civili, circa 180, sono uscite dal procedimento.

Sono stati assolti per non aver commesso il fatto Alberto Moro, responsabile dell'acquisizione clienti per la vendita degli appartamenti. Assolti anche Giuseppe Tortini, Roberto Molinari e Federico Corpieri, progettisti e responsabili per la Zambonini.

Le motivazioni complete del verdetto saranno depositate entro 90 giorni. La sentenza di primo grado segna un punto fermo nella lunga vicenda giudiziaria legata al disastroso incendio che ha colpito la Torre dei Moro, un monito sulla sicurezza nella costruzione edilizia.