Cronaca

Rider in protesta a Milano: chiedono paghe dignitose

14 marzo 2026, 17:45 2 min di lettura
Rider in protesta a Milano: chiedono paghe dignitose Immagine generata con AI Milano
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Manifestazione rider a Milano sotto la pioggia

Nonostante la pioggia battente, numerosi rider si sono riuniti in piazza Duca d’Aosta, a Milano, per manifestare. L'iniziativa, promossa dalla Cgil, mira a ottenere condizioni di lavoro più eque e salari dignitosi per i lavoratori delle consegne.

I manifestanti hanno esposto uno striscione con lo slogan: “Anche il rider deve mangiare, non consegniamo per paghe da fame”. La protesta sottolinea la precarietà e i bassi compensi che caratterizzano la professione.

Le rivendicazioni dei lavoratori

Tra i partecipanti alla mobilitazione, emergono testimonianze di guadagni minimi, con alcuni che dichiarano di percepire appena 2,50 euro per ogni consegna. Altri mostrano profitti giornalieri irrisori, insufficienti persino a coprire le spese essenziali come l'affitto di un alloggio.

Molti di questi lavoratori provengono da contesti migratori diversi, dall'Est Europa, dall'Eritrea e dal Pakistan, accomunati dalla necessità di trovare un'occupazione in Italia. La loro presenza evidenzia un problema sociale più ampio legato allo sfruttamento lavorativo.

L'inchiesta della Procura e le richieste sindacali

Andrea Bacchin, funzionario della Cgil-Nidil di Milano, ha sottolineato l'importanza della mobilitazione, definendola un successo nonostante le condizioni meteorologiche avverse. Ha evidenziato come l'inchiesta della Procura di Milano abbia confermato le denunce sindacali riguardo ai salari inadeguati dei rider.

L'obiettivo principale del sindacato è il passaggio da un sistema di retribuzione basato sul cottimo a uno che preveda l'applicazione del contratto nazionale merci e logistica. Questo garantirebbe ai lavoratori diritti fondamentali come ferie, malattia, tredicesima e Tfr, oltre a una maggiore sicurezza sul lavoro.

Appello alle aziende e prospettive future

Bacchin ha lanciato un appello diretto alle aziende, affinché prendano seriamente in considerazione le richieste dei rider, soprattutto alla luce delle recenti indagini giudiziarie. La nomina di un'amministrazione giudiziaria è vista come un'opportunità per regolarizzare la situazione e garantire tutele.

Il sindacato si aspetta ora passi concreti da parte delle piattaforme di delivery per assicurare condizioni di lavoro dignitose e sicure a tutti i rider, trasformando un sistema percepito come sfruttamento in un'occupazione sostenibile.

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