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Sanità Lombardia: Fontana ammette tensioni di bilancio

18 marzo 2026, 02:26 5 min di lettura
Sanità Lombardia: Fontana ammette tensioni di bilancio Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ammette possibili tensioni nel bilancio sanitario regionale, pur negando un 'buco' definito. Critica inoltre le richieste di revisione del fondo sanitario nazionale avanzate dalle regioni del centro-sud, difendendo i meriti della Lombardia.

Fontana nega il 'buco' ma ammette ricerca di equilibrio

Le voci su un possibile disavanzo nel settore sanitario lombardo alla fine dell'anno sono state definite dal Presidente della Regione, Attilio Fontana, come mere «illazioni» e «voci» non fondate. Tuttavia, il governatore leghista ha poi aggiunto un dettaglio significativo durante un evento a Milano.

«Il Bilancio si chiude a fine anno», ha dichiarato Fontana. «Adesso noi stiamo parlando di un budget. E stiamo cercando di trovare un equilibrio all’interno di questo budget». Queste parole suggeriscono che, sebbene non ci sia ancora un dato definitivo, una tensione finanziaria è effettivamente presente.

La ricerca di questo «equilibrio» è necessaria per diverse ragioni. Tra queste, la programmazione di spese per fondi non ancora disponibili e l'incremento dei costi del personale. Si parla di circa 900 milioni di euro in più per assunzioni e incentivi volti a ridurre le liste d'attesa.

A ciò si aggiungono gli aumenti tariffari per alcune prestazioni sanitarie. L'obiettivo è incentivare il settore privato accreditato a garantire tali servizi. Inoltre, la Regione deve rinunciare a circa 200 milioni di euro a causa del meccanismo del payback farmaceutico.

Infine, una parte delle risorse viene destinata a sostenere l'equilibrio finanziario di altri sistemi sanitari regionali. Questo aspetto è centrale nelle critiche di Fontana.

Critiche alla revisione del fondo sanitario nazionale

Attilio Fontana ha espresso forte contrarietà alla battaglia intrapresa dai presidenti delle Regioni del centro-sud. Queste regioni chiedono una revisione dei criteri di riparto del fondo sanitario nazionale. L'obiettivo è ottenere criteri che non penalizzino ulteriormente le aree a bassa densità demografica e con elevata migrazione sanitaria.

«Noi siamo la Regione che costa meno al Bilancio dello Stato e che ha i conti in equilibrio», ha sottolineato con fermezza il presidente lombardo. «Non è che questo merito deve diventare una colpa». Fontana ritiene assurdo dover rinunciare a risorse per darle a chi, a suo dire, non ha una gestione finanziaria equilibrata.

«I criteri li rivedremo tutti insieme», ha aggiunto, «ma credo che sia abbastanza assurdo che noi che abbiamo il bilancio in equilibrio dobbiamo rinunciare a risorse per darle a chi, evidentemente, non è in equilibrio e ha delle difficoltà».

Secondo il governatore, i problemi della sanità non dovrebbero essere risolti in questo modo. Chi dimostra serietà nella gestione dei conti dovrebbe essere premiato, non penalizzato. La Lombardia, con la sua gestione efficiente, non dovrebbe essere svantaggiata.

La questione del fondo sanitario nazionale è complessa e coinvolge meccanismi di riparto basati su diversi fattori, tra cui la popolazione residente e i fabbisogni sanitari. Le regioni del sud lamentano da tempo una disparità di trattamento.

La sanità necessita di cambiamenti strutturali

Guardando al futuro, Attilio Fontana ha evidenziato la necessità di profonde trasformazioni nel sistema sanitario nazionale. «Mai come in questo momento la sanità ha bisogno di alcuni cambiamenti», ha spiegato.

La riforma sanitaria attuale, risalente a quasi 50 anni fa, è ormai superata. Le condizioni sociali e storiche sono radicalmente cambiate, rendendo inapplicabile il vecchio modello. «La vecchia riforma di quasi 50 anni fa è superata perché non ci sono più le condizioni sociali e storiche per chiederne l’applicazione», ha affermato.

È necessario, secondo il governatore, avere «la forza e il coraggio di cambiare». Le problematiche attuali richiedono un approccio innovativo e una visione strategica a lungo termine. Non si tratta solo di allocare maggiori risorse finanziarie.

«Gli argomenti da trattare sono molti e chi oggi sostiene che i problemi della sanità si risolvano solo con i soldi dimostra di non aver capito niente della sanità», ha rimarcato Fontana. Il denaro è certamente una componente importante, ma non è l'unico fattore determinante per la riorganizzazione del sistema.

«I soldi sicuramente sono una componente, e più ce ne sono e meglio è, ma non sono il mezzo attraverso il quale progettare, programmare la nuova sanità del Paese», ha concluso. È indispensabile una riflessione più ampia e completa che vada oltre la mera disponibilità economica.

La discussione sulla sostenibilità finanziaria della sanità pubblica è un tema ricorrente in Italia. Le diverse realtà regionali presentano sfide specifiche, legate a fattori demografici, economici e gestionali. La ricerca di un equilibrio equo e sostenibile per tutti è una priorità.

Le parole di Fontana si inseriscono in un dibattito acceso, dove le esigenze di efficienza e contenimento dei costi si scontrano con la necessità di garantire un'assistenza sanitaria di qualità a tutti i cittadini. La sua posizione difende l'operato della Lombardia, sottolineando come la buona gestione debba essere riconosciuta e non penalizzata.

Il consigliere regionale leghista Emanuele Monti, presente all'evento, ha condiviso la visione del governatore sull'importanza di un approccio strutturale ai problemi della sanità. La collaborazione tra le istituzioni e un dialogo costruttivo sono fondamentali per affrontare le sfide future.

La relazione di Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, aveva già evidenziato alcune criticità, tra cui la rinuncia coatta a 200 milioni di euro e l'ipotesi di un disavanzo nei conti. Bertolaso aveva cercato di minimizzare, ma il dibattito politico è rimasto acceso.

Le precedenti indiscrezioni parlavano di un rischio di buco da 1,6 miliardi di euro, agitando i partiti politici. La maggioranza aveva tenuto un vertice per discutere delle cifre, mentre lo Stato monitorava la situazione.

La Lombardia, nonostante le sfide, continua a essere un punto di riferimento per l'innovazione e l'efficienza nel settore sanitario. La sua esperienza potrebbe offrire spunti utili per una riforma nazionale che tenga conto delle specificità territoriali.

La discussione sui criteri di riparto del fondo sanitario nazionale è cruciale per garantire equità e sostenibilità. La Lombardia, con la sua gestione virtuosa, chiede di non essere penalizzata, mentre altre regioni invocano maggiore sostegno.

La sanità pubblica italiana affronta sfide complesse, tra cui l'invecchiamento della popolazione, l'aumento delle malattie croniche e la necessità di integrare le nuove tecnologie. Un ripensamento strategico è indispensabile.

Il dibattito politico sull'allocazione delle risorse sanitarie è destinato a proseguire, con posizioni diverse e interessi contrapposti. La ricerca di soluzioni condivise e durature rimane l'obiettivo primario.

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