Economia

Sci in Lombardia: un motore economico da 633 milioni

14 marzo 2026, 03:00 2 min di lettura
Sci in Lombardia: un motore economico da 633 milioni Immagine da Wikimedia Commons Milano
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L'impatto economico dello sci in Lombardia

La stagione sciistica in Lombardia si conferma un pilastro economico fondamentale per le aree montane. I dati più recenti rivelano un giro d'affari complessivo di 633 milioni di euro, generato da circa cinque milioni e mezzo di sciatori.

Questi numeri non includono solo la vendita di skipass, ma abbracciano un vasto indotto che supera il mezzo miliardo di euro. L'associazione degli esercenti funiviari sottolinea come ogni euro speso direttamente nel settore possa generare fino a otto euro di ricaduta economica sul territorio.

Occupazione e gettito fiscale

Il settore sciistico lombardo offre un'importante opportunità lavorativa, impiegando quasi 9mila persone. Una quota significativa di questi lavoratori, il 42%, è costituita da giovani, mentre il 46% è rappresentato da donne, evidenziando un'attenzione alla diversità generazionale e di genere.

L'attività sciistica contribuisce inoltre in modo sostanziale alle casse pubbliche, generando un gettito fiscale di 45 milioni di euro. Di questi, 4 milioni e mezzo confluiscono direttamente nei bilanci dei comuni interessati.

Il ruolo sociale degli impianti di risalita

Massimo Fossati, vicepresidente di Anef nazionale, evidenzia come gli impianti di risalita svolgano un ruolo cruciale che va oltre il mero aspetto economico. In molte vallate alpine e prealpine, lo sci rappresenta il principale motore di sviluppo locale.

La stagione invernale sostiene migliaia di posti di lavoro diretti e indiretti, alimentando un tessuto di imprese turistiche. Senza questa filiera, molte comunità montane rischierebbero un rapido impoverimento e un ulteriore spopolamento, perdendo servizi essenziali e residenti.

Un settore sotto i riflettori

Questi dati emergono in un contesto in cui il settore turistico invernale è oggetto di dibattito, anche alla luce degli investimenti pubblici. Le associazioni di categoria rispondono alle critiche evidenziando la complessa rete economica e sociale che lo sci sostiene.

La filiera comprende infatti alberghi, rifugi, ristoranti, scuole di sci, noleggi, trasporti locali, commercio e servizi turistici. L'analisi completa del settore richiede di considerare non solo le piste e gli impianti, ma anche l'impatto vitale sull'occupazione e sulla sopravvivenza di molte realtà montane.

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