Cronaca

Rider in piazza a Milano: stop allo sfruttamento, chiedono contratto

15 marzo 2026, 20:28 2 min di lettura
Rider in piazza a Milano: stop allo sfruttamento, chiedono contratto Immagine generata con AI Milano
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Manifestazione rider sotto la pioggia a Milano

Un presidio di lavoratori rider si è tenuto ieri, 15 marzo 2026, in piazza Duca d’Aosta, a Milano. Nonostante la pioggia battente, numerosi fattorini di piattaforme come Deliveroo e Glovo hanno manifestato per richiedere condizioni lavorative più eque e salari adeguati.

L’iniziativa, promossa dalla Cgil, ha visto la partecipazione di rider che hanno esposto uno striscione con lo slogan «Anche il rider deve mangiare, non consegniamo per paghe da fame». La protesta milanese si è svolta in contemporanea con manifestazioni simili in altre città italiane, tra cui Roma, Napoli, Bologna e Firenze.

Le rivendicazioni dei lavoratori

Tra i manifestanti, sono emerse testimonianze di guadagni minimi, talvolta appena 2,50 euro per ogni consegna. Alcuni rider hanno dichiarato di non riuscire a sostenere nemmeno l’affitto di una stanza, ricorrendo a dormitori comunali. I lavoratori provengono da diverse nazionalità, tra cui Est Europa, Eritrea e Pakistan.

Andrea Bacchin, funzionario della Cgil-Nidil di Milano, ha sottolineato l'importanza della mobilitazione, definendo la partecipazione «buona» nonostante le avverse condizioni meteorologiche. Ha evidenziato come l'inchiesta della procura di Milano abbia confermato le tesi sindacali riguardo salari inadeguati e la necessità di un cambiamento del sistema per garantire tutele.

Verso un contratto nazionale per i rider

L'obiettivo principale della protesta è il superamento del sistema attuale di pagamento «a cottimo». I rider chiedono l'applicazione del contratto nazionale merci e logistica, che garantirebbe diritti fondamentali come ferie, malattia, tredicesima e Tfr. Inoltre, si punta a migliorare la sicurezza sul lavoro.

Bacchin ha ribadito che, dopo le dichiarazioni della magistratura, è ora compito delle aziende intervenire concretamente. L'amministrazione giudiziaria è vista come uno strumento per regolarizzare la posizione dei lavoratori, e il sindacato si aspetta passi significativi verso condizioni di lavoro dignitose e sicure.

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