Sanità lombarda: associazioni contro la sanità privata nel pubblico
Sanità pubblica a rischio in Lombardia
Un gruppo di 27 associazioni lombarde per la tutela della salute ha inviato una lettera aperta ai direttori generali delle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (Asst). L'appello è chiaro: rifiutare l'istituzione di una sanità privata all'interno delle strutture pubbliche.
La missiva si oppone a una delibera regionale di settembre, che secondo le associazioni, di fatto introduce una "super-intramoenia". Questo meccanismo consentirebbe una maggiore libera professione all'interno degli ospedali, con il rischio di penalizzare ulteriormente le fasce più deboli della popolazione.
Critiche alla "Super-Intramoenia"
Le associazioni definiscono la delibera un invito alla "disobbedienza", sostenendo che essa aumenti il rischio di accesso alle cure per tutti. Il timore è che accordi tra ospedali, fondi sanitari, mutue e assicurazioni possano portare all'introduzione di prestazioni a pagamento, escludendo chi non può permettersi tali costi o assicurazioni integrative.
Viene criticato il modello proposto, definito "all'americana", che non si limiterebbe a estendere rimborsi per chi ha polizze, ma creerebbe un sistema "salta fila". Questo peggiorerebbe le disuguaglianze e contribuirebbe all'allungamento delle liste d'attesa per visite ed esami.
Impatto sui livelli essenziali di assistenza
Un altro punto sollevato riguarda il carico di lavoro per il personale sanitario. L'introduzione di ulteriore libera professione, oltre a quella già esistente, potrebbe superare i limiti orari dedicati all'intramoenia, aggravando la situazione.
Le preoccupazioni si estendono anche ai ricoveri, non solo alle prestazioni ambulatoriali. La "super-intramoenia" rischierebbe di rafforzare il ruolo sostitutivo di fondi sanitari e assicurazioni, anziché integrativo, con un impatto negativo sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
Appello ai direttori sanitari
Le associazioni esortano i direttori generali delle Asst a valutare attentamente la situazione delle proprie aziende. L'obiettivo è evitare di aggravare gli squilibri tra attività istituzionali e libera professione, garantendo il rispetto dei LEA.
Tra le realtà firmatarie figurano Medicina Democratica, il coordinamento lombardo degli Sportelli Salute, Arci, Gaia Milano, Movimento Consumatori e il Forum per il Diritto alla Salute, gruppi già attivi in precedenti manifestazioni contro la sanità privata.