Cronaca

Rider in protesta a Milano: «Basta sfruttamento, vogliamo un contratto vero»

15 marzo 2026, 04:17 2 min di lettura
Rider in protesta a Milano: «Basta sfruttamento, vogliamo un contratto vero» Immagine generata con AI Milano
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Manifestazione rider sotto la pioggia a Milano

Una delegazione di rider ha manifestato ieri, 15 marzo 2026, in piazza Duca d’Aosta, a Milano, per chiedere migliori condizioni lavorative e salari più equi. Nonostante la pioggia battente, i lavoratori di piattaforme come Deliveroo e Glovo si sono riuniti per far sentire la loro voce.

Il presidio, organizzato dalla Cgil, si è svolto in contemporanea in diverse città italiane, tra cui Roma, Napoli, Palermo, Bologna e Firenze. I rider hanno esposto uno striscione con il messaggio: «Anche il rider deve mangiare, non consegniamo per paghe da fame».

Le richieste dei lavoratori: contratti e tutele

Molti partecipanti hanno denunciato guadagni minimi per singola consegna, talvolta inferiori ai 3 euro, e difficoltà nel sostenere le spese essenziali come l'affitto. La protesta mira a ottenere il passaggio da un sistema di pagamento a cottimo all'applicazione del contratto nazionale merci e logistica.

Questo contratto garantirebbe ai rider diritti fondamentali come ferie, malattia, tredicesima e trattamento di fine rapporto (TFR), oltre a migliorare la sicurezza sul lavoro. La richiesta è supportata dalle recenti inchieste della magistratura milanese, che hanno evidenziato retribuzioni inadeguate.

Appello alle aziende: «È ora di agire»

Andrea Bacchin, funzionario della Cgil-Nidil di Milano, ha sottolineato l'importanza della mobilitazione, specialmente considerando le condizioni meteorologiche avverse. Ha evidenziato come la magistratura abbia già riconosciuto le problematiche, e ora sia compito delle aziende intervenire concretamente.

«La magistratura ha già detto tanto», ha affermato Bacchin, «ora è il momento che siano le aziende a prendere seriamente in considerazione questo aspetto. A maggior ragione adesso, che c’è un’amministrazione giudiziaria che è lì apposta per regolarizzare questi lavoratori». L'obiettivo è garantire che questi lavoratori possano operare in condizioni dignitose e sicure.

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