Superstudio si espande: Gisella Borioli passa il testimone
Gisella Borioli, figura storica del design milanese, affida la guida di Superstudio al nipote Tommaso. L'espansione del distretto si concretizza con tre sedi, mentre Borioli guarda al futuro dell'arte urbana.
Gisella Borioli: Un Legato di 60 Anni
Dopo sessant'anni di dedizione al mondo del design, della fotografia e della moda, Gisella Borioli annuncia un importante cambiamento. La fondatrice e anima di Superstudio, nato dalle ceneri industriali della General Electric in una zona allora poco servita di Milano, riflette sul suo percorso professionale. Ha raggiunto gli 80 anni e sente la necessità di un nuovo capitolo.
«Ho sempre tante idee, progetti», confessa Borioli, «ma mi sono chiesta quanto tempo ancora potrò andare avanti a sognare e a fare». La consapevolezza che ogni percorso ha un inizio e una fine l'ha spinta a cedere il passo. La sua più grande soddisfazione è vedere che il suo lavoro ha creato solide radici per il futuro. La fatica di 60 anni, condivisa con il marito, l'artista Flavio Lucchini (97 anni), ha plasmato un'eredità duratura.
«Abbiamo condiviso tutto: vita e lavoro, senza distinzione», ricorda con affetto. Il loro legame, iniziato a vent'anni, è stato il fondamento su cui è cresciuto il progetto Superstudio. Questo imprinting ha garantito la continuità e la visione a lungo termine del distretto.
Il Passaggio di Consegne a Tommaso Borioli
Il futuro di Superstudio è ora nelle mani del nipote di Gisella Borioli, Tommaso Borioli. È lui che ha creduto e curato nei minimi dettagli l'ultima nata, il Superstudio Village in Bovisa. Tommaso è cresciuto osservando lo zio e la nonna. Da ragazzino, invece di giocare, preferiva esplorare gli spazi di via Tortona in bicicletta, assorbendo silenziosamente l'ambiente lavorativo.
«Tommaso è cresciuto con me, sono stata la sua tutor», afferma Gisella. Dopo la laurea, avvenuta dieci anni fa, la collaborazione con la nonna è diventata una progressione naturale. Oggi, a 34 anni, Tommaso è pronto a prendere le redini dell'azienda. Gisella gli ha ceduto la guida di «Superstudio event», che lui ha saputo far crescere con una visione proiettata al futuro. Le ambizioni di Tommaso non si fermano a Milano: sono in programma aperture a New York e Parigi.
Questo passaggio di consegne segna un momento cruciale per Superstudio, che si avvicina al suo cinquantenario. Gisella Borioli esprime il desiderio che l'azienda non solo raggiunga questo traguardo, ma che possa celebrare anche i cento anni di attività. Immagina che i successori possano ricevere riconoscimenti prestigiosi, come un premio dal Presidente della Repubblica per un'azienda storica.
Nuove Sedi e Visioni Future per Superstudio
L'edizione attuale di Superstudio si preannuncia «super» grazie all'apertura di tre sedi. Oltre allo spazio storico in via Tortona, si aggiungono il Maxi in Barona e il Village in Bovisa. Questa espansione testimonia la vitalità e la capacità di adattamento del distretto milanese.
Gisella Borioli, pur cedendo la gestione operativa, mantiene un ruolo strategico come presidente del gruppo. La sua influenza è ancora forte, come dimostra l'idea di triplicare le sedi per i Fuorisaloni. «Era il momento di uscire, orgogliosa dei miei 80 anni», dichiara, «con ancora la voglia di fare e il coraggio di affrontare i cambiamenti». Un nuovo team di giovani talenti affiancherà la sua esperienza.
Oltre al suo ruolo strategico, Gisella Borioli intende dedicare più tempo ai suoi affetti personali: il marito, la figlia che vive a Dubai e le nipoti. Ma il suo impegno non si ferma qui. Ha in serbo nuovi progetti legati all'arte, alla responsabilità sociale e alla valorizzazione culturale e museale di Superstudio.
L'Arte Urbana come Nuova Frontiera
Un capitolo fondamentale del futuro di Gisella Borioli sarà dedicato alla formazione. Ha organizzato un modulo chiamato «Superstudio Academy», avviando collaborazioni con diverse università. L'obiettivo è creare nuove opportunità formative e professionali nel settore del design e dell'arte.
«Il design ha fatto la sua strada», osserva Borioli, «ma l'arte non è ancora apprezzata come merita». Ricorda come venticinque anni fa il design fosse considerato materia d'élite, mentre oggi è parte integrante della vita quotidiana. Borioli crede fermamente che l'arte debba essere più frequentata, vissuta e conosciuta dal grande pubblico.
La sua nuova missione è promuovere l'arte in chiave urbana. «Non abbiamo abbastanza sculture», lamenta, «abbiamo monumenti ma c'è tanto spazio. Abbiamo bisogno di più arte nei luoghi pubblici». Sottolinea il potere terapeutico dell'arte, capace di offrire serenità attraverso la sua bellezza. Gisella Borioli è pronta a inventare ancora una volta ciò che non c'è, portando l'arte fuori dai musei e nelle strade di Milano e non solo.