Cronaca

Rider in piazza a Milano: chiedono contratti veri

15 marzo 2026, 19:03 2 min di lettura
Rider in piazza a Milano: chiedono contratti veri Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Manifestazione rider a Milano: le rivendicazioni

Milano, 15 marzo 2026 – Sotto una pioggia battente, un gruppo di rider ha presidiato piazza Duca d’Aosta, nei pressi della Stazione Centrale, per protestare contro le attuali condizioni di lavoro. La mobilitazione, promossa dalla Cgil, ha visto la partecipazione di lavoratori di piattaforme come Deliveroo e Glovo.

L’obiettivo principale della protesta è ottenere un riconoscimento concreto dei diritti e un adeguamento delle retribuzioni, considerate da molti insufficienti a garantire una vita dignitosa. I manifestanti hanno esposto uno striscione con il messaggio: «Anche il rider deve mangiare, non consegniamo per paghe da fame».

Condizioni di lavoro e retribuzioni sotto la lente

Tra i partecipanti alla manifestazione, sono emerse testimonianze preoccupanti riguardo ai guadagni. Alcuni rider hanno dichiarato di ricevere appena 2,50 euro per ogni consegna, mentre altri hanno mostrato guadagni giornalieri che superano di poco i 16 euro. Queste cifre sollevano seri interrogativi sulla sostenibilità economica della professione.

La precarietà della situazione è sottolineata anche dalle difficoltà abitative. Alcuni lavoratori hanno riferito di non potersi permettere un affitto e di dover ricorrere a dormitori comunali. La provenienza dei rider è eterogenea, con presenze da diverse aree geografiche, tra cui Est Europa, Eritrea e Pakistan.

L’appello alle aziende: un contratto nazionale

Andrea Bacchin, funzionario della Cgil-Nidil di Milano, ha evidenziato l’importanza della mobilitazione, nonostante le condizioni meteorologiche avverse. Ha sottolineato come l’inchiesta della procura di Milano abbia confermato le rivendicazioni sindacali riguardo a paghe non dignitose e alla necessità di un cambiamento sistemico.

La richiesta sindacale è chiara: il passaggio da un sistema di retribuzione a cottimo a un’applicazione del contratto nazionale merci e logistica. Questo permetterebbe ai rider di beneficiare di tutele come ferie, malattia, tredicesima e Tfr, oltre a garantire maggiore sicurezza sul lavoro.

Il ruolo della magistratura e le aspettative future

Bacchin ha rimarcato che, dopo le pronunce della magistratura, è ora compito delle aziende intervenire concretamente. L’amministrazione giudiziaria è vista come uno strumento per regolarizzare la posizione di questi lavoratori e garantire loro condizioni lavorative più eque e sicure. Il sindacato si aspetta passi significativi in questa direzione.

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