Un uomo di 39 anni, fuggito dal Texas dove è accusato di femminicidio, è stato fermato a Torino. Dopo essere stato individuato con documenti falsi, ha richiesto protezione internazionale, temendo la pena di morte.
Fuga dal Texas e arrivo a Torino
Un uomo di 39 anni, residente in Texas, è giunto a Torino. Era sorvegliato speciale con braccialetto elettronico negli Stati Uniti. L'uomo è accusato di aver ucciso la sua ex moglie. La fuga è avvenuta dopo aver rimosso il dispositivo di sorveglianza.
L'ingegnere informatico, identificato come Lee Mongerson Gilley, ha utilizzato due voli e documenti falsi. Agenti all'aeroporto di Milano Malpensa hanno scoperto le sue vere generalità. L'uomo non si chiamava né Oliver Lejeune né Jan Malet. Era ricercato dalle autorità.
Accuse e richiesta di protezione
In Texas, l'uomo rischia la pena di morte. L'accusa è di femminicidio, aggravata dal fatto che la vittima, sua ex moglie, era incinta. Questo comporta l'accusa di duplice omicidio. L'uomo sostiene la propria innocenza. «Non ho ucciso mia moglie nell'ottobre del 2024», avrebbe dichiarato, secondo quanto riportato da La Stampa.
La fuga è avvenuta un mese prima di un'udienza preliminare fissata per il 5 giugno. In Italia, l'uomo non conosce nessuno. Tuttavia, ha presentato una richiesta di protezione internazionale all'aeroporto. «Chiedo protezione per salvare la mia vita», ha affermato, come riportato dal quotidiano. «Negli USA sono perseguitato per un crimine che non ho commesso».
Timori e accuse al sistema giudiziario
L'uomo si dichiara vittima di un accanimento mediatico pericoloso negli Stati Uniti. Sostiene di non aver ricevuto un trattamento equo. «Ho rischiato tutto per venire in Italia per salvarmi», ha spiegato. Spera di trovare una società che lo accetti. La sua terra d'origine lo ha rifiutato e lo terrorizza.
Il timore della pena di morte è concreto. «Ho molta paura di perdere la vita», ha confessato. Pur avendo ottimi avvocati, ritiene che ci siano molte falle nel sistema giudiziario americano. «Mi hanno additato come un assassino. I media lo credono. E negli USA hanno molto potere», ha aggiunto. La sua vita è in pericolo, nonostante si dichiari innocente.
Il percorso in Italia: dal CPR al carcere
La questura di Varese ha gestito la richiesta di protezione internazionale. L'uomo è stato immediatamente trasferito in un centro per il rimpatrio (CPR). La sera del 5 maggio, è entrato nel CPR di corso Brunelleschi a Torino. Era l'unico uomo bianco occidentale presente nella struttura.
La convalida del trattenimento si è svolta in videoconferenza dal CPR. L'udienza si è tenuta davanti alla Corte d'Appello di Milano. Successivamente, l'Interpol ha emesso un mandato di cattura internazionale per omicidio. L'uomo è stato quindi trasferito nel carcere di Torino, presso la struttura Lorusso e Cutugno.