Cronaca

Rider in protesta a Milano: chiedono contratti veri

15 marzo 2026, 13:47 2 min di lettura
Rider in protesta a Milano: chiedono contratti veri Immagine generata con AI Milano
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Manifestazione rider sotto la pioggia a Milano

Una pioggia battente non ha fermato alcuni rider milanesi che si sono riuniti in piazza Duca d’Aosta, nei pressi della Stazione Centrale. L'obiettivo della loro protesta, organizzata dalla Cgil, era rivendicare condizioni di lavoro più eque e salari dignitosi.

La mobilitazione, avvenuta in contemporanea in diverse città italiane come Roma, Napoli, Bologna, Palermo e Firenze, ha visto la partecipazione di esponenti sindacali e di numerosi rider. Nonostante il maltempo, i lavoratori hanno esposto uno striscione con il messaggio: «Anche il rider deve mangiare, non consegniamo per paghe da fame».

Le rivendicazioni dei rider: salari e tutele

Tra i manifestanti, molti hanno condiviso le proprie difficoltà economiche. Alcuni hanno dichiarato di guadagnare appena 2,50 euro a consegna, mentre altri hanno mostrato guadagni giornalieri di poco superiori ai 16 euro. C'è chi, a causa dei bassi compensi, non riesce nemmeno ad affittare una stanza e si trova a risiedere in dormitori comunali.

I rider provengono da diverse provenienze, tra cui Est Europa, Eritrea e Pakistan, uniti dalla comune lotta per il riconoscimento dei propri diritti lavorativi. La loro presenza in piazza, nonostante le avverse condizioni meteorologiche, è stata definita «molto importante» da Andrea Bacchin, funzionario della Cgil-Nidil di Milano.

La magistratura e le richieste alle aziende

Bacchin ha sottolineato come l'inchiesta della procura di Milano abbia confermato le tesi sindacali riguardo le paghe insufficienti e la necessità di un cambiamento del sistema. L'obiettivo principale della protesta è il passaggio da un sistema di lavoro «a cottimo» all'applicazione del contratto nazionale merci e logistica.

Questo contratto garantirebbe ai rider tutele fondamentali come ferie, malattia, tredicesima e trattamento di fine rapporto (Tfr), oltre a migliorare la sicurezza sul lavoro. «La magistratura ha già detto tanto», ha affermato Bacchin, esortando le aziende a prendere seriamente in considerazione queste richieste, soprattutto ora che un'amministrazione giudiziaria è attiva per regolarizzare la posizione di questi lavoratori.

Il sindacato si aspetta ora «passi importanti» verso condizioni di lavoro dignitose e sicure per tutti i rider.

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