Medicina Democratica esprime forte contrarietà all'ingresso delle assicurazioni nel sistema sanitario pubblico lombardo. L'associazione chiede un incontro urgente con l'assessore al Welfare Guido Bertolaso per discutere la questione.
Sanità lombarda e l'ingresso dei privati
L'associazione Medicina Democratica (MD) ha manifestato la propria ferma opposizione a una delibera regionale. Questa autorizza convenzioni tra aziende sanitarie lombarde e fondi, mutue e assicurazioni. La decisione, secondo MD, favorirebbe l'accesso privilegiato ai servizi sanitari per i clienti di tali enti.
L'organizzazione chiede un confronto immediato con l'assessore al Welfare, Guido Bertolaso. L'obiettivo è impedire la proroga di questa delibera. La considera una minaccia per l'equità nell'accesso alle cure per tutti i cittadini lombardi.
Critiche alla delibera regionale
Marco Caldiroli, presidente rieletto di Medicina Democratica, ha definito la delibera una «grave iattura». Ha spiegato che la regione avrebbe richiesto alle ASST di stipulare accordi con enti privati. Questi accordi garantirebbero ai loro assicurati corsie preferenziali per visite, esami e ricoveri nel Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Vittorio Agnoletto ha aggiunto che la delibera di fatto crea una «superintramoenia». Questo spingerebbe i medici del SSN a incrementare ulteriormente le ore di attività privata. Tale situazione è considerata inaccettabile sia sul piano etico che pratico. Le autorità sanitarie, come i NAS e Agenas, hanno già segnalato il superamento dei limiti legali per l'attività intramoenia in molte strutture.
Proposte e richieste di Medicina Democratica
Medicina Democratica auspica che l'incontro con l'assessore Bertolaso affronti anche altre tematiche. Tra queste, l'adeguamento delle rette per i ricoveri in Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA). La percentuale a carico della Regione dovrebbe salire dal 43% attuale ad almeno il 50%. Inoltre, per i malati gravi di Alzheimer, l'intera retta dovrebbe essere coperta dal servizio sanitario regionale.
Silvio Garattini ha sottolineato la necessità di un profondo cambiamento culturale in medicina. Questo dovrebbe porre la prevenzione al centro, contrastando la predominanza del mercato nella ricerca farmaceutica. La ricerca attuale, secondo Garattini, produce farmaci spesso superflui. Inoltre, ignora sistematicamente le esigenze di donne, bambini e anziani nella sperimentazione.
Implicazioni per il futuro della sanità
L'ingresso massiccio di assicurazioni e fondi privati nel sistema sanitario pubblico solleva interrogativi sulla sostenibilità e l'equità del SSN. Medicina Democratica si pone come voce critica per difendere i principi di universalità e solidarietà. L'associazione mira a garantire che l'accesso alle cure rimanga un diritto per tutti, indipendentemente dalla capacità economica o dall'appartenenza a specifici fondi assicurativi.
La battaglia di Medicina Democratica evidenzia una crescente preoccupazione per la possibile privatizzazione di servizi essenziali. L'organizzazione invita i cittadini a informarsi e a partecipare attivamente al dibattito pubblico sulla sanità. Solo così si potrà salvaguardare un sistema sanitario pubblico forte e accessibile.
Domande frequenti sulla sanità lombarda
Cosa contesta Medicina Democratica riguardo le assicurazioni in sanità?
Medicina Democratica contesta la delibera regionale lombarda che permette convenzioni tra ASST/IRCCS e assicurazioni/fondi/mutue. L'associazione teme che ciò possa creare un accesso privilegiato ai servizi sanitari per gli assicurati, minando l'equità del sistema pubblico.
Quali altre richieste avanzano da Medicina Democratica?
Oltre alla questione assicurazioni, Medicina Democratica chiede l'adeguamento delle rette RSA a carico della Regione al 50% e la copertura totale per i malati gravi di Alzheimer. Inoltre, promuove una medicina focalizzata sulla prevenzione e critica la ricerca farmaceutica attuale.